Nymphomanic vol.1: 5 motivi per andare a vederlo

Il poster con Charlotte Gainsbourg la protagonista.
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Il primo capitolo di "Nymphomaniac" di Lars Von Trier uscirà il 3 aprile in Italia e la redazione di melty.it vi elenca 5 motivi per non perdervi la nuova opera di uno dei registi più controversi di sempre.

Lars Von Trier è un regista che fa discutere, e questa non è una grande novità. E’ stato accusato di misoginia perché le protagoniste donne dei suoi film subiscono le pene dell’inferno: le violenze a cui è sottoposta Grace, Nicole Kidman, in “Dogville”; il trauma e il senso di autodistruzione di Lei, Charlotte Gainsbourg, in “Antichrist”; la depressione da cui è afflitta Justine in “Melancholia”. A Cannes la battuta su Hitler lo aveva trasformato in un nazista: “Credo che abbia fatto delle cose sbagliate. Ma lo riesco a vedere mentre siede nel suo bunker... Credo di capire l’uomo”, aveva detto il regista. Eppure, anche in quell’occasione, erano state estrapolate frasi dall’intero discorso e Von Trier era stato messo sul rogo. Il 3 aprile Lars Von Trier ritorna nei cinema italiani con “Nymphomaniac” (leggi le date di uscita dei due volumi in Italia). La campagna marketing lo ha presentato come un “porno” ("porno d'autore" è la definizione di Von Trier stesso), ma le critiche internazionali si sono ricredute sulle volgarità. “Nymphomaniac mi infastidisce, mi ripugna e penso che potrei amarlo. Si tratta di un rapporto violento; ho bisogno di vederlo ancora”, ha scritto Brooks del "the Guardian". McCarthy di "Hollywood Reporter" ha affermato che "Nymphomaniac" "è molto meno hard di quanto molti potrebbero aver immaginato o sperato. Eppure non è mai noioso”. In Italia il film uscirà grazie alla "Good Film" di Elkann. Se siete ancora indecisi se andare o meno a vederlo, la redazione di melty.it vi darà 5 motivi per pagare il biglietto.

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1. Nymphomaniac non è un porno

Se non volete andare a vedere Nymphomanic perché “Per carità, non voglio vedere un porno”, non c’è motivazione più sbagliata e lo ha affermato anche la stessa protagonista Charlotte Gainsbourg. "Nymphomaniac" è un porno nella misura in cui si vedono atti sessuali e organi di riproduzione vari, ma non lo è nell’accezione più negativa del termine. Le immagini non sono fini a se stesse. Nel 2014, tra le docce hot del “Grande Fratello”, i programmi di MTV tipo “Jersey Shore”, ma anche i vari cine-panettoni, siamo abbastanza maturi per il nudo. Non si può rimanere scandalizzati o, peggio ancora, avere pregiudizi nei confronti di "Nymphomaniac" per le scene senza veli.

2. Nymphomaniac parla di sesso

E lo fa in tutte le sue sfaccettature. Il film prova a dare allo spettatore delle soluzioni per arrivare a comprendere la ninfomania, la pedofilia, il sadomasochismo, la promiscuità. Le risposte non arrivano dal regista, né dalla protagonista, né dalla trama: è questo il bello di Von Trier. Lui ci dà delle possibilità, ci pone davanti un’infinità di domande e sta allo spettatore lasciarsi interrogare, riflettere e trovare risposte, semmai ce ne siano. "Nymphomaniac" rimane tra i primi film che sono riusciti ad affrontare l'argomento con maestria e nobiltà.

3. E' una biografia credibile

Nymphomaniac è una commedia, una tragedia, una biografia ed è credibile. Il nuovo film di Von Trier tira fuori più di qualche sorriso, a volte amaro, a volte che si trasforma in una vera e propria risata. Provoca dolore nel presentare allo spettatore la ninfomania come una malattia. La biografia di Joe, la narratrice e personaggio principale della storia, riesce a infondere molta più empatia di quanto non fece Brandon, il protagonista del film “Shame”, di Steve McQueen (regista di “12 anni schiavo”), affetto dalla stessa malattia.

4. La colonna sonora

Le scelte di Von Trier sono state aspramente criticate dal blogger del “New Yorker” Richard Brody, che ha titolato un suo articolo “Music Ruined by Movies”. Brody ha condannato l’uso che si fa delle grandi tracce per “tappezzare” scene che, senza suono, avrebbero poco senso (e consiglia di comprare i DVD dei film e vederli a casa senza soundtrack). Eppure la musica c’è ed è meravigliosa: Bach, Rammestein e Talkin' Heads, tanto per fare qualche nome. Tutti brani che arrivano al momento giusto, che deliziano l'orecchio e che, senza dubbio, sono stati utilizzati in maniera orginale.

5. La scena con Uma Thuman

Il biglietto del Vol.1 di Nymphomaniac verrà ripagato solo dalla scena con Uma Thurman, considerato uno "dei momenti più riusciti" anche dalla recensione di "Nymphomaniac" di melty.it. Il personaggio di UmaThurman è una donna distrutta perché il marito abbandona lei e i suoi figli per stare con la giovane ninfomane Joe (interpretata da Stacy Martin). La moglie si presenta a casa di Joe, dove trova anche il marito. Un momento tragico per la vita di una donna viene trasformato in una farsa. La scena è comicità pura, ironia e, allo stesso tempo, non si trasforma in puro cinismo.

Ancora dubbi? Vi diamo un ultimo motivo: sarà uno dei film più criticati di quest'anno in Italia, forse al pari de "La Grande Bellezza". Non si può parlar male di qualcosa che non si è visto, quindi: intanto andatelo a vedere, anche solo per "moda", poi criticatelo e, se volete, distruggetelo.

Giada Gentili

Crediti: web