Maxi Lopez, Cassano, Mexes e Zola: Il pagellone della 20^ giornata

Antonio Cassano discute coni tifosi
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E' il momento del nostro Pagellone: alla fine della 20^ giornata, Mexes perde la testa, Zola trova ossigeno, Maxi Lopez manca di finezza, Cassano ci mette la faccia. Ecco il meglio ed il peggio del weekend calcistico appena concluso.

Con il fischio finale di Fiorentina-Roma (guarda sintesi e highlights) del 25 gennaio, mancano all'appello solo Empoli-Udinese e Napoli-Genoa per chiudere i conti della 20^ giornata della serie A 2014/2015. Può tuttavia uscire il nostro consueto Pagellone, che ogni settimana assegna voti da 0 a 10 a fatti, personaggi, squadre ed episodi rilevanti della bagarre calcistica appena conclusa. Alla fine di questo weekend, Mexes è il simbolo di un Milan che non ha più neanche il senno, Gianfranco Zola trova ossigeno per il suo Cagliari, Antonio Cassano ci mette la faccia con i tifosi, mentre Maxi Lopez fa un gestaccio a San Siro. Ecco il meglio ed il peggio di questo weekend calcistico appena concluso.

Maxi Lopez, Cassano, Mexes e Zola: Il pagellone della 20^ giornata

Gianfranco Zola, Voto 9. Il 24 gennaio il Cagliari doveva vincere, e ha vinto. Per qualcuno in Sardegna Zeman non era il problema e a Cagliari perfino l'arrivo di una istituzione come Gianfranco Zola era stato additato come quello di una traghettatore arrendevole di una stagione disastrata. Contro il Sassuolo, i sardi hanno conquistato punti importanti per il campionato, e anche gli stessi attaccanti - fiori all'occhiello dell'allenamento boemo - sembrano aver trovato un entusiasmo differente. Chiaramente il Cagliari rimane comunque una squadra che non andrà lontano e che non vincerà nulla, ma che è di nuovo nelle condizioni per svolgere il suo compito di quest'anno: restare in serie A. Bene così, Zola.

Maxi Lopez, Cassano, Mexes e Zola: Il pagellone della 20^ giornata

Antonio Cassano, voto 7. Nonostante le losche vicende del cambio di proprietà, il Parma rimane una squadra incurabile: 9 punti e sola in fondo alla classifica, c'è poco da fare per una città che, tradizionalmente, era abituata a ben altro. Antonio Cassano però ci ha messo la faccia: dopo l'ennesima sconfitta - contro il Cesena -, il capitano Fantantonio si è fermato a parlare con i tifosi della Curva Nord del Tardini, ha riportato la squadra in campo e si è scusato della prestazione a nome del gruppo. Dopo tante cassanate, il capitano del Parma ha tirato fuori gli attributi per prendersi le critiche e metterci la faccia: in tempi di ricchi magnati e trasferimenti facili, c'è solo da stimarlo.

Maxi Lopez, Cassano, Mexes e Zola: Il pagellone della 20^ giornata

Maxi Lopez, voto 4. Il suo Torino ha vinto contro l'Inter (guarda sintesi e highlights) a San Siro con un gol di Moretti nei minuti finali. In questa condizione, puoi essere avvelenato dentro - per gli ovvi motivi legati alle vicende Icardi-Wanda Nara -, puoi voler sfogare una rabbia pesante, puoi essere un ragazzaccio nel DNA, ma da giocatore di serie A non puoi permetterti di fare certi gesti al pubblico che hai appena battuto. Non pubblicamente, si intende: nella privacy dello spogliatoio tutto è concesso, ma in un'epoca di prove tv e telecamere piazzate ovunque nel campo da gioco, c'è da essere poco furbi. Difficilmente arriveranno sanzioni disciplinari, di sicuro è arrivata una grande figura di M...axi.

Maxi Lopez, Cassano, Mexes e Zola: Il pagellone della 20^ giornata

Mexes, voto 0. Altra pessima figura di questa giornata. In Lazio-Milan (qui sintesi e highlights), Mexes è stato il simbolo di una squadra che, dopo gli hip hip hurrà di inizio anno, si è ritrovata vuota: oltre di un gioco e di una tattica, il Milan manca per l'appunto di un carattere e una testa per giocare a calcio. La sceneggiata di Mexes è stata solo l'ultimo colpo di testa di un giocatore che non ha mai avuto la fama di essere un gentiluomo ed è stata l'amara ciliegina sulla torta dell'ennesimo sabato da dimenticare: il Milan ha da prendere provvedimenti sia nei confronti di una squadra che non c'è che su un giocatore che non potrà più avere vita lunga agli alti livelli del nostro campionato. E non è certo la richiesta di scuse imposta dall'ufficio stampa nel dopo partita che ci farà cambiare idea.

Crediti: web