Sanremo 2016, Morgan e i Bluvertigo: 3 motivi per cui sono stati i migliori

Perché Morgan e i Bluvertigo sono stati i migliori della prima serata
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Nonostante Morgan non avesse un filo di voce, i Bluvertigo sono stati "Semplicemente" i migliori nella serata inaugurale del Festival di Sanremo 2016. Ecco perché.

Morgan è riuscito finalmente a tornare sul tanto amato palco di Sanremo dopo 15 anni di assenza e dopo una squalifica al limite del surreale che vide il suo splendido pezzo "La Sera" finire nel dimenticatoio a causa di un'intervista pubblicata sul mensile Max. Non ci è tornato da solo, sul palco dell'Ariston, ma con i compagni di sempre: Andy, Sergio e Livio, con i quali formava la line up dei Bluvertigo. La scelta di presentarli separatamente - con la dicitura "Morgan e i Bluvertigo" - non sembra casuale. Non solo il brano presentato quest'anno, "Semplicemente", è stato scritto dall'ex giudice di X Factor, ma basta ascoltarlo per capire che per sonorità e arrangiamenti ricorda molto di più i suoi pezzi da solista che quelli realizzati con i Bluvertigo. Nonostante fosse quasi completamente afono, Morgan è riuscito a portare sul palco di Sanremo tutta la sua umanità e a liberare finalmente l'energia di un desiderio a lungo sopito: eseguire un suo brano con l'arrangiamento dell'orchestra della Rai. Morgan&co. ci hanno regalato, così, la migliore performance della serata inaugurale del Festival, per almeno 3 motivi.

1) Lo stile. Questa prima serata del Festival di Sanremo verrà sicuramente ricordata per gli outfit mostruosi indossati dai personaggi di turno. Dall'orrendo abito da "tigressa" della valletta Madalina Ghenea, ai "tatuaggi" in tessuto indossati da Deborah Iurato, fino al look non proprio riuscitissimo scelto da Arisa. I Bluvertigo, invece, erano "Semplicemente" impeccabili. Lo smoking elegantissimo di Morgan, stemperato dal basso a tracolla (strapazzato a dovere), il completo blu elettrico a pois bianchi del chitarrista Livio, il tipico vestito "psichedelico" dagli echi van goghiani di Andy e il dettaglio arcobaleno all'occhiello della giacca di Sergio hanno illuminato il palco. Non ce ne voglia Rocco Hunt, ma è proprio un altro mondo.

2) La presenza sul palco. Poche concessioni allo spettacolo per gli artisti in gara ieri sera. Per carità, Sanremo non è l'Eurovision - e per certi versi, meglio così - però ci piacerebbe dire agli artisti in gara che se ci si muove un pochino non è che l'intepretazione del brano ne risente. Anzi. (Rocco Hunt in questo caso è assolto). Dopo una carrellata di mummie imbalsamate - a cominciare dal giovanissimo Lorenzo Fragola (mamma mia che depressione) -, Morgan e i suoi fidi scudieri, nonostante non siano più dei ragazzetti, hanno regalato un po' di dinamismo alla kermesse canora. Oggi come 15 anni fa. Morgan "slappando" con il basso e lanciandolo, prima del climax finale, verso l'orchestra; Andy con i suoi movimenti "robotici" e il suo sax che ne fanno il marchio di fabbrica. Chapeau.

3) La musica. E' vero, il testo di "Semplicemente" non è per niente elaborato. Cosa ci si aspettava da un titolo del genere? Se così non fosse stato, i ragazzi sarebbero finiti fuori tema. E poi, per un gruppo così storicamente anticonformista, quasi dadaista, cosa c'è di meglio che sorprendere con la semplicità? Anche gli arrangiamenti, per quanto coinvolgenti e a tratti sontuosi, non erano particolarmente impressionanti - ma non è che a Sanremo capiti così di rado. Eppure, c'è stata l'impressione che sul palco ci fossero dei musicisti veri e non dei banali interpreti impagliati e concentrati sul non fare brutta figura. (Enrico Ruggeri, non stiamo parlando di te, eh). Abbiamo già citato le acrobazie bassistiche di Morgan. Ma che dire dell'assolo di sassofono di Andy, o della varietà di strumenti musicali (mai visti) inquadrati dalle telecamere di Sanremo? Dalla chitarra di Livio (più simile ad un sitar) fino a quello strambo flauto elettrico maneggiato da Andy in apertura del brano, c'è nei Bluvertigo una voglia di sperimentare e di sorprendere con classe che li rende "Semplicemente" i migliori.

Federico Iarlori - @fredjarl

Crediti: web