Scuola: Cosa prevede la riforma di Matteo Renzi

Matteo Renzi in visita a una scuola
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Matteo Renzi, attraverso un video messaggio diffuso su Youtube, ha annunciato i punti centrali della riforma della scuola che partirà il prossimo gennaio. Il premier ha lanciato una campagna di ascolto per "un patto educativo" condiviso.

Matteo Renzi, con un video messaggio su Youtube, annuncia il varo della nuova riforma della scuola, o, come preferisce chiamarlo, “un patto educativo” che non vuole essere “l’ennesima riforma o il solito discorso che propongono i politici per cambiare le regole”. Il premier si pone come obiettivo “un anno di tempo per rivoluzionare la scuola, ma soprattutto per darle importanza”, proponendo di coinvolgere anche le famiglie e i professori nel riscrivere le regole, ma anche i programmi scolastici. Il documento “La scuola buona” è stato pubblicato sul portale passodopopasso, il nuovo sito dei Mille giorni del programma di Renzi. Uno dei provvedimenti centrali riguarda il ruolo dei professori, sul quale il Presidente del Consiglio promette: “Basta ai precari e alla supplentite”, ribadendo allo stesso tempo che “Si devono giudicare gli insegnanti e gli scatti di stipendi sul merito e non sull’anzianità”.

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Scuola: Cosa prevede la riforma di Matteo Renzi

Nel documento è prevista l’assunzione dei circa 150.000 professori e maestri precari a settembre 2015, con uno stanziamento intorno ai 3 miliardi di euro. Lo scatto di stipendio, con l'aumento di 60 euro al mese, sarà accessibile a due professori su tre, rispetto alla loro collaborazione con la propria struttura scolastica. Renzi ha promesso anche, sul tema dell’edilizia scolastica, un piano che vada a toccare circa ottomila scuole che non sono norma, cui fondi verranno presi dalla nuova legge di stabilità. Inoltre il premier ha insistito sull’importanza dell’inglese nelle scuole, e anche materie spesso tenute in disparte come storia dell’arte, musica e educazione fisica.

Nel suo messaggio Matteo Renzi lancia anche una “grande campagna di ascolto nei prossimi due mesi, dal 15 settembre al 15 novembre, nella quale ogni studente ci dica, insieme alla famiglia, di che cosa vuole parlare nella scuola italiana.” I suggerimenti potranno essere inviati all’indirizzo mail matteo@governo.it, con i testi che comporranno il disegno di legge educativo che saranno presentati a gennaio. Dopo giorni di annunci e smentite è stato quindi annunciato l’inizio del processo per quello che sarà probabilmente uno dei punti cardine del programma del governo, e uno dei temi sui quali verrà giudicato dall’elettorato alle prossime elezioni politiche.

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Crediti: Youtube, facebook