Convocati Italia: I 23 di Prandelli e l'ira dell'Italia dei CT

Cesare Prandelli
Ecrit par

Diramata la lista dei 23 convocati di Prandelli si sono subito scatenate le polemiche sul web tra chi critica fortemente le scelte del CT e chi non sembra del tutto soddisfatto. Scopri di più su melty.it.

Si sa quanto in Italia ci si senta tutti un po' allenatori. E' quindi normale che in un evento così importante come quello dei Mondiali 2014 le convocazioni siano terreno fertile per critiche, discussioni e polemiche. Con l'avvento del web tutto questo si è moltiplicato e diffuso a dismisura. Così, dopo la lista dei 23 convocati Prandelli per i Mondiali 2014 in Brasile sono in tanti, come al solito, a non aver gradito le scelte dell'allenatore. Pomo della discordia è certamente l'esclusione dalla lista di Giuseppe Rossi e la convocazione di Lorenzo Insigne. Quello di Rossi è un caso del tutto particolare, visto il brutto infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi per tanti mesi: il giocatore non si è mai mostrato in forma e purtroppo in un Mondiale dove la condizione fisica sarà fondamentale si è deciso di non rischiare con una scelta azzardata. D'altro canto un attaccante come lui serviva davvero come il pane, per la tecnica sopraffina e la capacità di metterla dentro.

"Giuseppe Rossi a casa il calcio ormai si fa a l'incontrario”; “Vorrei proprio sapere anche solo un motivo x nn convocare #pepito #rossi ai #mondiali..Ma come si fa? ”; “Preferisco portare Rossi a mezzo servizio piuttosto che Insigne e non farlo giocare mai. Se passi il girone pepito torna utile”. “Insigne e non Rossi? Bah”. É proprio quest'ultima la considerazione portata avanti da moltissimi tifosi che non hanno per nulla gradito la presenza del napoletano Lorenzo Insigne. Per tantissimi l'attaccante non era meritevole di convocazione; al di là dell'esclusione dell'attaccante viola sono in tanti a non aver gradito il suo sostituto. Davvero numerosi avrebbero preferito tra i 23 un giocatore come Destro, attaccante della Roma e autore di un'ultima parte di stagione davvero straordinaria: “Insigne: 36 presenze, 3 goal Destro: 20 pres, 13 goal Rossi: 21 pres, 16 goal”. “Impossibile lasciare a casa Insigne, 3 gol in 37 partite quest'anno...i gol che ha fatto Destro in 55' a Cagliari”.

A non pensarla così è naturalmente il presidente Napoletano De Laurentis, che in un tweet ha apprezzato parecchio la convocazione del suo pupillo: “Vai scugnizzo, metti il samba nelle gambe e il partenopeismo della tua grande personalità per ballare in mezzo al campo”. Ma le critiche verso il ct non si limitano al solo reparto offensivo, ma anche a tutta la rosa e alle scelte in difesa e a centrocampo. Sono in molti a non aver apprezzato l'inclusione nella lista di Abate o l'inserimento di uomini come Aquilani e Thiago Motta, nonché l'esclusione di un altro romanista, Florenzi, che per molti avrebbe fatto davvero comodo. La rabbia dei romanisti è davvero tanta. “Quindi il Torino 7° 3 al mondiale, Parma 6° 3, Milan 8° 2 e la Roma 2° a 85 punti un solo giocatore, qualcosa non mi quadra! ”; “Se nei 23 può entrarci Abate, allora ci poteva entrare anche un borsone della palestra. Il contributo in campo a spanne è uguale”; “Il tracollo del calcio italiano attraverso i nomi, secondo me”.

Insomma, ce n'è davvero per tutti i gusti. Naturalmente è anche giusto sottolineare i pochi che hanno deciso di difendere le scelte di Prandelli. In gruppo con squadre come Inghilterra, Uruguay e Costa Rica e in una fornace a cielo aperto come quella brasiliana il tecnico avrà innanzitutto pensato a quelli che gli hanno dato migliori sensazioni rispetto ad altri o a giocatori che potesse ricoprire più ruoli. Le sue scelte sono certamente discutibili, ma per molti è lui a metterci la faccia e a prendersi la responsabilità di quanto fatto. “Tutto sommato mi sembrano delle convocazioni giuste”; “La parte che odio dei mondiali sono tutti quegli italioti che all'improvviso diventano commissari tecnici”; “#Prandelli grande allenatore, abbiate rispetto per le sue scelte, ha un compito difficilissimo”. Alla fine, nel bene o nel male saranno i risultati a parlare. Con le vittorie saremo tutti pronti a saltare sul carro del vincitore quanto prima, con le sconfitte capiremo solo di aver avuto ragione. Le chiacchiere molto presto staranno a zero.

Crediti: Ansa, web , bleacherreport.com, europacalcio.it, belpierpy, Archivio web