Oscar 2015: Tutto quello che non vi diranno mai degli Academy Awards

Gli Oscar di di Caprio
Ecrit par

La notte degli Oscar ha visto trionfare Alejandro Gonzàlez Iñárritu con “Birdman” e “Grand Budapest Hotel” con 4 statuette. Gloria anche per Whiplash. Ecco però come si è realmente svolta la cerimonia di premiazione.

(di Emanuele Zambon). Los Angeles. Una pioggia battente ha accompagnato l’ingresso delle star sul red carpet dei Premi Oscar 2015: attori in nomination, accompagnatrici o semplici habitué di Hollywood hanno fatto capolino tra i flash impazziti dei fotografi e l’emozione del pubblico da casa. La notte degli Oscar 2015 si è svolta sostanzialmente secondo copione, con la sola eccezione che ha visto “The Imitation Game” portarsi a casa la statuetta come miglior sceneggiatura non originale (ci è sembrato un esercizio di solido professionismo e nulla più). Ha trionfato “Birdman” e l’ego smisurato del talentuoso Alejandro Gonzàlez Iñárritu, in grado di fare un bel falò di neroniana memoria (Campidoglio e oche a farne le spese nell'illustre precedente) dello star system hollywoodiano e proprio per questo il regista messicano ha ottenuto il plauso dell’Academy, per aver cioè osato, magari in modo arrogante, ma dimostrando sempre una lucida e coerente dichiarazione d’intenti. “Questa è la mia posizione, prendere o lasciare” l’Iñárritu pensiero, coadiuvato da un cast in stato di grazia – Michael Keaton ed Edward Norton su tutti – e da una sceneggiatura solidissima che ha meritato l’Oscar di categoria. Tra trionfi solo all’apparenza scontati (i tre Oscar a “Whiplash”) e clamorosi tonfi (il flop di “Boyhood”) noi di melty siamo riusciti a scoprire come si è svolta in realtà la cerimonia di premiazione degli Oscar.

Oscar 2015: Tutto quello che non vi diranno mai degli Academy Awards - photo
Oscar 2015: Tutto quello che non vi diranno mai degli Academy Awards - photo
Oscar 2015: Tutto quello che non vi diranno mai degli Academy Awards - photo

Partiamo dal grande assente: Leonardo Di Caprio. Il lupo di Wall Street ha sì preso una massiccia dose di Maalox per mandar giù la diretta dal Dolby Theatre di Los Angeles, ma lo ha fatto in compagnia di una mezza dozzina di Angeli di Victoria’s Secret. Parlando di bellezze rassicuriamo subito i fan di Scarlett Johansson. L'attrice ha disertato l'evento mandando al proprio posto Irene Pivetti con un abito firmato dallo stilista per un giorno Matteo Salvini. Alzi la mano chi ha faticato a riconoscere la Vedova Nera con il nuovo look. Lo show degli Oscar è entrato poi nel vivo con la straordinaria performance canora portata avanti dal presentatore Neil Patrick Harris in collaborazione con Anna Kendrick e Jack Black. Il loro numero musicale d'apertura fa venir voglia di non guardare più Sanremo fino al 5000 D.C., tanta è stata la bravura e il talento messo in campo dai tre, che hanno omaggiato 90 anni di Hollywood con uno show che al sonoro ha saputo accostare la potenza dell'immagine, con citazioni delle pellicole più amate. Ma non tutto è stato baci e abbracci: dopo l'epic fail di Lupita Nyong'o ("and the ACTOR goes to"), l'attrice è stata giustiziata dagli organizzatori dietro le quinte, tra l'orrore generale degli addetti ai lavori.

Oscar 2015: Tutto quello che non vi diranno mai degli Academy Awards

Poi è stata la volta del mieloso "Grazie, Graziella e Grazie Arquette" della protagonista di "Boyhood" tra l'odio generale, in particolar modo quello di Emma Stone che pare abbia assoldato Bradley Cooper (vista l'abilità acquisita sul campo) per far fuori la rivale. L'orchestra dell'Academy invece, lontano dalle telecamere, ha seviziato per alcune ore J.K. Simmons, gesto di rappresaglia in difesa della categoria dopo aver visto "Whiplash". E poi sempre più delirio: Benedict Cumberbatch si è attaccato alla fiaschetta in pieno svolgimento della cerimonia, conscio del fatto che non avrebbe mai portato a casa la statuetta di miglior attore. A nulla è valso il tentativo scaramantico di farsi prestare la giacca bianca dal McConaughey dello scorso anno. Richard Linklater, visto il flop di "Boyhood", è stato ricoverato d'urgenza con la pressione massima che superava i 200. Il motivo sarebbe da additare al fatto che Iñárritu si sia offerto di accompagnare il rivale al pronto soccorso. Testimoni oculari avrebbero visto il regista di "Birdman" deridere Linklater lungo tutto il tragitto al grido di "ritenta tra altri 12 anni". La serata si è poi rianimata grazie all'entrata in scena di Zoe Saldana, Margot Robbie e Jessica Chastain. In quei momenti sono stati registrati nel globo diversi ululati di origine non attribuibile alla famiglia dei canidi. Impossibile rimanere indifferenti di fronte alle curve delle tre su cui sbanderebbe anche il campione del mondo di Formula 1 Lewis Hamilton. Per la serie poi "vincitori passati", hanno fatto la loro comparsa Jared Leto e Matthew McConaughey: il primo è stato visto camminare sulle acque e trasformare l'acqua in vino a Benedict Cumberbatch (per la fiaschetta). McConaughey, invece, ha sfoggiato una barba da hipster che ne ha accentuato, se mai ce ne fosse stato bisogno, il fascino. Forte il sospetto che l'attore, prima di salire sul palco, abbia avuto un fugace rapporto sessuale con qualche hostess dietro le quinte. Quel sorrisetto sornione prima dell'annuncio non ce la racconta giusta...

Crediti: Latintimes, Hollywood Reporter , YouTube, web , vogue, Archivi Web