Matteo Renzi: Programma e consultazioni, governo in settimana

Matteo Renzi, segretario del Pd
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Entro la settimana via al nuovo Governo. Intanto Matteo Renzi è immerso nelle consultazioni con i partiti della nuova maggioranza che detteranno le sue scelte future su ministri e programma. Scopri di più su melty.it.

Sono cominciate oggi alle 10 le prime consultazioni che serviranno a Matteo Renzi, premier a giorni, per fissare i punti fermi del nuovo esecutivo. In mattinata previsti incontri con i partiti più piccoli, cui seguiranno, nel pomeriggio riunioni con Scelta Civica, Sel e Ncd di Alfano. Solo domattina il tanto atteso incontro con Silvio Berlusconi e la delegazione di Forza Italia e quella con gli alti esponenti del Partito Democratico. Ancora dubbi su un possibile incontro con il Movimento 5 stelle. Obiettivo del segretario del Pd è formare la nuova squadra già entro la settimana, senza tentennamenti o rallentamenti, per cominciare subito con le prime riforme. Sono però tanti i nodi da sciogliere. Primo tra tutti quello con Alfano, che punta a conservare a tutti i costi tre ministeri, primo tra tutti quello dell'Interno, e a rallentare il processo legislativo della nuova Legge Elettorale, inserendovi importanti modifiche.

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Il programma

Non solo Legge lettorale, come già anticipato nel video del discorso dopo l'incarico, Renzi vuole portare avanti un programma di riforme serrato e rapido, che porti a cambiamenti significativi entro pochi mesi. Legge elettorale e riforme costituzionali già a febbraio, Riforma del Lavoro a marzo, Riforma della Pubblica amministrazione e del fisco a maggio. Grande attesa per la Legge sul Lavoro, vero cavallo di battaglia renziano già prima degli ultimi avvenimenti. Sarebbero cinque i punti focali per una legge lampo che dovrebbe portare cambiamenti importanti. Primo tra tutti il contratto a tempo indeterminato come base per ogni assunzione, con sgravi fiscali per le aziende e tutele crescenti per i lavoratori; verranno ammessi anche i contratti flessibili, ma solo per “esigenze produttive”, un concetto ancora non del tutto chiaro; introduzione del sussidio di disoccupazione universale che andrà a sostituire la cassa integrazione; la riforma sindacale, con i rappresentanti dei lavoratori inseriti nei consigli di amministrazione delle imprese; la riforma dei centri per l'impiego, ricondotti ad un'unica agenzia federale di controllo e con nuovi obblighi rispetto al passato.

Questione ministri

Ma la partita vera e propria si giocherà tutta sui nuovi ministri, la cui scelta appare fondamentale per il successo o il fallimento di Renzi come premier. Tante le pressioni, numerose le polemiche e i problemi. Ultima della serie quella dell'ex Ministro della Coesione Territoriale Fabrizio Barca che ha lamentato, in una confessione alla trasmissione radiofonica “La Zanzara”, pressioni sul nuovo governo da parte del patron di Repubblica Carlo de Benedetti. Nonostante la successiva smentita la dichiarazione ha fatto discutere e innescato un dibattito acceso su chi effettivamente sceglierà i prossimi ministri. Da non sottovalutare il veto del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che vorrà dire la sua sui ministeri di maggior peso, chiedendo a gran voce la conferma di Emma Bonino agli Esteri. Annosa e delicata la questione del Ministero dell'Economia, con Lucrezia Reichlin che sembra abbia rifiutato il ruolo e i nuovi quanti improbabili sostituti Romano Prodi ed Enrico Letta. Tutto ancora in alto mare, ma si attendono sviluppi già tra oggi e domani

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