Pino Daniele: Napoli-Juve nel ricordo del cantautore

Pino Daniele l'addio del Napoli Calcio
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Il Napoli Calcio saluta il suo tifoso d’eccezione Pino Daniele. Il Presidente De Laurentis lo ricorda come “un uomo che ha contribuito a rendere più grande la nostra città”

Lo aveva detto Aurelio De Laurentis che la partita in casa del Napoli di questa domenica, 11 gennaio, sarebbe stata nel ricordo di Pino Daniele. È così è stato. “Pino Pino, Olè” ha cantato a squarciagola il popolo del Napoli Calcio pochi minuti prima del match Napoli-Juve che ha visto soccombere per 1-3 i partenopei. Fin dalle aperture dei cancelli, alle ore 18, un concerto di voci ha intonato le più famose canzoni di Pino Daniele regalate al pubblico del San Paolo dagli altoparlanti dello stadio. L’atmosfera, ogni minuto più calda, ha toccato il suo apice quando in campo è entrato Aurelio De Laurentis: “Siamo qui per onorare un grande napoletano – ha detto il presidente azzurro - Pino Daniele ha contribuito a rendere più grande la nostra città, come altri napoletani del valore di Eduardo De Filippo, Totò, Massimo Troisi. Io l’ho conosciuto 35 anni fa, scrisse la musica di un mio film. Avevamo deciso di fare tante cose straordinarie insieme, allora, purtroppo non ce l’abbiamo fatta”.

Pino Daniele: Napoli-Juve nel ricordo del cantautore

In campo, dopo le parole di De Laurentis, è entrato Hamsik che ha consegnato una maglia numero 19 della squadra dedicata al cantautore scomparso lo scorso 4 gennaio al fratello di Pino Daniele. Nello, commosso, ha avuto solo la forza di dire “Voglio ringraziare la città per il grandissimo affetto. I tifosi sperano che adesso “Napul’è” diventi il nuovo inno della squadra e naturalmente me lo auguro con tutto il cuore anche io…”. Ma le parole più belle sono state quelle racchiuse negli striscioni: “voce di un popolo e di una città, raccontaci Napoli nell’eternità”, urlava una scritta nella curva A. Mentre in curva B troneggia il messaggio “non è una serata come tante, ma ci piace ricordarti in questa cornice importante. Hai sempre vissuto lontano dai riflettori, ma la tua città ti doveva tutti gli onori”. Poi la partita, quella meno importante, quella giocata con i piedi e non con il cuore inizia e anche il fischio ha il sapore di una nota musicale. Per una volta, il risultato, davvero non conta.

Crediti: web