OpenSpace: L'intervista a Roberto Saviano di Nadia Toffa

Roberto Saviano a OpenSpace di Nadia Toffa
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Nadia Toffa intervista a OpenSpace Roberto Saviano, uomo tra gli uomini soli contro la mafia.

Nadia Toffa nella 4^ e ultima puntata di OpenSpace, dopo averdialogato con e delle ragazze dell’Islam, ha ospitato in studio Pino Maniaci il direttore di Telejato vittima di aggressione e oggetto di minacce per le sue inchieste, Santi Palazzolo, un pasticcere che rischia di perdere il suo locale per aver denunciato la richiesta di una tangente e Enzo Palmesano un giornalista campano licenziato dal Corriere di Caserta per ordine di un boss camorrista. Tre uomini “soli contro la mafia” che non smettono di sperare in un’Italia migliore. Tra coloro che da sempre combattono la malavita organizzata nel modo più folle con cui farlo, ovvero parlandone, spicca ovviamente lo scrittore Roberto Saviano il quale, tra le altre cose, è stato il primo a rendere noto ciò che è accaduto a Palmesano nella storica sentenza che ha confermato la colpevolezza della camorra per il suo ingiustificato licenziamento. (Segui su melty il dossier OpenSpace).

La Toffa ha intervistato l’autore del best seller Gomorra, dal 2006 sotto scorta, in collegamento con OpenSpace dall’America “Enzo Palmesano è un giornalista con la schiena dritta che ha reso la sua vita un inferno” esordisce Saviano “Con Enzo ho iniziato la mia carriera da giovanissimo, è lui che mi ha mostrato le prime vile dei boss, io mi fingevo uno studente di architettura per vederle”. “Enzo stava addosso ai boss e così gli toglieva la cittadinanza. Le organizzazioni sanno benissimo che vengono raccontate ma vogliono che tutto resti locale, quando si va oltre si spaventano” continua il giornalista parlando, anche, del suo complesso mestiere “Il vero reporter è quello che va oltre, che non si ferma e fare il giornalista in quei territori è quasi impossibile perché l’isolamento è immediato e la prova è la sentenza di Enzo che non ha avuto alcun clamore quando invece è una sentenza storica”. Roberto Saviano conferma a OpenSpace il parallelismo tra Palesano e Giancarlo Siani, ragazzo ucciso dalla camorra nel 1985: “Siani è stato ucciso per un articolo in cui lui ha lanciato un’ipotesi, poi rivelatasi giusta. Hanno ucciso Siani a cuor leggero e per 10 anni nessuno ha voluto dire che era stato la camorra ad ucciderlo. La verità è che non si viene isolati dai camorristi ma dalle persone per bene”. Per Roberto Saviano sono tante le domande del pubblico di OpenSpace e c’è chi, addirittura, gli chiede come sarebbe possibile aiutare giornalisti come lui e la risposta è semplice quanto difficile forse da comprendere fino in fondo: “Bisogna stare vicino alle parole di chi racconta. Approfondite”. (Segui su melty il dossier Le Iene)

Crediti: Archivi web, mediaset