Nelson Mandela e lo sport: Dal Mondiale di rugby 1995 a Sudafrica 2010

Nelson Mandela consegna a Francois Pienaar la Coppa del mondo di rugby 1995
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Il rapporto tra Nelson Mandela, morto il 5 dicembre a 95 anni, e lo sport è stato qualcosa di unico. Ripercorriamolo, dal video del Mondiale di rugby vinto nel 1995 a Sudafrica 2010, attraverso la costruzione della 'nazione arcobaleno'.

Nelson Mandela e lo sport: un rapporto unico. Nessun grande leader della storia ha infatti amato lo sport come Nelson Mandela, morto il 5 dicembre a 95 anni d'età. Per Madiba lo sport era allo stesso tempo disciplina, passione e regola di vita. Quando si pensa a Nelson Mandela e lo sport, il primo pensiero non può che andare ai Mondiali di rugby del 1995. Ospitati dal Sudafrica da poco uscito da oltre quarant'anni di apartheid, il neoeletto presidente Nelson Mandela vide nel torneo la prima occasione di riconciliazione per un paese in cui bianchi e neri erano ancora divisi da una barriera invalicabile. Per cominciare, Madiba non prestò il fianco ad estremismi o vendette, facendo cambiare idea all'assemblea nazionale rugbistica, a maggioranza nera, che voleva cambiare il nome di battaglia con cui i sudafricani sono noti: 'Springboks'.

Nelson Mandela proseguì la sua opera dimostrandosi entusiasta nei confronti di uno sport tradizionalmente ricco. Grazie a Madiba, in quei giorni, bianchi e neri si ritrovarono per la prima volta insieme, prima negli stadi e poi a festeggiare la vittoria finale. Le immagini di Nelson Mandela che esulta in cappellino e divisa e consegna la Coppa a Francois Pieenar sono tra le più emozionanti di sempre: bianco che abbraccia il nero, il sogno di una 'nazione arcobaleno' che non è più utopia. Un ruolo, quello di Nelson Mandela durante la Coppa del Mondo di rugby, interpretato magistralmente da Morgan Freeman nell'altrettanto magistrale 'Invictus', girato nel 2009 da Clint Eastwood.

Nelson Mandela e lo sport: se prima di Madiba il rugby era proprietà dei bianchi, il calcio lo era dei neri. L'allora presidente sudafricano riuscì ad abbattere anche questa barriera, attraverso l'ancora più impronosticabile successo dei 'Bafana Bafana' alla Coppa d'Africa giocata in casa nel 1996. Un successo che spalancò al Sudafrica le porte della prima organizzazione africana di un Mondiale di calcio, nel 2010. E proprio alla cerimonia di chiusura del torneo, l'11 luglio 2010, risale l'ultima apparizione pubblica del premio Nobel per la pace 1993. Appassionato, tra gli altri, di atletica, boxe, cricket e tennis.

Nelson Mandela, nell'autobiografia del 1997 'Lungo cammino verso la libertà', scriveva: "A Robben Island (la prigione in cui Mandela venne tenuto rinchiuso per 27 anni, ndr) mi imponevo i consueti esercizi di podismo e pugilato. Al mattino in cella facevo 45 minuti di corsa da fermo, 200 esercizi addominali, un centinaio di piegamenti e altra ginnastica. Ho sempre pensato che lo sport sia essenziale per la salute, ma anche per la pace della mente". Riposa in pace, Madiba. Senza di te non solo tutto il mondo, ma anche lo sport, è già più povero.

Nicola Negri

Crediti: tempi.it, Depois do Apito Final, fanpage.it, rugby1823.blogosfere.it, msn.com, gazzetta.it