NBA: Marco Belinelli si salva, Gallinari, Bargnani e Datome sono out

Danilo Gallinari
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Mentre Beli sorride, Gallinari è infortunato, Datome scende in prova, Bargnani sarà tagliato. Cosa sta succedendo agli italiani d'America? Perché si è arrivati a questo?

Per l'Italia della palla a spicchi, sono tempi duri. Se nella serie A si continua a vedere un basket che piace poco, i nostri rappresentanti della NBA non possono complessivamente godere di una forma migliore. Il 2015 è partito male per quasi tutto loro: Marco Belinelli migliora e gongola dopo i complimenti di Barack Obama, ma ciò che resta degli altri connazionali è un disastro generale. L'ala bolognese degli Spurs è esplosa nelle ultime due stagioni: giunto in NBA ai Golden State Warriors come elemento "di contratto" e non come leader, Beli ha sempre avuto uno spazio da colmare con fatti e sudore - lo dimostrano alcune foto di allenamenti "estremi" su instagram -, creato dall'indifferenza generale. Una sorta di Rocky Balboa italiano - anche come somiglianza somatica - che, pian piano ha trovato la sua strada. Prima New Orleans, poi un buon periodo a Chicago, fino alle ultime trionfali stagioni con gli Spurs.

NBA: Marco Belinelli si salva, Gallinari, Bargnani e Datome sono out

Dunque, la chiave di Belinelli è questa: il lento ritaglio di uno spazio, libero da pressioni. Non si può dire lo stesso di Andrea Bargnani: dopo anni prodigiosi alla Benetton Treviso, i Toronto Raptors lo avevano scelto addirittura al numero uno dei draft - il più grande "lancio" per un giovane che entra in NBA - , e lentamente "Il Mago" si è perso nello spazio enorme di aspettative che ancor prima del suo arrivo gli erano state affidate. Da quel momento una stagione di infortuni, rendimenti bassi e assenze che lo hanno spedito a New York, fino alla decisione finale dei Knicks - in una storica crisi di risultati - di optare per il taglio. Per il Mago nemmeno le comparse in azzurro sono state lusinghiere: tra divismi annunciati ed infortuni effettivi, Bargnani si è perso per strada. Cosa succederà ora? C'è da capire chi e in quali termini gli assegnerà un ruolo in NBA.

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Diversa la storia di Danilo Gallinari, arrivato negli States al momento giusto: a New York il Gallo partì bene, con le performance in crescita e il pubblico del Madison Square Garden - tra i più esigenti e feroci al mondo - innamorato della sua italianità. A pochi andò giù lo scambio che lo volle ai Denver Nuggets - a lui per primo- ma in breve tempo anche in Colorado divenne un elemento chiave, che avrebbe potuto diventare molto di più. Il condizionale, purtroppo, è stato imposto dagli infortuni: un mix di incompetenze - chirurghi che sbagliano operazioni e preparatori che esagerano -, timori e forse anche la fretta di voler recuperare hanno lapidato la condizione di un grande giocatore. Dopo l'ennesimo mese out, si vocifera l'ennesimo possibile rientro tra una decina di giorni. Sempre se il menisco è della stessa opinione.

Gigi Datome è invece colui che sembra aver sbagliato tutto: è vero che si diceva lo stesso di Belinelli cinque anni fa, ma la situazione è un po' più ostica. Gigione viene acquistato direttamente dai Detroit Pistons dopo una stagione esplosiva a Roma, nella serie A italiana. Dopo una NBA 2013-2014 di panchine, Datome rifiuta grosse proposte di team europei - pare che il Barcellona fosse stato disposto a sborsare - per cercare la gloria che, per un fisico esile come il suo, difficilmente è conquistabile nella NBA. Se i Pistons comunque decidono di non tagliarlo dopo la rivoluzione interna di inizio stagione 2014-2015, la notizia di oggi è che Datome andrà a giocare in D-League - la "lega di sviluppo" americana - con i Grand Rapids Drive, dove dovrà farsi spazio negli appunti dei manager per tornare nel basket americano che conta. I grandi club di Eurolega nel frattempo, attendono.

Crediti: web