Nina Dobrev: 3 motivi per vedere il suo Austin Stowell ne Il ponte delle spie

Austin Stowell è ne Il ponte delle spie
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Mentre Nina Dobrev e Austin Stowell trascorrono un Natale romantico, l’attore è nelle sale con l’ultimo film di Steven Spielberg, Il ponte delle spie. Ecco tre motivi per non perderlo.

Nina Dobrev e Austin Stowell hanno trascorso un Natale chiassoso sulla neve, tra amici, cani e selfie. Intanto lui è nelle sale italiane con Il ponte delle spie (qui la recensione), affresco spielberghiano sugli anni ’50 degli albori guerra fredda. La storia dell’avvocato Jim Donovan (specializzato in assicurazioni) che riesce a trattare lo scambio di una spia sovietica con un capitano americano schiera, al fianco del protagonista Tom Hanks, anche Mr. Dobrev, il trentenne Austin Stowell (trentunenne da pochi giorni), che si era già distinto in Whiplash. Ecco tre motivi per non perderlo ne Il ponte delle spie, racconto tratto da una storia vera.

Nina Dobrev: 3 motivi per vedere il suo Austin Stowell ne Il ponte delle spie

1- AUSTIN STOWELL SPLENDIDO PRIGIONIERO: Austin Stowell interpreta Francis Gary Powers, un pilota americano il cui aereo spia U-2 (dotato di numerose e precisissime macchine fotografiche) è stato abbattuto sopra l'Unione Sovietica. Il pilota Powers non ha il coraggio di farsi esplodere con l'aereo e opta per il paracadute. Ma subito dopo cade nelle mani dei sovietici, viene arrestato, condannato da un tribunale comunista, rinchiuso in una cella, svegliato nel cuore della notte, vessato e maltrattato. Ma non perde mai il suo fascino di soldato yankee anni ’50. Anche quando è chiuso in una cella. Ed è lui quello che alla fine del film “impara” di più, proprio dall’avvocato Donovan

Nina Dobrev: 3 motivi per vedere il suo Austin Stowell ne Il ponte delle spie

2- MOOD INTRIGANTE: Il ponte delle spie richiama un periodo storico complesso e affascinante, quello della guerra fredda. I due blocchi (USA e URSS) hanno vissuto per più di 30 anni sull’orlo del panico per paura dello scoppio di una guerra con l’uso delle armi atomiche e nucleari. Il mood è retrò senza essere didascalico. la fotografia è pastello e nostalgica. Un tuffo nella Berlino appena divisa dal muro è una (ri)scoperta che arricchisce.

Nina Dobrev: 3 motivi per vedere il suo Austin Stowell ne Il ponte delle spie

3- STORIA SPIELBERGHIANA: Il bene non trionfa, ma nel mondo di Spielberg è così. per questo lo studente cinefilo Dawson Leery lo apprezzava tanto. E a volte fa bene vedere che un uomo giusto riesca a ottenere il suo scopo (il bene, non il proprio ma quello altrui). Jim Donovan è una sorta di Schindler's List che ha salvato il soldato Ryan e adesso si trova senza liste e senza fucili, ma con prigionieri preziosi al posto di deportati o soldati feriti. Ma riesce comunque a salvarli. Non è una favola, non è neanche utopia, è semplicemente “possibilità”. E Spielberg fa benissimo a ricordarcelo.

Nina Dobrev: 3 motivi per vedere il suo Austin Stowell ne Il ponte delle spie
Crediti: 20 Century Fox, Art Of TVX, Dreamworks Studios, Crave Online, Gotham Magazine