LeBron James: Debutto con sconfitta contro i Knicks

LeBron James e Kevin Love
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Il secondo debutto di LeBron James in maglia Cavaliers viene “rovinato” dai New York Knicks, che vincono a sorpresa a Cleveland. Guarda il video del ritorno di LeBron James a Cleveland.

Anche nella scenografica e teatrale NBA, non tutto sempre riesce come in un bel film: è andata così, ad esempio, all'esordio (o meglio, il secondo esordio) di LeBron James in maglia Cleveland Cavaliers, la scorsa notte, che ha visto “The King” protagonista di un emotivo rientro “a casa” (pur se lui è in realtà nativo di Akron, a circa 40 miglia da Cleveland) quattro anni dopo l'ultima volta ma anche di una prestazione deludente conclusa con una sconfitta, peraltro per mano dei non irresistibili New York Knicks di Carmelo Anthony (90-95 il finale). LeBron ha fatto molta fatica fin dall'inizio, senza riuscire a entrare in ritmo al tiro e perdendo anche molti palloni; il che, se sei LBJ, acclamato salvatore della patria e giocatore da cui tutti guardano (telecamere incluse) quando c'è da fare la cosa giusta in campo, è un peccato mortale. Alla fine il suo tabellino riportava 17 punti, 5 rimbalzi e 4 assist, statistiche già di per sé molto modeste per James, ma che sommate al 5/15 al tiro e a 8 palle perse compongono il quadro di un debutto da dimenticare.

LeBron James: Debutto con sconfitta contro i Knicks

“Il nervosismo non c'entra”, ha spiegato LeBron ai microfoni dei numerosi cronisti che pendevano dalle sue labbra nel post-partita, attribuendo i numerosi errori all'intesa ancora da trovare con i compagni, soprattutto con l'altra stella Kyrie Irving, protagonista della vittoria degli Stati Uniti ai Mondiali 2014 (in particolare nella finale USA-Serbia). “È stata una serata speciale. Sono contento che sia stata speciale ma sono anche contento che sia finita”, ha poi chiosato James, uno che negli anni ha dimostrato di saper guardare avanti quando le cose non vanno per il verso giusto. I compagni, quasi a non volergli rubare la scena, lo hanno “lasciato sbagliare” adattandosi a tratti alla mediocrità di squadra, e nel finale il divario con i Knicks era troppo ampio per una rimonta nonostante gli sforzi dello stesso Irving (22 punti) e di Kevin Love (19 e 14 rimbalzi), terza stella della squadra, proveniente dai Minnesota Timberwolves. Per fortuna, però, la stagione NBA prevede 82 partite, dunque il numero 23 dei Cavs avrà tutto il tempo di rifarsi, potare la sua squadra ai vertici della Eastern Conference (dove negli ultimi anni ha portato i Miami Heat, vincendo due titoli assieme agli altri due terzi dei “Big Three”, Dwyane Wade e Chris Bosh) e provare a regalare uno storico titolo NBA alla franchigia dell'Ohio. Per farlo dovrà quasi sicuramente passare sul “cadavere” dei San Antonio Spurs di Marco Belinelli, protagonisti di una prima vincente nel derby texano contro i Dallas Mavericks (15 punti per Beli).

Crediti: getty images, nba