Piotta e i "Nemici": "Hanno ucciso più artisti i talent show dell'eroina"

Tommaso Zanello in arte Piotta
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Tommaso Zanello in arte Piotta ha appena pubblicato il suo nuovo album, “Nemici”. Ma chi sono, oggi, i veri “Nemici”? Ce lo racconta in questa intervista il rapper romano, insieme alla sua idea di dissing e a quel rapporto di amore-odio che lo lega da sempre alla sua città.

“Secondo me, statistiche alla mano, nella musica hanno ucciso più talenti i cosiddetti talent che l'eroina. Magari non hanno ucciso fisicamente la persona, ma psicologicamente ne hanno ferito il talento. Non gli hanno dato il tempo di uscire fuori con tutte le sue splendide poetiche fragilità”. Tommaso Zanello in arte Piotta ha dimostrato che, fortunatamente, è ancora possibile esprimere il proprio punto di vista con occhio critico e grande intelligenza. Lo ha fatto commentando il dissing tra Fedez e Fabri Fibra; lo ha confermato con l’ultimo album, "Nemici", pubblicato lo scorso 14 aprile e ricco di spunti interessanti, come il brano “7 vizi Capitale”, uno dei più belli del disco. Piotta quando si esprime fa attenzione al peso di ogni parola: “nel rap la parola viene prima di tutto”, ci ricorda, mentre spiega chi sono i “Nemici”, approfondisce il concetto del dissing o racconta il rapporto di amore e odio che lo lega da sempre alla sua città: la mamma Roma con cui “litighi, ma poi ci torni sempre”.

Ci racconti un retroscena di Nemici? Com’è nato l’album? Ero talmente nauseato dai talent che è nato spontaneo. Secondo me statistiche alla mano, nella musica hanno ucciso più talenti i così detti talent che l'eroina. Magari non hanno ucciso fisicamente la persona, ma psicologicamente ne hanno ferito il talento. Non gli hanno dato il tempo di uscire fuori con tutte le sue splendide poetiche fragilità. Talenti dati in pasto alle luci della ribalta senza aver il tempo di formarsi come persone e come artisti. Talenti uccisi per fare spazio ad altri talenti, uccisi per fare spazio ad altri talenti, uccisi per fare spazio ad altri talenti, e così via. Non è un refuso, è proprio il senso di prodotti musicali ad uso e consumo del mercato. L'artista timido, chiuso, o viceversa troppo ribelle o sfrontato, o comunque diverso in questi contesti non viene accettato o viene reso macchietta. Insomma se volete un consiglio per tutelare e coltivare il vostro talento: non fate mai un talent.

Chi sono oggi i “Nemici”? Di questo passo mi sa che sono più i Nemici degli amici. Certo che non ci sono andato leggero, ma ne sono orgoglioso. Siamo qui per lasciare una traccia, ed io lo faccio con le canzoni e con le parole, perché le parole sono importanti. Nanni Moretti me lo dice da quando sono adolescente e io ci ho sempre creduto, non a caso ho scelto il rap. Nel rap la parola viene prima di tutto.

Una delle tracce più belle è “7 vizi Capitale”: quali sono i pregi e i problemi più grandi di Roma? Innanzitutto ti ringrazio per quello che dici. Più di una persona mi ha detto che è la mia canzone più bella e matura. Qualcuno che mi segue dalla prima ora l'ha paragonata a Ciclico, un brano molto amato di quasi 20 anni fa. Penso che Roma ha i pregi e i difetti di tutte le grande metropoli. Ti lascia addosso un segno indelebile, come una grande madre. Ti stacchi da lei, litighi con lei, ma poi ci torni sempre. E più ti allontani più è forte il ritorno, come una sorta di elastico. Come tutte le grandi metropoli è sempre più polarizzata tra pochissimi ricchi e moltissimi poveri, troppi. Da qui tensioni sociali, violenze, speculazioni, politici che pensano solo ai loro interessi o delle lobbies che rappresentano. Credo che sia metafora di tutto il paese. La racconto, la vivo, la combatto, e per fortuna siamo in tanti a farlo. Una vera e propria nuova scena.

Come procede con ‘La Grande Onda’? Com’è portare avanti un’etichetta indipendente? E' bello e faticoso allo steso tempo. Per fortuna non sono solo. C'è Stefano Tasciotti che cura sito, social e mailing list. C'è Emiliano Ra-b che con me segue la parte rock. C'è l'altro Emiliano che segue la parte reggae. Poi c'è la parte hip hop che seguo personalmente, cosi come le compile sparse dagli Autogrill alle edicole. Poi logicamente curo anche i rapporti istituzionali, quelli con gli altri label e tutti gli sbattimenti del caso.

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Chi apprezzi tra gli artisti del momento, in particolar modo nel campo del rap? Kendrick Lamar, Action Bronson, Yelawolf, Die Antwoord per gli stranieri, Caparezza, Salmo, Marra, Coez per gli italiani. Mezzosangue, Willy Peyote, Debbit e Marti Stone per gli emergenti.

Cosa ne pensi dell’arte del dissing? Non credi che sia un modo per evitare di riempire le canzoni di veri contenuti? Secondo me il dissing ha dei pro e dei contro, come tutte le cose. Se l'mc è bravo lo fa con sarcasmo, con una certa eleganza, senza pregiudicare la sua critica, insomma come farebbe un bravo comico, ecco come farebbe Crozza. Viceversa se degenera nella battuta volgare, squallida, priva di idee, giusto per cercare di fare gossip e accaparrarsi un po' di pubblicità a poco prezzo credo che sul lungo periodo diventi un boomerang. Cioè, come dici bene anche tu, mostri il lato debole di un artista che ha poco da dire e riempie un album di dissing, nemmno sentiti, solo per far parlare di sé.

Tu come ti poni nel dissing tra Fabri Fibra e Fedez? Ti rispondo con una battuta. Mi pongo come si porrebbe il Grande Capo degli amici Lillo & Greg: “Estiqaatsi! ”

Di Gabriele Naddeo // Twitter: @GabboNad - Segui L'indiece di melty!

Crediti: Alfredo Villa, piotta