Parma-Juventus: Donadoni e una squadra che non vuole morire

L'esultanza al gol di Jose Mauri
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La vittoria contro la Juventus è solo l'ultima prodezza di una squadra che non ci sta a sparire: documentari tv, allenatore-sponsor e affetto della città. Ecco perché, comunque vada, il Parma resterà nella storia.

Calcisticamente, Parma è una città che ha un piede nella fossa: sul Parma Fc grava un passivo di cento milioni di euro e gli stipendi di staff e giocatori non partono da mesi. La storia si conosce bene: Tommaso Ghirardi cede la proprietà e il club passa per diverse mani - sporche di creatività finanziaria e risorse inesistenti - fino ad arrivare alla ridicola gestione Manenti e all'inevitabile fallimento della società datato 19 marzo. Oggi il settore giovanile arranca per semplici trasferte, diversi beni materiali del club sono stati pignorati (si parla di piccoli pullman e panchine portate via per coprire debiti), ma gli ultimi risultati sportivi sembrano voler dare una scossa alla situazione: il successo per 1-0 in casa contro la Juventus è il risultato di un abbraccio ad una squadra che non ci sta a morire. Ecco di seguito quello che sta succedendo attorno al Parma Calcio.

Parma-Juventus: Donadoni e una squadra che non vuole morire

Interesse della città e dei media. "A testa alta" è il titolo dell'appello lanciato da squadra e amministratori comunali alla città. Tariffe agevolate, riduzione dei costi dei biglietti, allenamenti a porte aperte, il tutto per racimolare fondi e dare l'abbraccio - si spera, non finale - ad una formazione icona del calcio italiano ed quello europeo. Contro la Juventus il Parma ha chiamato i cittadini a riempire lo stadio Tardini e si direbbe che il risultato - commovente - alla fine è arrivato. La città sembra avere tutto l'interesse a mantenere uno dei suoi simboli e non è da meno l'esposizione ai media: su Sky Sport è partito "A testa alta - Parma DOC", un documentario-reality che seguirà ogni giorno le vicende del club dall'interno.

Roberto Donadoni. Un allenatore di altri tempi che è un fattore per i giocatori che allena: pur non avendo mai dimostrato grande carisma in conferenza stampa, mister Donadoni è un uomo dalla grande dignità che non ci sta ad abbandonare la nave. Nel susseguirsi dei problemi giudiziari e delle fughe dei calciatori, Donadoni è rimasto dov'è e anzi, nel momento di difficoltà ci ha messo del suo per cercare di tappare le falle: è notizia di poche ore il fatto che il ristorante in Brianza di proprietà di Tassotti e Donadoni sarà tra gli sponsor stampati sulla maglia per l'ultima parte della stagione. Abbiamo un allenatore che non riceve lo stipendio da mesi e finanzia il suo club: di questi tempi, sembra fantascienza.

Salvezza non impossibile. E' chiaro che al momento non ci sono le risorse per una eventuale permanenza in serie A per la stagione 2015/2016, ma sportivamente l'affare salvezza non è più così improbabile come poche settimane fa: la classifica è impietosa (16 punti), ma il trend positivo degli ultimi tempi fa sembrare possibile l'ottenimento di quelle dieci lunghezze per evitare il baratro. Sull'onda emotiva di questo abbraccio della città, in poche settimane i Crociati hanno ottenuto risultati utili contro Atalanta e Inter e l'1-0 contro la Juventus è l'emblema di questa voglia di riscatto. Mancano 8 partite per decidere le sorti di questo campionato: dopo l'ultimo risultato di sabato allo stadio Tardini, tutto è possibile. Perché il calcio, a volte, può ancora riservare qualcosa di bello.

Crediti: ilsussidiario.net, web , ansa