Perturbazione a Sanremo 2014: “Al Festival giustizia è fatta” (intervista)

Il grido dei Perturbazione
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I più simpatici, i più presenti, i più sorridenti. Dopo sei tentativi ecco i Perturbazione a Sanremo, dove fanno il pieno di notorietà: “E quando ci ricapita? ”. Leggi l'intervista su melty.it.

Il cantante Tommaso Cerasuolo e la splendida violoncellista quarantacinquenne Elena Diana sono andati a dormire a notte fonda. Feste sanremesi? No, Marzullo. “E quando ci ricapita tutta questa notorietà? Ma non solo, facendo un bagno di umiltà siamo qui per rispondere a qualsiasi giornalista abbia una domanda sensata da porci”. Sono ovunque, i Perturbazione: nel bar davanti all'Ariston, nei salotti televisivi, nelle due sale stampa prima e dopo le interviste, nei vari plateau radiofonici all'aperto. E ormai il tifo della giuria di qualità è dalla loro parte. Anche la canzone “L'Unica” riecheggia nelle menti, passa in radio quanto e più di Arisa, e in pochi abbiamo potuto apprezzato il balletto che li accompagna: “Non vi preoccupate, questa volta anche le telecamere della Rai se ne accorgeranno all'Ariston”. I Perturbazione a 360 gradi, nelle risposte del chitarrista Cristiano Lo Mele.

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Cristiano Lo Mele e Alex Baracco dei Perturbazione
Cristiano Lo Mele e Alex Baracco dei Perturbazione

Dopo sei tentativi e 10 anni di critiche positive siete al Festival di Sanremo. Quanto è stato faticoso? La fatica è quella di dover fare un lavoro in modo artigianale, la fatica è arrivare al 27 del mese, è dover portare avanti due lavori allo stesso tempo. Io insieme a Gigi ho uno studio di registrazione a Rivoli, Elena insegna musica nelle scuole, Rossano è direttore di una rivista (“Rumore”, ndr), Tommaso è illustratore e animatore grafico, Alex sta ancora studiando scienze forestali. Naturalmente le soddisfazioni hanno sempre compensato le fatiche, e la critica dagli inizi ci ha accolto fin troppo bene. Abbiamo un pubblico meraviglioso che ci vuole un bene dell'anima. Anche in questa prova, che potrebbe essere deleteria, ci sostengono in tutto e per tutto.

Siete a Sanremo, state facendo un grande bagno di notorietà, può arrivare il salto professionale? Il grande salto è un sogno giovanile, non ci crediamo più tanto. Non siamo il gruppo rivelazione che può fare il botto, abbiamo una lunga storia alle spalle. Però naturalmente ci speriamo, d'ora in poi ci piacerebbe concentrare di più le nostre attenzioni e la nostra energia sui Perturbazione. Ma non lasceremo mai le nostre attuali occupazioni.

Perturbazione: Cristiano, Alex, Tommaso, Elena, Rossano e Alex
Perturbazione: Cristiano, Alex, Tommaso, Elena, Rossano e Alex
Perturbazione a Sanremo
Perturbazione: Cristiano, Alex, Tommaso, Elena, Rossano e Alex
Perturbazione a Sanremo
Perturbazione: Cristiano, Alex, Tommaso, Elena, Rossano e Alex
Perturbazione a Sanremo
Perturbazione: Cristiano, Alex, Tommaso, Elena, Rossano e Alex

Una piccola critica. Siete sempre stati bravi e originali sul palco. Perché non osare di più in un Festival che negli ultimi 20 anni è stato scosso soltanto dai costumi di Elio e le Storie Tese? Io personalmente ho sempre mal tollerato chi va a Sanremo con la pretesa di fare lo strano, di ridisegnare le regole. Noi di nostro portiamo già una cosa diversa: siamo l'unico gruppo in gara e abbiamo un suono un po' più rock. Non vogliamo confondere e sovrapporre i linguaggi. Vogliamo che siano le nostre canzoni a parlare per noi. La temperatura dei live dei Perturbazione è difficile sentirla qui a Sanremo: abbiamo soltanto sei minuti su un palco, in un concerto vero l'improvvisazione crea atmosfere più creative. La piccola messa in scena però ci sarà, è quel balletto che le telecamere della Rai non hanno ripreso, arriverà all'inizio, subito la prima strofa.

Come sarà la vostra “Donna Cannone” che porterete venerdì sul palco insieme a Violante Placido? La voce di Viola è un mix di dolcezza e sensualità, mettiamo insieme due timbri vocali molto diversi, non ci distaccheremo molto dalla versione originale. Anche lei è della stessa scuderia, la Mescal, è si è dimostrata disponibilissima. Siamo molto contenti e a differenza di Luca Dondoni non pensiamo che ci sarà bisogno dello Xanax per ascoltare la nostra versione de “La donna cannone” con Violante Placido.

Perturbazione a Sanremo
Perturbazione a Sanremo
I Perturbazione nel roof dell'Ariston a Sanremo
Perturbazione a Sanremo
Perturbazione a Sanremo
Perturbazione a Sanremo

“L'Italia vista dal bar” è stata definita dall'Accademia della Crusca il testo migliore del Festival. C'è un significato politico in quella canzone? In parte sì, “L'Italia vista dal bar” è innanzitutto un invito ad accettarci per come siamo, tutti allenatori e opinionisti. Ma il problema sono i toni che si sono creati negli ultimi anni, e che riguardano più la tifoseria della squadra. Sono toni che risultano ancora più esasperati sulle piattaforme online, perché su Facebook risultano paradossalmente simili a quelli degli anni 70-80, quando si parlava ancora di compagni e camerati. La coscienza personale dell'elettore è troppo simile alla tifoseria dello stadio. Ecco perché – senza essere retrogradi - è meglio tornare all'Italia vista dal bar, dove si grida si discute e ci si guarda negli occhi. Pensiamo anche che ci si possa mettere d'accordo.

Sembra che vi stiate divertendo da matti. Vi aspettavate di trovarvi così bene a Sanremo? In questi giorni Sanremo è una bomboniera, sembra di essere al Festival di Venezia. Non mi immaginavo un clima così cordiale e rilassato all'interno del Festival. Forse perché siamo simpatici. Ormai il Festival di Sanremo è cambiato, è da 3-4 anni che ospita artisti della scena indipendente. Quest'anno ci sono Giuliano Palma, Sinigaglia Frankie Hi-Nrg... Giustizia è fatta: il Festival si apre verso il mondo indie, il mondo indie pian piano si sta avvicinando al Festival.

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Crediti: melty.it