Michael Keaton e Eddie Redmayne: Oscar 2015, per il miglior attore è sfida a due! 

Keaton vs Redmayne
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Tutto pronto per la cerimonia degli Oscar 2015. Quest’anno a contendersi la statuetta saranno quasi sicuramente due nomi: Michael Keaton per “Birdman” e Eddie Redmayne per “La Teoria del Tutto”. Chi la spunterà?

Domani è un altro giorno, avrebbe detto una famigerata Rossella. Domani è anche un altro Oscar, aggiungiamo noi. L’edizione 2015 delle statuette d’oro è alle porte e le votazioni dell’Academy si sono chiuse tra il massimo riserbo. Salvo clamorosi ribaltoni, però, i favoriti nella corsa alla statuetta di miglior attore protagonista sono due tra i cinque nomi selezionati dalla giuria: Michael Keaton per “Birdman” ed Eddie Redmayne per “La Teoria del Tutto”, ovvero il grande ritorno contro il nuovo che avanza, l’uomo uccello (nel senso meno siffrediano del termine) contro il genio colpito da un morbo umiliante. I bookmaker sono convinti che saranno questi due attori a giocarsi il premio Oscar (qui tutte le nomination), con buona pace degli altri tre sfidanti a cui farebbe bene iniziare a leggere il manuale del perfetto Di Caprio, eterno sconfitto della notte più importante di Hollywood. Quest’anno, per evitare di ingerire massicce dosi di Maalox, il talentuoso Leo ha pensato bene di non presentarsi con nessun film da protagonista. Ha lasciato spazio ad un cecchino da Guinness dei Primati (Bradley Cooper), ad un brillante inventore (Benedict Cumberbatch) e ad un folle killer (Steve Carell).

Michael Keaton e Eddie Redmayne: Oscar 2015, per il miglior attore è sfida a due!  - photo
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L'Oscar 2015 per il miglior attore sembra essere un gioco a due. Ma chi la spunterà tra l'ex Batman e il perfido principe visto nel fantasy "Jupiter - Il Destino dell'Universo"? Per ora Eddie Redmayne ha dimostrato di avere i favori degli addetti ai lavori, essendosi portato a casa il Golden Globe 2015 come miglior attore in un film drammatico. Merito della toccante interpretazione ne “La Teoria del Tutto”, il biopic sullo scienziato Stephen Hawking diretto da James Marsh. La pellicola racconta ovviamente la comparsa della malattia degenerativa di Stephen, l'atrofia muscolare progressiva. Operazioni basilari e scontate come camminare, scrivere e infine parlare diventano ostacoli per il giovane cosmologo. Il film di Marsh si concentra soprattutto sulla moglie di Hawking, Jane, e mostra la dolorosa scelta della donna di rimanere a fianco del marito malato e di assisterlo. Eddie Redmayne, alla sua prima nomination, ha dimostrare di avere la stoffa da grande attore.

HOLLYWOOD BRUCIA. A giocarsela con Stephen Hawking ci sarà il metacinema di Iñárritu, abile regista che ha saputo ingraziarsi la critica a suon di drammoni. Questa volta l'autore di "Birdman" ha incantato anche i suoi più fervidi detrattori con una pellicola amara e riflessiva sul mondo dello spettacolo, sul viale del tramonto di un attore legato malinconicamente ad un passato glorioso. Un attacco ad Hollywood e alla capacità di glorificare un artista in un primo momento e di gettarlo nel dimenticatoio subito dopo. Insomma abbasso Hollywood, ma a me l'Oscar please (come miglior film e attore protagonista magari). L'unico che potrebbe insidiare i due protagonisti sembra essere Bradley Cooper, forte di un'intensa interpretazione in "American Sniper" e del prestigio di cui gode il regista Clint Eastwood tra la critica. Riuscirà Bradley a portare a casa la statuetta al terzo tentativo?

Crediti: web , Universal Pictures, Entertainment Weekly, Archivio web