Metta World Peace: I 3 momenti più folli di Ron Artest

Metta World Peace
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E' imminente la firma di Metta World Peace a Cantù e il mondo del basket italiano è in subbuglio: tra risse, gomitate e tanta follia, abbiamo scelto i 3 momenti più folli della carriera dell'ex Ron Artest.

Il mondo del basket italiano si stropiccia gli occhi: è imminente la firma di Metta World Peace con l'Acqua Vitasnella Cantù: un colpo grosso per i brianzoli, che oltre ad un gran giocatore si aggiudicano un uomo "di spettacolo". Metta infatti è un vulcano di follia e nella sua carriera lo ha dimostrato più volte: risse storiche che gli valsero squalifiche, gomitate più o meno accidentali agli avversari, giocate azzardate e stile discutibile - dai tagli di capelli ai panda di peluche nelle scarpe da gioco. Per chi lo ama, o per chi ancora non lo conoscesse bene, abbiamo selezionato tre momenti tra i più folli della spumeggiante carriera di Metta World Peace - o Ron Artest, o Panda Friend, chiamatelo come volete: l'uomo che gli impiegati dell'anagrafe americana si sognano di notte.

1. La storica rissa di Indiana-Detroit. E' il 20 Novembre 2004. La partita è diventata tristemente storica: Ron Artest - allora si chiamava ancora così - in maglia Indiana Pacers commette un fallo pesantissimo su Ben Wallace (numero 3), centro dei Detroit Pistons. Da quell'azione parte una colluttazione, ma dopo qualche minuto le squadre riescono a dividersi, con il nostro eroe in panchina a calmare i nervi. Proprio quando la situazione sembrava tornare alla tranquillità, dagli spalti arriva un bicchiere addosso ad Artest: con il suo caratterino e il suo fisico, Ron raggiunge il tifoso con tre balzi, e ci vogliono quattro persone per fermarlo ed evitare al tifoso una brutta fine. Nel frattempo la rissa si estende tra tifosi, staff e giocatori con birra e oggetti che volano ovunque. Morale della favola: Artest fuori per tutta la stagione, con 30 partite di squalifica date a Jackson, 25 turni a Jermaine O'Neal, 5 ad Anthony Johnson, 6 a Ben Wallace.

2. La gomitata a James Harden. E' il 23 Aprile 2012. Ron Artest è da poco diventato Metta World Peace - "Cambio nome perché così negli stadi non potranno dirmi 'World Peace sucks'" - e gioca con i Los Angeles Lakers. Al secondo quarto del match contro gli Oklahoma City Thunders, Metta affonda una gran schiacciata, ma pochi secondi dopo esulta e agita così tanto le braccia da buttare giù un avversario. Non si saprà mai se il gesto è stato accidentale o voluto - ancora oggi c'è qualcuno che sulla stampa americana tira fuori la vicenda - ma di sicuro James Harden si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Aprendo le braccia durante l'esultanza, Metta sferra una gomitata drammatica al povero Harden, causandogli qualche frattura alle ossa del volto. Metta World Peace incappa in 7 giornate di squalifica, nonostante le scuse comunicate sui social con lo stesso stile di un bullo davanti alla maestra.

3. L'intervista leggendaria. Qui c'è da fare i complimenti alla giornalista per non essere scoppiata a ridere: siamo nel 2011, anno in cui l'anagrafe americana ha approvato il cambio del nome da Ron Artest a Metta World Peace. Una giornalista del Los Angeles Times ottiene un'intervista, e gli chiede del cambio del nome: a quel punto, la mente malata di Metta partorisce una risposta di tutt'altro genere, ringraziando Dio "Per avere ancora i denti ... e dei denti belli". La follia di Metta continua: "Perché pensavo: è una fortuna che mi siano cresciuti bene, e che non mi siano rimasti quelli da latte, non credi? C'è della gente che non ne ha proprio, devo ringraziare il Signore". Nessuno saprà mai se Metta ci fa o ci è, e nel team di Coach Pino Sacripanti è in arrivo un bel cavallo pazzo da gestire: Dio benedica il basket, Dio benedica Metta World Peace.

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