Pif a Che Tempo che Fa: "La mafia uccide solo d'estate è la mia vita"

Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif
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Un emozionato e arrabbiato Pif ha raccontato "La mafia uccide solo d'estate" e ciò che ha vissuto da bambino a Palermo. Guarda il video della puntata di "Che tempo che fa" del 24 novembre su melty.it.

Manca pochissimo, ormai, all'uscita di "La mafia uccide solo d'estate", il primo film diretto da Pif che arriverà nelle sale italiane questo giovedì, 28 novembre. Alla puntata di "Che tempo che fa" di domenica 24 novembre, Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, ha raccontato a Fabio Fazio il suo primo lavoro cinematografico e il suo ruolo di regista, attore e sceneggiatore in "La mafia uccide solo d'estate". Perché, se ancora non lo sapete, il film racconta certamente la mafia ma racconta anche ciò che Pif ha vissuto tra gli anni Settanta e Novanta e ciò che ha provato un'intera generazione durante gli anni di fuoco di Totò Riina. "Quando mi sono trasferito a Milano" racconta Pif, "tutti mi facevano domande sulla mafia. Ho capito, quindi, che c'era bisogno di raccontarlo, soprattutto alle nuove generazioni che devono assolutamente capire chi sono stati i cattivi e chi i buoni".

Pif a Che Tempo che Fa: "La mafia uccide solo d'estate è la mia vita"

E se il poster di "La mafia uccide solo d'estate" è particolarmente efficace per comprendere i temi trattati, basta poco per capire che Pif ha voluto ricostruire fatti realmente accaduti concentrandosi, però, non solo sulle stragi stesse bensì su ciò che è successo prima di esse. "Come si fa a dimenticare? Non possiamo e non dobbiamo! ". Pif, inizialmente emozionato, lascia spazio alla rabbia che l'ha accompagnato durante la gioventù, quando una mente più adulta ha potuto riflettere su come la mafia aveva influenzato la sua vita (persino la sua nascita: i figli di Totò Riina sono nati nella stessa clinica di Pif! ). E tra aneddoti dell'infanzia, Pif non manca di scherzare (e criticare) il comportamento della dei genitori palermitani degli anni Settanta che hanno sempre cercato di proteggere i figli con una vita parallela alla mafia. "Non si negava la mafia, si negava la pericolosità della mafia. Con questo comportamento si sono in qualche modo abbandonati al loro destino chi invece voleva sconfiggere la mafia, lasciandoli così nelle mani di quel 'simpaticone' di Totò Riina".

Pif a Che Tempo che Fa: "La mafia uccide solo d'estate è la mia vita"
Pif a Che Tempo che Fa: "La mafia uccide solo d'estate è la mia vita"

Non solo le battute di Luciana Littizzetto a "Che tempo che fa", quindi, ma anche quelle di Pif che con la sua simpatia e leggerezza ha raccontato ciò che ha segnato un'intera generazione. Non ha scordato, ovviamente, di raccontare dove si trovava al momento della strage di Capaci, il 23 maggio del 1992. "Sarà stata una fuga di gas" pensava l'ingenue Pif, all'epoca ventenne, mentre camminava tra il traffico causato dall'attentato. Il problema, secondo l'ex iena, è che tutti sanno tutti ma nessuno ha mai parlato. "A 10 anni sapevo che in quel bar si riunivano i mafiosi. Come è possibile che un bambino di 10 anni sapesse una cosa del genere? ". Un film molto sentito, quindi, che vuole scherzare e portare sul piccolo schermo la vita quotidiana della Palermo degli anni Settanta e Ottanta intrecciando la Storia con le piccole avventure di Arturo, il protagonista della pellicola. Perché , come ha ben ricordato Pif a fine intervista, il film è anche divertente.

L'intervista di Fabio Fazio a Pif in "Che tempo che fa"
Crediti: 01distribution, Archivio web, Facebook pif