Adozioni Gay: Cosa dice la sentenza del Tribunale di Roma 

Primo caso di adozione gay in Italia
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Una sentenza del Tribunale dei minori di Roma ha permesso, per la prima volta in Italia, il riconoscimento di un genitore non biologico per una bambina. La compagna della madre naturale sarà considerata a tutti gli effetti come genitore.

Storica sentenza del Tribunale di Roma nei confronti di una coppia omosessuale formata da due donne, alla quale è stato riconosciuta l’adozione di una bambina. Si tratta di un caso di “stepchild adoption”, il quale permette che vengano ammessi al partner del genitore biologico del bambino, i diritti di un genitore adottivo. La vicenda in questione vede le due donne vivere insieme dal 2003, che sono riuscite, attraverso una procreazione assistita avvenuta all’estero, ad avere un figlio. Le due inoltre si erano sposate all’estero, dato che l’Italia al momento è uno dei pochi paesi dell’Unione Europea a non prevedere nessun diritto alle coppie gay. La legislazione italiana continua ad avere una grave carenza nella disciplina di una situazione sociale che riguarda ormai molte unioni: questo intervento del Tribunale dei minori della Capitale, dopo anni di esclusione e discriminazione, ammette di fatto che una coppia formata da persone dello stesso sesso può avere i diritti, ma anche i doveri, nei confronti del proprio o della propria partner, in equiparazione al caso delle coppie eterosessuali.

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Com’è stato possibile, quindi, emanare una sentenza in tale direzione? Il tribunale per i minorenni di Roma ha accettato il ricorso da parte delle due donne in virtù dell’articolo 44 della Legge n.149 del 2001 sulle Adozioni (che andava a modificare la n.184 del 1983), nella quale si riconosce “Nel superiore e preminente interesse del minore a mantenere anche formalmente con l'adulto, in questo caso genitore sociale, quel rapporto affettivo e di convivenza già positivamente consolidatosi nel tempo”. Nella norma non è specificata alcuna discriminazione riguardo all’orientamento sessuale del partner, per cui è stato possibile estendere gli stessi diritti alla coppia lesbica.

Sono state molte le reazioni del mondo politico che vedono, ovviamente, una spaccatura tra le diverse sensibilità che siedono in Parlamento. Ivan Scalfarotto, esponente del Partito Democratico e paladino dei diritti LGBT, ha dichiarato sul proprio account Twitter: “Bisogna che a questi casi pensi la legge, ora.” Mentre Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, ha replicato sostenendo che si tratta di una “sentenza ideologica da parte della magistratura”. Mentre le diverse posizioni politiche continuano la discussione sull’argomento (sperando lo facciano non solo sui media ma anche nelle Istituzioni) ci preme inviare un messaggio di auguri alle "neomamme" che sono riuscite a farsi riconoscere il loro diritto alla maternità impostando il rapporto su “una solida base affettiva.”

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