MotoGP: Valentino Rossi VS Marquez, perché hanno perso tutti

Rossi, Marquez e la sconfitta della MotoGP
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La vicenda di Valentino Rossi e Marquez sta raggiungendo livelli di discussione e polemiche mai visti prima per la MotoGP. Scopri perché in tutta questa storia hanno perso tutti.

Chi ha visto la gara della MotoGP a Sepang ha capito sin da subito che quanto successo avrebbe fatto sentire il suo eco per parecchio tempo. La portata dell'evento in se e quella dei due personaggi hanno creato un qualcosa che sembra sfuggire sempre più di mano, tra frange sempre più estreme di opinioni, polemiche sempre più aspre e opinioni sempre più contrastanti. Difficile trovare un parere obiettivo in un tale marasma di situazioni e variabili in campo. I fatti parlano tutti abbastanza chiaro e siamo certi che ognuno si sarà fatto un'opinione più o meno precisa su quanto accaduto. Quello su cui vogliamo puntare nelle prossime righe è però un altro discorso. Cosa rimarrà della MotoGP dopo questa vicenda? Un dato sembra certo più di ogni altro: a perdere in questa storia sono stati tutti i soggetti coinvolti; tutti hanno una colpa, nessuno può dirsi vincitore da questo marasma di polemiche e veleni. Ha perso tutto il movimento del Motomondiale che ha visto rovinata nel giro di un weekend una delle stagioni più belle della sua storia. Hanno perso Rossi e Marquez, protagonisti di questa triste pagina di storia, ha perso Lorenzo, che si è prestato a questo gioco deleterio, ha perso Dorna e ha perso la Federazione, hanno perso Italia e Spagna e tutte le loro istituzioni, hanno perso tifosi e appassionati, ha perso lo sport.

MotoGP: Valentino Rossi VS Marquez, perché hanno perso tutti

I motivi per cui Rossi e Marquez sono entrambi i principali sconfitti di tutto questo li abbiamo già approfonditi a fondo. Valentino ha acceso con ingenuità un conflitto con il rivale sperando che questo potesse avvantaggiarlo, creando così una situazione che lo ha profondamente innervosito, portandolo a quel bruttissimo gesto in gara che tutti abbiamo visto e che da uno come lui, con la sua esperienza, non avremo mai voluto vedere. Sua la colpa di aver condotto il tutto su un terreno di scontro troppo aspro, non calcolando il carattere non certo facile di uno come Marquez e la sua reazione di rabbia e orgoglio. Un campione come lui non avrebbe dovuto rovinare così parte della sua reputazione e una stagione quasi perfetta come quella della MotoGP 2015. Serviva un finale di carriera e stagione ben diverso e lui ha mostrato segni di tensione e fragilità che non ci saremo aspettati. Marquez ha invece dimostrato tutta la sua immaturità nelle ultime settimane. Per due gare non ha corso per vincere come ci si aspetterebbe da uno come lui, ma solo per danneggiare un collega che si giocava qualcosa di molto importante. Si è inserito in una lotta Mondiale non essendo parte direttamente chiamata in causa e a Sepang ha passato il limite, facendo palesemente passare Lorenzo e affrontando Rossi con un'aggressività che niente ha avuto di corretto e sportivo. Ha esasperato il suo avversario e cavalcato la polemica successiva da vittima degli eventi ben sapendo di essere parte direttamente coinvolta. Così facendo ha purtroppo perso gran parte della stima totale e della simpatia che molti avevano nei suoi confronti.

MotoGP: Valentino Rossi VS Marquez, perché hanno perso tutti

A perdere però non sono stati solo i diretti interessati, ma anche chi, non direttamente chiamato in causa, ha deciso che doveva comunque dire la sua. Parliamo naturalmente di Jorge Lorenzo, che ha perso una buona occasione per stare zitto e giocarsi in tranquillità le sue chance di vittoria mondiale. Il comportamento di Jorge ha inizialmente aumentato i sospetti sui favoritismi di Marquez ed è poi esploso nel dopo gara in una serie di dichiarazioni contro Rossi che hanno sfiorato il ridicolo. Non contento della penalità pare sia andato in direzione gara a chiedere un'ulteriore squalifica; anche le dichiarazioni nel post gara, il nervosismo durante le interviste e il suo comportamento sul podio non hanno aiutato a rasserenare gli animi. Con un po' di silenzio avrebbe tranquillamente vinto il suo mondiale, non avrebbe aumentato i sospetti nei suoi confronti e avrebbe ottenuto una vittoria “più pulita”. In questo modo non ha fatto altro che accedere ancora di più gli animi, estremizzando le posizioni e avvicinandosi a un mondiale che avrebbe potuto meritare e che, invece, non sarà mai considerato del tutto suo. A uscirne con le ossa rotte sono anche Federazione e Dorna, incapaci di arginare la polemica o prevenirla.

MotoGP: Valentino Rossi VS Marquez, perché hanno perso tutti

La direzione gara non ha saputo prendere i giusti provvedimenti alla vigilia della corsa di Sepang. Le dichiarazioni di Rossi dovevano far presagire qualcosa di terribile per la corsa, la tensione era davvero troppo alta e sarebbe stato compito degli addetti ai lavori parlare con le tre parti in causa e metterle a confronto per evitare che la situazione degenerasse com'è poi accaduto. Se il pilota più influente del Motomondiale fa una dichiarazione così grave sarebbe compito degli organizzatori indagare per capirci qualcosa di più. Terribile anche il modo in cui è stato deciso il post gara: se la manovra di Rossi era stata giudicata irregolare sarebbe stato molto più utile squalificarlo a gara in corso, senza costruire teatrini e penalità a motori spenti. Così facendo si è solo alimentato un ulteriore nervosismo e la sensazione chiara che il tutto sia stato deciso a tavolino con l'obiettivo di non scontentare nessuno. Non si possono inoltre non considerare i modi in cui tifosi più o meno illustri abbiano ulteriormente peggiorato la situazione. Le prese di posizione di alcuni fan sono comprensibili, quel che non è giusto è estremizzare troppo la propria posizione ed esasperare un clima già di suo piuttosto teso. Gli animi non sono poi stati rasserenati nemmeno dalla stampa che, tra Italia e Spagna, ha costruito un teatrino che ha coinvolto anche la politica e le istituzioni, scatenando una guerra ridicola e vergognosa.

MotoGP: Valentino Rossi VS Marquez, perché hanno perso tutti

Tutti si sono sentiti il dovere di dover intervenire sulla faccenda alimentando la polemica, anche persone che mai ci si sarebbe aspettati di vedere in questo fiume di bile e acidità. Si è persa la bussola di quello che dovrebbe essere solo uno sport e nulla più. Questa faccenda ha travalicato i confini stessi del Motomondiale e del modo di intendere le competizioni agonistiche. Così facendo non si fa altro che rovinare ulteriormente uno sport già “contaminato” dai milioni e dagli interessi economici; oggi più che mai si è capito quanto sia ormai impossibile trovare uno sport che sia rimasto puramente fedele ai suoi valori. Alcuni nostalgici credevano che la MotoGP, almeno nel cuore, era ancora pura e sana. Il marciume è invece venuto a galla in modo quasi deflagrante e con lui tutta una montagna di scorie e rifiuti che sarà davvero difficile pulire. Il mondiale più bello degli ultimi anni è stato inesorabilmente rovinato e la paura che a Valencia succeda addirittura di peggio è dietro l'angolo. Nubi oscure di addensano sulla conclusione di questa stagione e sul futuro della MotoGP. Il conclamato passaggio di testimone tra Rossi e Marquez è avvenuto nel modo più triste possibile, nel bene e nel male il Motomondiale non sarà più come lo abbiamo visto fino ad ora.

Manuel Lai

Crediti: Archivio web, MotoGP