Nicole Minetti e Renzo Bossi indagati, è anche colpa di 'Mignottocrazia'

Nicole Minetti
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L'ex consigliera regionale Nicole Minetti e Renzo Bossi sono due dei 40 indagati nel Consiglio regionale lombardo con l'accusa di peculato. Tra le spese personali effettuate con denaro pubblico anche il libro 'Mignottocrazia'.

Nicole Minetti, già indagata per favoreggiamento e induzione alla prostituzione, aggiunge un'altra voce al suo fascicolo giudiziario. Mentre pensa ad aprire un ristorante con il fidanzato Giuseppe Cipriani, l 'ex consigliera regionale della Lombardia è stata inserita tra gli indagati nell'inchiesta per peculato che la Procura di Milano ha avviato per fare luce sulle spese personali di alcuni consiglieri regionali lombardi. Dall'Ansa si apprende che le spese di Nicole Minetti ammonterebbero a alcune decine di migliaia di euro: Nicole avrebbe fatto uso di soldi pubblici per pagare spostamenti in taxi, pernottamenti in hotel di lusso e cene. Tra le spese saltano all'occhio l'acquisto di un i-Pad per 750 euro, sebbene la Regione Lombardia ne avesse già fornito uno ad ogni consigliere, una cena per sei al ristorante 'Giannino' per 400 euro e persino i 16 euro spesi per acquistare 'Mignottocrazia', il libro di Paolo Guzzanti sugli scandali sessuali di Silvio Berlusconi.

Nicole Minetti e Renzo Bossi indagati, è anche colpa di 'Mignottocrazia' - photo
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A fare compagnia a Nicole nella lista dei 40 indagati c'è anche Renzo Bossi, figlio del Senatur Umberto Bossi. "Perché queste indagini soltanto sui gruppi di maggioranza quando è noto che i criteri di spesa sono identici per tutti? ", ha protestato Roberto Formigoni apprendendo la notizia. Per il momento gli indagati provengono infatti dagli schieramenti di maggioranza PdL e Lega, ma la Guardia di Finanza sta acquisendo i documenti relativi alle spese di Pd, Idv, Sel, Udc, Partito Pensionati e Gruppo Misto. Le verifiche hanno avuto inizio nell'ambito dell'inchiesta per corruzione sull'ex presidente del consiglio regionale della Lega Davide Boni e sull'ex assessore del PdL Franco Nicoli Cristiani, già finito in Manette nel 2011 per traffico illecito di rifiuti e corruzione.

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