Papa Francesco sui gay: Video e analisi del discorso

Papa Francesco
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La frase di Papa Francesco sui gay ha già riempito titoli di giornale, parole, frasi e pensieri di cronisti e commentatori di tutto il mondo. Ma il vero significato della frase di Papa Bergoglio è un altro. Guarda il video su melty.it.

Papa Francesco ha parlato. Di ritorno a Roma dopo l’ultima messa a Copacabana, Papa Francesco ha commentato le indiscrezioni sulla presunta lobby gay in Vaticano. Sul volo che lo portava a Roma, Papa Francesco ha discusso per un’ora e mezza con i giornalisti e si è lasciato andare a considerazioni in apparenza “rivoluzionarie” sulla concezione degli omosessuali per la Chiesa, che Jorge Mario Bergoglio rappresenta. La frase di Papa Francesco, come è stata ripresa in grande stile dai quotidiani di tutto il mondo, recitava così: “Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla? ”. Una frase sensazionale, quella di Papa Francesco, buona per titolisti a corto di idee. “Non si devono discriminare o emarginare queste persone, lo dice anche il Catechismo – ha proseguito Papa Francesco - Il problema non è avere questa tendenza”.

Discorso a effetto, quello di Papa Francesco, pronunciato con perfetta scelta di tempi. Manca a queste parole, tuttavia, il giusto contesto. Papa Francesco, infatti, non ha voluto lanciare un segnale di speranza e amicizia agli omosessuali di tutto il mondo. La sua frase, dagli orizzonti molto più contenuti, era una risposta ai giornalisti che gli chiedevano conto di una presunta “lobby gay” nel Vaticano: “si scrive tanto sulla lobby gay nella Santa Sede – ha detto infatti Bergoglio - ma ancora non ho una cartella con le identità di chi ne farebbe parte", ha spiegato il Pontefice. Papa Francesco infatti avrebbe detto: “Le lobby tutte non sono buone”, prima di aggiungere la frase ad effetto: “se una persona è gay e cerca il Signore, chi sono io per giudicarla? Il problema non è avere questa tendenza... Il problema sono le lobby”.

Papa Francesco, dunque, al culmine della sua popolarità dopo i giorni trionfali della Giornata Mondiale della Gioventù 2013, non ha invitato esplicitamente alla tolleranza verso le persone omosessuali. Il Catechismo, d'altronde, non invita alla tolleranza, come vorrebbe Papa Francesco, ma obbliga esplicitamente alla "castità" le persone omosessuali (articolo 2.359), come ricordato da Luca Sappino nel suo blog su "L'Espresso". Nè tantomeno ha concesso l'indulgenza verso quei preti che si sono "macchiati" del "peccato" di omosessualità, secondo la Chiesa. Anche se il suo discorso può essere interpretato come un tentativo di smorzare i toni della polemica contro gli omosessuali rispetto agli ultimi anni. Deviando il discorso sulla "tolleranza" verso gli omosessuali - e solo quelli - che farebbero parte di una ben precisa lobby, Papa Francesco ha distolto l'attenzione su uno dei più grandi scandali che hanno colpito la Chiesa dopo le dimissioni di Papa Benedetto XVI. Di questi tempi, anche il Papa ne sa una più del Diavolo.

Crediti: facebook.com, repubblica.it, ilgiornale.it, Archivio web


2 commenti
  • Con i soldi sperperati dal Vaticano per scegliere e eleggere un nuovo papa, si potrebbe dare da mangiare a tantissime persone che muoiono di fame ogni giorno. A questo punto non ci resta altro che augurarci che il nuovo Papa sia davvero degno di essere chiamato "Francesco", sinonimo di umiltà, semplicità e carità al servizio dei più poveri, deboli e indifesi. ~Jean-Paul Malfatti
  • Un piccolo consiglio a tutti i gay cattolici ai quali questo suona come un'offesa o come una presa per i fondelli: Smettetela di essere cattolici! E' molto più facile che smettere di essere gay. Soprattutto perché il cristianesimo non è un patrimonio esclusivo dei cattolici, quindi nessuno deve per forza essere cattolico o convertirsi al cattolicesimo per essere cristiano. Jean-P aul Malfatti