Matteo Achilli, Egomnia e il futuro miliardario: L'intervista

Matteo Achilli, fondatore di Egomnia
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Abbiamo intervistato Matteo Achilli: ventenne, bocconiano e ideatore di Egomnia, che lo ha lanciato nell'Olimpo del web. Ecco cosa ci ha raccontato quello che tutti definiscono lo Zuckerberg italiano.

Matteo Achilli è il fondatore di Egomnia e ci ha concesso una intervista prima dell'evento 5x15 di Milano dedicato alle giovani eccellenze. Oltre che un lettore appassionato di Melty - "Fate davvero un bel lavoro e siete stati tra i primi ad aver scritto qualcosa sugli youtuber" - , Matteo è un ragazzo di 22 anni che si presenta con il look da uomo di affari di esperienza: usa il "Noi" parlando dell'azienda, veste in gessato e ha una parlantina sciolta - forse anche un po' costruita - , ma dentro di lui c'è ancora l'anima di uno studente deciso e sognatore che ha provato a partire da sé stesso. E che, almeno fin qui, sembra riuscire nel suo obiettivo: rendere sempre più internazionale e solida la realtà di Egomnia, fondata a 19 anni con appena 10mila Euro di papà. Ad oggi, Matteo Achilli ha conquistato una delle ultime copertine della storia di Panorama Economy, la BBC lo ha inserito come unico italiano tra i possibili miliardari del futuro ed è ormai conosciuto mediaticamente come "Lo Zuckerberg Italiano". Ecco di seguito la nostra conversazione.

Matteo Achilli, Egomnia e il futuro miliardario: L'intervista

Matteo, partiamo da Egomnia: spiegaci la tua idea nella maniera più semplice possibile. Egomnia è un social network - il primo italiano -, che mette in contatto domanda e offerta di lavoro. Lo fa con un algoritmo, attribuendo un punteggio ai CV degli iscritti, in una classifica per università, regione o Paese. Questo algoritmo funziona per i giovani - la popolazione di egomnia è principalmente tra i 20 e i 30 anni - ed è utile alle grandi aziende, che risparmiano tempo e risorse nel rendere efficace il reclutamento del personale. Perchè non è linkedin? Perché su Egomnia c'è la novità del ranking: abbassa il tempo e gli investimenti di una azienda nel reclutare una persona valida e si basa sulla nicchia giovane. Mancano sul mercato delle piattaforme specializzate in questo: Egomnia potrebbe essere la prima a diventare leader, e per questo abbiamo avuto l'interesse - e ancora lo abbiamo - della stampa internazionale. In questo tipo di innovazioni, esistono nazioni più aperte di altre? Ci sono nazioni più propense a concetti di merito in questa maniera "radicale": in realtà ho riscontrato che se la cosa è una novità è sempre ben accetta. Ho avuto un feedback inaspettato da alcuni Paesi: il Brasile e la Germania sono impazziti per noi.

E l'Italia come sta rispondendo? Cose di questo tipo sono più affini nei paesi anglosassoni, le cui università hanno già sistemi di ranking. Qui sono partito dal promuovere l'azienda pubblicizzando me stesso, perché è questo che ha creato notizia: un ragazzo di vent'anni che crea qualcosa che cresce. Pur non avendo fin da subito il prodotto di qualità -c'è stata una evoluzione partita dai 10mila Euro investiti dalla mia famiglia - , questo ha portato interesse. Si è creata la storia: ora l'azienda fattura tanto, c'è una internazionalità e c'è un sentimento che divide l'opinione pubblica. Perché la sovraesposizione porta anche all'antipatia di molti. Cosa vuoi dire? Ci sono state occasioni in cui ho sentito un forte rischio: ho avuto la copertina di Panorama a 20 anni, quando ancora forse era troppo presto e il sito non era ancora all'altezza. Panorama Economy stava chiudendo, ed ero per loro quello giovane che rappresentava una speranza. Ora sto provando a realizzare una cosa mai vista: miro a rapporti internazionali, contratti prestigiosi e investimenti. Punto a creare un interesse grande.

Matteo Achilli, Egomnia e il futuro miliardario: L'intervista

Hai mai avuto paura che la cosa ti sfuggisse di mano? Inizialmente mancavano i soldi: c'era interesse, c'erano le iscrizioni e ho dovuto capire un attimo come guadagnare per poter far crescere l'azienda. La paura è stata duplice: quella per il grosso interesse per un ragazzo inesperto e quella per la mancanza di soldi. Poi il tutto si è trasformato nel "Dove orientare gli investimenti? ": ora so dove voglio andare e come farlo, le problematiche sono solo quelle della gestione di una azienda e della sua immagine, e il fatto di continuare la crescita per le aspettative che si sono create. Infine, tutti parlano di te come lo "Zuckerberg Italiano": ti riconosci in lui? Vorresti essere come lui? La somiglianza è che abbiamo creato qualcosa da giovani. Zuckerberg è stato il primo ad avere un successo nel paese leader per le start up, io sono stato tra i primi a farlo in Italia, il mio Paese. Egomnia vive in una nicchia e non raggiungerà Facebook: ha altri tipi di guadagno - le aziende - ma forse una cosa che potremmo avere in comune tra un po' - che ha lui e non io - è il potere nella gestione dei dati e nelle informazioni. Noi abbiamo informazioni di qualità: giovani talenti che aiutiamo nel loro entrare in azienda. Lo "Zuckerberg italiano"' un soprannome che prendo come una buona cosa, soprattutto a livello internazionale. Se i giornali avessero parlato di me semplicemente come "Matteo Achilli" si potevano dimenticare del mio nome. Per il momento è fondamentale a livello mediatico, poi vedremo se sarà il caso di staccarci.

Crediti: Egomnia, web