MotoGP: Perché Rossi ha sbagliato con Marquez a Sepang

Rossi e Marquez, lotta scorretta per loro
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Il GP di Sepang è stato segnato dal duello tra Rossi e Marquez con l'italiano che si è reso protagonista di una manovra contro il rivale. Ecco perché l'italiano ha sbagliato.

Il GP di Sepang verrà ricordato più per il duello tra Rossi e Marquez che per la bellissima vittoria di Daniel Pedrosa. Il pilota italiano e il rivale spagnolo sono stati protagonisti di una lotta senza tempo e incredibile per la terza posizione, conclusasi nel peggiore dei modi. Con Pedrosa primo e Lorenzo secondo, bravo a rimontare su Rossi e Marquez, si è accesa una lotta incredibile tra i due rivali per la terza posizione. I sorpassi tra i due sono sempre stati molto duri e cattivi, con nessuno che voleva stare dietro all'altro. L'aggressività e il nervosismo l'hanno fatta da padrone fino all'epilogo più tragico. Rossi ha deliberatamente deciso di rallentare, ha guardato Marquez, si è fatto affiancare e lo ha toccato due volte durante la curva, e lo ha portato verso la fine della pista, con lo spagnolo che si è poi steso per terra perdendo ogni possibilità di proseguire la corsa. Un epilogo tragico, terribile, un duello nervoso che non pensavamo sarebbe finito in questo modo. Rivedendo le immagini la sensazione è che il pilota italiano abbia voluto sfidare a viso aperto il rivale, portandolo deliberatamente ad una caduta apice massimo di un nervosismo davvero esasperato. Un gesto cattivo, che farà discutere per lungo tempo e che potrebbe costare a Rossi il mondiale se la direzione gara dovesse giudicarlo colpevole.

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Una brutta manovra quella del pilota italiano. Al di là di ogni comportamento scorretto da parte di Marquez quello di Rossi è stato un gesto molto lontano da quelli che sono i valori dello sport e dalla correttezza. Credevamo che la sua tattica di attaccare psicologicamente Marquez per tutto il fine settimana avrebbe dato i suoi frutti, ma non ha fatto altro che esasperare la lotta tra i due piloti. Si può ampiamente discutere sul fatto che Marquez abbia tentato in tutti i modi di stare davanti al rivale e di non farlo andare via, confermando quelli che fino a qualche tempo fa erano solo sospetti. Lo spagnolo non ne aveva per stare con Lorenzo e nemmeno con Rossi, ma ha comunque buttato in pista cuore e anima per non lasciare andare via il numero 46. Una condotta discutibile ma legittima, come legittimo invece non è stato il gesto di Rossi. Il suo nervosismo era dovuto a quella foga del numero 93 nell'ostacolarlo ad ogni costo e prendendosi tantissimi rischi, andando così ad impedirgli di lottare con Lorenzo come avrebbe dovuto. Tutto questo però non può e non deve giustificare un gesto cattivo e che non avremo mai voluto vedere.

Marquez è stato aggressivo, ha confermato le accuse di Rossi del weekend, ma alla fine non ha fatto niente di sbagliato. Rossi invece, esasperato, arrabbiato e nervoso oltre ogni limite ha deliberatamente rallentato, ha guardato il rivale con aria di aperta sfida e lo ha fatto poggiare su di lui, per poi portarlo fuori dalla pista e lasciarlo cadere. Si è trattato dell'epilogo più ingiusto per una lotta che non avremo voluto vedere concludersi in questo modo. Rossi si è fatto trascinare in una sorta di rissa da bar e si è reso protagonista di un gesto brutto che a molti non ha fatto piacere. Stava a Rossi, pilota più esperto tra i due, cercare di tenere la cosa sui binari della correttezza, di limitare la lotta al di fuori dalla pista senza farsi coinvolgere in una lotta che alla fine lo ha visto colpevole di un gesto brutto e che non farà piacere a molti dei suoi sostenitori. Come molti temevano, la tattica di attaccare Marquez si è rivoltata contro di lui, portandolo ad un gesto non estremo ma comunque brutto. La cosa più grave è che tutto questo potrebbe costare il mondiale a Rossi, con la penalizzazione e, soprattutto, portare ad un finale di stagione ancora più teso. Marquez non ha un mondiale da perdere: in che modo si approccerà contro di lui nell'ultima gara a Valencia?

Manuel Lai

Crediti: Archivio web, MotoGP