Mondiali 2014: Un mese al via, gli stadi e la sicurezza in Brasile

L' 'Arena Corinthians' ospiterà la partita inaugurale Brasile-Croazia
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Un mese al via dei Mondiali 2014. Ma il Brasile è pronto? Leggi il punto sugli stadi, la sicurezza, le proteste e anche la Selecao di Scolari a 30 giorni dal via del Mondiale di calcio.

Mondiali 2014: un mese al via. Ma il Brasile è pronto? Il responso pende verso il 'no'. Partiamo dai punti dolenti. GLI STADI. Nonostante tra una decina di giorni debbano essere consegnati alla Fifa, alcuni impianti necessitano di ulteriori test. L'Arena Pantanal di Cuiabá ha ancora bisogno di ritocchi. A Curitiba, L'Arena da Baixada, a rischio esclusione, sarà pronta appena in tempo, e mercoledì 14 maggio sarà teatro del primo, vero, evento-test ufficiale della Fifa. Neanche l'Arena Corinthians di San Paolo, lo stadio della partita inaugurale del 12 giugno Brasile-Croazia, è pronto del tutto. LA SICUREZZA. 170mila gli agenti selezionati per garantire la tranquillità nelle 12 città del torneo. 30mila gli uomini delle forze armate con cui sono state rinforzate le frontiere con i 10 Paesi confinanti con il Brasile. Le rapine per le strade, la guerriglia fra trafficanti e contro le forze dell'ordine sono però problemi all'ordine del giorno. E non tutte le opere di mobilità urbana saranno completate per l'inizio dei Mondiali.

Mondiali 2014: Un mese al via, gli stadi e la sicurezza in Brasile

A 30 giorni dalla partenza di Brasile 2014, ecco i lati positivi. LE PROTESTE. In occasione della Confederations Cup 2013, scesero in piazza quattro milioni di brasiliani. Ad ottobre ci saranno le elezioni, e l'opposizione potrebbe approfittarne. I cortei in cui si intitolano slogan contro il Mondiale sono però drasticamente diminuiti, e il popolo sembra aver digerito gli otto miliardi e mezzo spesi per riportare il torneo in Sudamerica. LA NAZIONALE DI SCOLARI. Primo ad emettere i convocati per i Mondiali 2014, Scolari e il suo Brasile vivono un'inconsueta luna di miele con la stampa locale. Poche le critiche nei confronti della Selecao (fino al prossimo Maracanazo...), proprio nel Paese in cui tutti si sentono allenatori. Sembra marginale nel discorso che stiamo affrontando, non lo è in Brasile, in cui il calcio è religione.

Mondiali 2014: Un mese al via, gli stadi e la sicurezza in Brasile
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