NBA: Belinelli addio playoff, niente scuse per la Nazionale?

Marco Belinelli contro i Clippers
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Gli Spurs cadono in gara 7 contro i Clippers e, assieme alla carriera di Duncan e Ginobili, finiscono i playoff di Marco Belinelli. Ora la decisione sulla Nazionale, che potrebbe avere un altro assente a sorpresa...

Si sono conclusi anzitempo i playoff NBA dei San Antonio Spurs e – di conseguenza – del nostro Marco Belinelli, sconfitti al primo turno dai Los Angeles Clippers dopo sette partite mozzafiato con lo splendido epilogo di gara 7, vinta questa notte dai losangelini per 111-109 con un canestro di Chris Paul a 1” dalla fine (vedi video). Ma se l'attenzione del mondo del basket si è – giustamente – focalizzata sulla probabile fine della carriera di Tim Duncan e Manu Ginobili, alle nostre latitudini non è possibile non avere un occhio di riguardo per l'ex Fortitudo Bologna, che sperava, come tutti i compagni in neroargento, di poter difendere fino in fondo il titolo del 2014. E dire che i playoff del Beli erano stati più che soddisfacenti sotto il profilo personale, con oltre 10 punti a partita nelle prime sei gare della serie (nei playoff 2014 si era fermato a 5,4), il 50% da tre, l'82% ai liberi e l'acuto – purtroppo inutile – di gara 6, in cui ha messo a referto ben 23 punti con 7 triple a segno nella sconfitta interna che ha costretto i texani alla fatale gara 7. Nella quale, più che per i canestri (2 punti alla fine), Belinelli si è distinto per gli assist (4), a cui va aggiunto quello a Duncan che, fermato con un fallo, ha siglato il provvisorio pareggio a 109 a 8,8" dalla sirena.

What now, dunque per Marco? Concluso il biennale che in questa stagione gli ha fatto guadagnare quasi 3 milioni di dollari, Belinelli in estate sarà free agent, ovvero giocatore libero di cercarsi una nuova squadra, e a 29 anni, dopo due stagioni da gregario di lusso in maglia Spurs e un anello al dito, le alternative non gli mancheranno. Le trattative, però, le può portare avanti il suo agente: la prima “preoccupazione” sportiva della guardia di San Giovanni in Persiceto, ora, deve essere la Nazionale, con la quale si è impegnato di fronte a Gianni Petrucci e al CT Simone Pianigiani in vista dell'Europeo di settembre. Qualche settimana dopo, come spesso accade per i giocatori NBA, Marco ha specificato di poter garantire la propria presenza al 100% solo dopo la fine dei playoff, ma ora che la sua post-season è finita relativamente presto, e senza infortuni, non sembrano esserci scuse per un suo forfait.

Non si tratta di “sciacallaggio” sui dolori professionali del giocatore: qualunque vero appassionato italiano (a prescindere dall'eventuale simpatia per Clippers, Warriors o altre franchigie) sperava che i playoff di Belinelli potessero durare fino a giugno, ma per un Eurobasket così affascinante (sarà il primo organizzato in quattro diversi paesi: Francia, Germania, Croazia e Lettonia) e non meno importante, in cui fare strada potrebbe voler dire qualificarsi per i Giochi Olimpici di Rio (qualificazione diretta per le finaliste, le tre successive disputeranno un Preolimpico), l'Italia avrà bisogno di tutta la propria “potenza di fuoco” per contrastare Spagna, Serbia, Francia e tutte le altre corazzate che incontrerà sulla propria strada. Con Belinelli, Andrea Bargnani, Danilo Gallinari e Gigi Datome tutti al culmine della propria carriera, gli Azzurri potrebbero schierare la formazione più talentuosa degli ultimi 15 anni almeno, e sarebbe un peccato non sfruttare questa opportunità per le rinunce ingiustificate di uno o più degli “americani”. Ai quali potrebbe aggiungersi Alessandro Gentile, se – come pare – in estate cercherà anch'egli un contratto oltreoceano, e potrebbe sentirsi chiedere di non partecipare all'Europeo per tutelare il proprio fisico e iniziare a prendere familiarità con il nuovo ambiente.

>>> GUARDA GLI HIGHLIGHTS DI LOS ANGELES CLIPPERS- SAN ANTONIO SPURS 111-109

Crediti: Archivio web, Getty