Oscar 2016: Da Leonardo DiCaprio a Ennio Morricone, il meglio e il peggio della serata

Il meglio e il peggio degli Oscar
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Cosa ricorderemo di questa edizione degli Academy Awards? Dall'Oscar a DiCaprio alle lacrime di Morricone, ecco il meglio e il peggio della serata.

L'edizione 2016 degli Academy Awards passerà alla storia come quella che ha regalato il primo Oscar a Leonardo DiCaprio, ma la tanto agognata vittoria dell'indimenticabile interprete di Titanic non è stato l'unico momento emozionante di una serata che, tra alti e bassi, ha regalato non poche gioie ai cinefili di tutto il mondo. Gran parte degli spettatori è rimasta incollata allo schermo solo per poter assistere in diretta al trionfo di Leo, una vittoria annunciata che fortunatamente non si è tramutata in targedia (come qualcuno temeva): quando ha sentito pronunciare il suo nome da Julianne Moore, DiCaprio è arrivato sul palco quasi saltellando, ha gongolato per qualche minuto e sorriso ininterrottamente con gli occhi, con le labbra e con ogni minima fibra del suo corpo. Dopo questa iniziale euforia, ad ogni modo, la razionalità ha preso il sopravvento e il discorso di ringraziamento confezionato dalla star è stato quanto di più politicamente corretto e, diciamocelo, noioso, ci si potesse aspettare: in sintesi 'grazie a Inarritu, a Tom Hardy, a Scorsese e ricordate di rispettare l'ambiente'. Nemmeno una lacrimuccia, un piccolo cedimento. Meno male che a fare la gioia dei più romantici ci ha pensato Kate Winslet, emozionata in prima fila come se quel premio lo avesse vinto lei.

Oscar 2016: Da Leonardo DiCaprio a Ennio Morricone, il meglio e il peggio della serata
I K.O di Rocky Balboa e Lady Germanotta

La gioia per Leonardo DiCaprio è stata tuttavia bilanciata da una cocente delusione: la sconfitta di Sylvester Stallone nella categoria 'Miglior Attore non Protagonista'. L'Academy ha preferito premiare la leggenda del teatro inglese Mark Rylance, impeccabile ne 'Il ponte delle spie': il premio a Sly sarebbe stato poco radical chic e, forse, un po' ruffiano, ma un personaggio come Rocky Balboa che ha fatto la storia del cinema meritava un riconoscimento. Perché diciamoci la verità, nonostante l'abbronzatura alla Carlo Conti e il botulino da signora attempata con cui si è presentato sul red carpet, a Sly vogliamo bene, e in 'Creed' ha dimostrato di non essere solo 'un bullo di periferia'. Insomma, un momento decisamente sprecato, così come quello per il riconoscimento alla Miglior canzone Originale, andato a 'Skyfall' di Adele. Ah no, scusate, alla versione brutta di Skyfall vale a dire 'The writing's on the wall' di Sam Smith. Una performance mediocre e piena di stonature, oltre che uno strano connubio di protagonismo e ignoranza (no, Sam, non sei il primo omosessuale dichiarato a vincere il premio) hanno tuttavia permesso a Smith di avere la meglio su Lady Gaga, che per l'occasione si era addirittura vestita in modo decente! A lei resterà comunque la standing ovation dopo la toccante performance sulle note di 'Til it happens to you', uno dei momenti più emozionanti della serata.

Oscar 2016: Da Leonardo DiCaprio a Ennio Morricone, il meglio e il peggio della serata
Eva contro Eva: Brie Larson e Alicia Vikander

Le donne della serata sono state invece Brie Larson e Alicia Vikander, premiate nelle categorie attoriali più importanti. Se la prima ha senza dubbio suscitato simpatie per i siparietti insieme al piccolo co-protagonista Jacob Tremblay e il fidanzato non propriamente bellissimo al suo fianco ( a proposito, sai che dopo aver vinto l'Oscar ti mollerà, vero?), non si può dire lo stesso per la sua collega svedese. Alicia Vikander, alias la nuova donna più invidiata della galassia, si è presentata sul red carpet come sosia di Belle, ma con accanto invece che la Bestia, Michael Fassbender. Sarà che in molti tifavano per Kate Winslet augurandosi un premio simultaneo con Leo a quasi 20 anni da Titanic; sarà che Michael Fassbender, nonostante gli occhi a cuoricino non si è meritato neppure un ringraziamento sul palco, ma di fatto Alicia non pare aver conquistato i favori degli spettatori (si, soprattutto delle donne). Mettendo per un attimo da parte scherzi e ship che risalgono all'età della pietra, alla Vikander va il merito di aver fatto in 'The Danish Girl' da contraltare alle smorfiette e agli isterismi di un quanto mai fastidioso Eddie Redmayne, a cui pare si sia offerta di regalare qualche lezione di recitazione.

Oscar 2016: Da Leonardo DiCaprio a Ennio Morricone, il meglio e il peggio della serata
I premi 'telefonati' e la tiritera degli #oscarsowhite

Da quando ogni singolo premio tecnico a disposizione è finito nella saccoccia del team 'Mad Max: Fury Road', è stato chiaro a tutti che nessuno dei premi principali sarebbe andato a George Miller. Qualcuno si augurava per lui il riconoscimento come Miglior Regista, che invece, per il secondo anno di seguito, l'Academy ha consegnato al vanesio (ma pur sempre bravo) Alejandro Gonzales Inarritu. Il regista messicano ha ovviamente approfittato dell' occasione per spendere qualche parola in merito alla questione degli #oscarsowhite, vero leitmotiv della serata piazzato da Chris Rock in 'tutti i luoghi e in tutti laghi' possibili e immaginabili. Perdonaci Alejandro, ma la paternale da un non americano a cui l'Academy ha regalato 9 nomination e 4 premi risulta credibile quanto Sylvester Stallone che recita Shakespeare. Telefonatissimo anche il premio al miglior film 'Spotlight': premiare una pellicola troppo fuori dagli standard come 'The Big Short' era chiaramente un rischio troppo grosso, mentre il film di Tom McCarthy, con un tema importante al centro e una storia vera alle spalle, era un candidato troppo perfetto sulla carta per lasciarlo a mani vuote.

Oscar 2016: Da Leonardo DiCaprio a Ennio Morricone, il meglio e il peggio della serata
L'importanza di chiamarsi Ennio

A rubarci il cuore, ad ogni modo, è stato l'inossidabile Ennio Morricone, che a 87 anni ha agguantato il suo primo vero Oscar: scortato dal figlio Giovanni, il maestro è arrivato sul palco, e di fronte alla standing ovation tributatagli dal Dolby Theatre (probabilmente consapevole di aver riservato a lui in 50 anni di carriera un trattamento che pure DiCaprio se lo sogna) non è riuscito a trattenere la commozione. Con la voce rotta dall'emozione e un fogliettino di carta tra le mani per non dimenticare nessuno, Ennio ha pronunciato il suo discorso in italiano, strappando anche un sorriso con quel so 'buonasera signori, buonasera' che, esattamente come la sua musica, ci ha trasportato in un'altra dimensione.

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