NBA: Lebron James festeggia, gli Spurs cedono ancora dopo 3 overtime

Lebron James in maglia Cavs
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Nella notte NBA del 20 dicembre, i Cavs battono i Nets e Lebron James supera Charles Barkley nella classifica dei migliori marcatori della storia. San Antonio cede ai Blazers 119-129 dopo un'altra partita con 3 overtime.

A pochi giorni dal podio di Kobe Bryant tra i migliori realizzatori della storia NBA, Lebron James non ha voluto essere da meno: nella notte del 20 dicembre, contro i Brooklyn Nets anche l'asso dei Cleveland Cavaliers ha continuato la sua scalata nella classifica dei marcatori di tutti i tempi. Charles Barkley - una delle icone della pallacanestro anni '80-'90 di Phoenix Suns e Houston Rockets - è stato superato da Lebron alla posizione 23: ora anche Allen Iverson è lì "vicino" e, qualora Lebron dovesse continuare la sua stagione a circa 25 punti di media, un assalto al diciannovesimo posto di Jerry West è verosimile. Contro i Nets, i Cavs confermano l'imbattibilità alla Quicken Loans Arena con tutti i big finalmente presenti all'appello: oltre ai 22 punti di James, Mike Miller è tornato in campo dopo l'infortunio e ha segnato 21 punti, in compagnia dei 16 di Irving. 95-91 è il risultato finale per gli uomini di coach David Blatt.

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Chi invece non sorride è San Antonio: dopo il match contro i Grizzlies, anche la partita del 19 dicembre alla At&T Arena contro i Blazers ha avuto bisogno di 3 tempi supplementari prima del 119-129 finale. Dal 1951 non si vedevano tre overtime in due partite consecutive, mentre per la prima volta Damian Lillard ha toccato quota 43 punti, mettendo a segno il suo high in carriera: i Portland Trail Blazers vincono anche grazie a lui e ai 23 punti di LaMarcus Alridge. Agli Spurs non è bastata una doppia doppia di Tim Duncan- 32 punti e 10 rimbalzi a 38 anni - , e nemmeno i 27 di Danny Green. Mentre Cory Joseph tappa come può la voragine lasciata dal'infortunio di Tony Parker, gli Spurs incassano la loro terza sconfitta consecutiva: non sarebbe grave per una squadra qualsiasi, ma è grave per gli campioni in carica.

Crediti: nba, getty