Muse al comando delle classifiche USA, per la prima volta

Muse, Drones al comando delle classifiche USA per la prima volta
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Il nuovo album dei Muse potrebbe valere al trio un record del tutto inaspettato: se le previsioni saranno rispettate, “Drones” sarà il primo album della band a raggiungere la prima posizione nelle classifiche degli Stati Uniti.

Dopo mesi di promozione a colpi di teaser e anticipazioni, lunedì 8 giugno è stato finalmente pubblicato “Drones”, il nuovo album dei Muse che potrebbe diventare l’album venduto più velocemente del 2015 almeno nel Regno Unito, come mostrano i dati della Official Chart Company. Non è l’unico record del settimo album del trio britannico che potrebbe far raggiungere alla band un traguardo mai raggiunto prima, ovvero la conquista delle classifiche statunitensi. Secondo quanto dichiarato da Billboard “Drones” potrebbe raggiungere la prima posizione della storica Billboard 200: il magazine statunitense prevede infatti che le vendite di “Drones” raggiungeranno le 75000 copie entro la settimana che si concluderà domenica 14 giugno. La classifica Billboard 200 prende in considerazione gli album più popolari della settimana, basandosi su vari parametri, tra cui le vendite tradizionali, streaming e vendite digitali: per sapere se i Muse raggiungeranno l’obiettivo dovremo aspettare fino al 17 giugno, quando sarà svelata la classifica ufficiale.

Muse al comando delle classifiche USA, per la prima volta

I Muse (guarda il video ufficiale di Mercy) entrarono per la prima volta in una classifica Billboard grazie al brano “Time in Running Out” e all’album “Absolution”, pubblicato nel 2004. Da quel momento la band britannica ha piazzato ben 14 brani nella Alternative Songs Chart, quattro dei quali hanno raggiunto la prima posizione. Per quanto riguarda gli album, la posizione più alta raggiunta è stato il secondo posto nella Billboard 200 con l’album “The 2nd Law””, pubblicato nel 2012. "Drones" è stato accolto in maniera contrastante dalla critica: da un lato c'è chi elogia il lavoro in studio che segna il ritorno alle origini rock dei Muse, dall'altro viene criticato li'ngombrante richiamo a band del calibro di Queen, U2, Led Zeppelin e Deep Purple. (via Billboard)

Crediti: YouTube, Danny Clinch