Pino Daniele: Rocco Hunt e quel concerto insieme

Rocco Hunt e Pino Daniele sul palco di Napoli
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Pino Daniele ha lasciato un vuoto importante nei musicisti delle nuove generazioni. Rocco Hunt, uno dei figli della strada campani che con il cantautore aveva cucito un rapporto molto stretto, ha ricordato il concerto insieme a Napoli a metà dicembre.

Pino Daniele era uno dei pezzi storici della musica italiana, fu capace di portare il suo spirito da napoletano verace in tutta la penisola, di esportare un tipo di musica che avesse al suo interno la passione del sud e della sua città e il calore del blues più autentico. Pino Daniele (qui le sue canzoni più belle) è stato sin dagli esordi un esempio per tutti quei cantanti che, dalle periferie campane, avrebbero voluto cantare la loro terra senza vergogna, orgogliosi di essere parte integrante di un mondo che solo col tempo ha imparato ad essere apprezzato anche fuori dai confini campani. Una rivoluzione e una rivalsa importante che è proseguita fino ad oggi. In modi del tutto diversi sono numerosi i “figli” di Pino Daniele, quelli che, con modi e linguaggio differente continuano a portare avanti le battaglie del loro padre. Tra di essi non poteva certo mancare Rocco Hunt, uno degli autori più freschi di questa generazione campana, candidato ai Melty Future Awards 2015. Il suo messaggio dopo la scomparsa di Daniele è uno dei più commossi e toccanti, segno dell'affetto che legava i due. “Ci incontrammo a Radio Deejay la prima volta – ha scritto il rapper - mi presentai e tu dicesti: "Guaglió sei fortissimo a scrivere! "... Io saltellavo dalla gioia, Pino mi aveva fatto i complimenti! Poi la promessa di un concerto insieme nella tua Napoli... Mai avrei voluto immaginare che fosse stato l'ultimo. Zio Pino ci ha lasciati qua! Fiero di averti conosciuto maestro... Quella promessa che mi avevi fatto non la dimenticherò mai. Ossaje comm' fa o Core! ”.

Pino Daniele: Rocco Hunt e quel concerto insieme

Pino Daniele aveva subito riconosciuto il talento del giovane ragazzo e lo aveva invitato per un concerto storico al Palapartenope di Napoli in cui il cantautore riproponeva per intero “Nero a metà”, quel disco storico che è scolpito come pietra miliare della musica italiana da 35 anni. Per lui, artisti come Clementino e Rocco Hunt rappresentavano la nuova generazione di poeti urbani, quelli di cui lui era stato precursore proprio con quel disco. Per Rocco Hunt, da poco impegnato nel concerto di Capodanno a Salerno, si era trattato del riconoscimento di una vita, dell'apprezzamento di quello che era il suo più grande maestro, quello che ha insegnato ai napoletani a cantare forte, chiaro e far sentire a tutto il mondo la loro voce. Il rapporto tra i due era vero e autentico, come quello che si instaura tra un padre e un figlio, tra chi ha trovato un'alchimia che magari sarebbe potuta sbocciare in qualcosa di ancora più grande. Quello spettacolo a Napoli aveva dimostrato che vecchio e nuovo linguaggio potevano contaminarsi e incontrarsi a metà strada, che le vecchie canzoni di Pino potevano essere ammantate dalle rime taglienti di Rocco, che le nuove canzoni di Rocco potevano essere arricchite dal groove pieno e verace di Pino. La speranza era quella di ritrovarli ancora una volta insieme sullo stesso palco, o magari in studio per registrare qualcosa di grandioso. Tutto questo, purtroppo, non ha avuto seguito. La vera speranza ora è che queste nuove generazioni proseguano quella "battaglia" iniziata quasi 40 anni fa da un giovane con i capelli lunghi, la chitarra tra le mani e una smodata passione per blues e la musica napoletana.

Crediti: Archivio web