Operazione U.N.C.L.E., Henry Cavill e Alicia Vikander spie sexy: La recensione 

Cavill, Hammer e Vikander a Roma
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Esce "Operazione U.N.C.L.E.", spy movie targato Guy Ritchie, che si diverte a citare James Bond affidandosi ad un cast dal forte sex appeal: Henry Cavill e Alicia Vikander su tutti.

(di Emanuele Zambon). È il 1963 e l'assetto politico mondiale soffre di una forte instabilità: il ricordo della Baia dei Porci e della conseguente crisi missilistica cubana è ancora fresco, il presidente degli Stati Uniti d'America John Fitzgerald Kennedy viene assassinato a Dallas per mano (presunta) del killer Lee Harvey Oswald ed esplode la tensione sociale in tutto il mondo, tant'è che l'attivista Martin Luther King pronuncia al Lincoln Memorial di Washington il fatidico discorso "I Have a Dream". Il regista Guy Ritchie ("The Snatch") sceglie uno degli anni più torridi dell'epoca moderna per ambientare la sua ultima creatura, "Operazione U.N.C.L.E.." (scopri gli altri spy movie in arrivo nelle sale), e nel farlo decide di andare assolutamente controcorrente rispetto al contesto storico, imboccando la via dell'action comedy a dispetto di un avvio in medias res che fa presupporre invece ben altro: l'azione si concentra infatti a Berlino - la città dove la cortina di ferro è servita ad erigere un muro divisorio che verrà abbattuto solamente decine di anni dopo. L'agente segreto dal savoir-faire irreprensibile Napoleon Solo (Henry Cavill), che opera (forzatamente) per conto della CIA, procura la fuga dell'avvenente meccanico Gaby Teller (Alicia Vikander). Non ha fatto i conti, però, col segugio del KGB Illya Kuryakin (Armie Hammmer), energumeno dotato di una tenacia senza eguali. Dopo un primo incontro-scontro (a cui ne fa seguito un altro ancora più fisico) i due, per volere dei rispettivi superiori, sono costretti a collaborare per sventare un piano criminale ordito dall'algida Victoria Vinciguerra (Elizabeth Debicki), black dahlia de noantri che si muove tra Roma e Napoli a bordo di auto di lusso. Tra raggiri, colpi di scena e siparietti sexy ce la faranno le due spie a salvare il mondo?

Guy Ritchie torna a 4 anni di distanza da "Sherlock Holmes - Gioco di Ombre" e lo fa col suo inconfondibile stile che l'ha reso celebre fin dai tempi di "Lock & Stock": azione al cardiopalma, ritmo frenetico, virate ora sulla commedia ora sul drammatico, estetica pop. Il risultato ha lo stesso sapore di un energy drink consumato dopo una giornata di sole accecante. Il regista sceglie, ancora una volta, un contesto storico lontano dall'attualità, restituendolo, però, modernissimo. Se in "Sherlock Holmes" le vicende dei due investigatori Robert Downey Jr. e Jude Law sembrano anticipare gli spettri delle due Guerre Mondiali, in "Operazione U.N.C.L.E." certe soluzioni stilistiche e narrative sembrano non risentire della collocazione storica, donando al film di Ritchie la fisionomia di un congegno ad orologeria pronto ad esplodere ad ogn sequenza. La Guerra Fredda offre spunti di riflessione e stereotipi che il regista di "Snatch - Lo Strappo" riadatta a là Guy, ovvero infarcendoli di dialoghi brillanti e spettacolari soluzioni visive. "Operazione U.N.C.L.E." è donna, nel senso che è una pellicola che si piace e si sofferma a guardarsi allo specchio, senza per questo risentirne. Merito di un cast affiatato su cui vale la pena spendere due parole: da un lato Henry Cavill, uomo d'acciaio (tornerà in "Batman v Superman") che non perde mai la calma di fronte alle avversità, sfoderando lo stesso aplomb di Sean Connery nei primi film di 007 (leggi le news sull'ultimo "Spectre") e strizzando l'occhio al Pierce Brosnan della serie "Mai Dire Si". Armie Hammer invece sembra il Danko 2.0, taciturno e risoluto come l'Arnold Schwarzenegger degli anni '80, trovando anche il tempo di trasformarsi in gentleman per giovani e affascinanti doppiogiochiste. Capitolo a parte per le sexy Alicia Vikander ed Elizabeth Debicki (a cui si aggiunge la receptionist hot Marianna di Martino), regali nei loro abiti anni '60. Le due riempono la scena in maniera differente: mentre la Vikander fa affidamento sull'improvvisazione (la scena del ballo in hotel) e sull'alchimia con Armie Hammer, la Debicki fa si che lo spettatore creda di trovarsi in una puntata di "Quark": si muove ed è spietata come un leopardo. Altro che femme fatale, sono due vere Bond Girl!

Crediti: Warner Bros