Governo Renzi, i ministri: Interni, Giustizia ed Economia i nodi del nuovo esecutivo

Matteo Renzi
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Matteo Renzi prende tempo. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha svolto consultazioni lampo per concedere al segretario Pd di sciogliere i nodi sul nuovo esecutivo. Scopri il totoministri di queste ore delicate.

Serve tempo. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nella conferenza stampa di sabato ha chiarito che darà l'incarico dopo un'ulteriore giornata di riflessione, 24 ore necessarie per sciogliere gli ultimi nodi politici. "Il mio lavoro è finito. Ho voluto imprimere rapidità alle consultazioni proprio perché ci sia spazio e serenità per chi avrà incarico di formare il governo, che avrà bisogno di tutto il tempo necessario per le consultazioni e le intese". Che tradotto, vuol dire riuscire a modellare il governo in base alle richieste degli alleati Ncd, Scelta Civica e le altre piccole forze che hanno dichiarato di appoggiare il sindaco di Firenze. In particolare a chiedere tempo è stato il leader del Nuovo Centrodestra Angelino Alfano: "Il programma non non si può fare in 48 ore. Se l'ambizione è grande, non deve esserci fretta. Non vi sono le condizioni per chiudere un accordo di governo in 48 ore. In quattro e quattr'otto non ce la si può fare se si vogliono fare cose grandi".

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La risposta è arrivata da parte del capogruppo del Pd al Senato Luigi Zanda: "Abbiamo indicato Renzi premier e un impegno forte per un governo che completi la legislatura verso il 2018", che poi ha escluso la necessità per il segretario del Pd di lasciare la leadership del partito in caso di nomina a Palazzo Chigi: "Avere il segretario del partito aumenta la forza politica del governo, io penso che Renzi non dovrebbe dimettersi". Chi starà all'opposizione è invece il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi: "La nostra sarà un'opposizione responsabile", chiarendo di mantenere l'accordo sulle riforme (riforma delle legge elettorale in primis). Il totoministri nelle ultime ore si sta concentrando su alcune caselle chiave. La partita si gioca intorno alla carica di ministro dell'Interno, della Giustizia e degli Esteri. Con il dicastero dell'Economia sotto osservazione da parte di Bruxelles.

Governo Renzi, i ministri: Interni, Giustizia ed Economia i nodi del nuovo esecutivo

Nel governo Letta Angelino Alfano oltre a ricoprire la carica di vicepremier è stato a capo del Viminale. Ora il segretario del Pd e premier quasi in pectore vuole rimescolare la carte e affidare la poltrona a un uomo della minoranza Pd o ad uno a lui vicino. Probabile che alla fine il leader di Ncd perda la carica di vicepremier e mantenga il ministero. Per quanto riguarda il dicastero della Giustizia, qui sono molte le personalità che in queste ore vengono accostate, tra cui tre tecnici: Livia Pomodoro (presidente del Tribinale di Milano), Mario Barbuto (presidente del Tribunale di Torino), Andrea Proto Pisani (avvocato e professore di Procedura civile a Firenze). In discesa le quotazioni di Michele Vietti, attuale vicepresidente del Csm. Infine c'è il ministero degli Esteri, sul quale il Capo dello Stato ha chiesto continuità. Possibile la conferma del ministro uscente Emma Bonino. I ministri inizialmente dovevano essere 12-13, ma a quanto pare le richieste e gli equilibri da dover gestire sono diversi. Alla fine sono 18 i ministeri tra quelli con portafoglio e senza portafoglio. Infine c'è la casella del ministero dell'Economia, che deve garantire prestigio e competenza. Lucrezia Reichlin è in pole position per il suo curriculum e i suoi legami con l'establishment tecnocratico. Il suo profilo è già saltato fuori per la Banca d'Inghilterra, in questo periodo al rinnovo del suo capo. Stasera ci sarà l'incontro con Alfano ed è possibile che vengano sciolti i primi nodi.

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Matteo Renzi - Giorgio Napolitano
Matteo Renzi e la sua first lady
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