Matrimonio gay: la proposta Galan, dopo la lettera di Tancredi

Galan apre alle unioni gay
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Il senatore Giancarlo Galan annuncia una legge in vista dell'equiparazione dei diritti tra coppie etero e omosessuali. Si prevede un consenso bipartisan in Parlamento, sollecitato dalla lettera del 17enne Tancredi su "Repubblica".

Il Popolo della Libertà apre alle nozze gay. Il senatore Giancarlo Galan, esponente di spicco dell'ala liberal del partito, ha infatti annunciato una proposta di legge finalizzata all'equiparazione dei diritti tra coppie eterosessuali e coppie dello stesso sesso: "E' prevista l'equiparazione al matrimonio per quanto riguarda diritti e doveri. I gay sono cittadini come gli altri, come dice la Costituzione", ha dichiarato l'ex Governatore del Veneto. Il testo, però, esclude il tema delle adozioni (per ora): "In un primo tempo, le avevo inserite nel progetto" ammette Galan, "ma ho preferito toglierle, per evitare le prevedibili contestazioni. Non volevo rischiare di far saltare tutto". La proposta Galan, che consta di 32 articoli (relativi a situazione patrimoniale, successioni, diritti in caso di malattia e morte del coniuge) non prevede la dicitura di "matrimonio", ma utilizza la formula di "unione omoaffettiva", pur prefigurando un'assimilazione di fatto alla legislazione sul matrimonio. "Qualcosa si muove anche nel Pdl" è il commento di Flavio Romani, Presidente dell'Arcigay, mentre Enrico Oliari, leader di GayLib (movimento omosessuale riconducibile al centrodestra) esulta: "Galan ha seguito il percorso che noi indichiamo da cinque anni".

In Parlamento si ipotizza un consenso bipartisan, anche in virtù dei propositi del Ministro dello Sport Josefa Idem (recentemente "beccata" da Beppe Grillo sul blog) sull'introduzione del Matrimonio gay, ma nei maggiori partiti è già aria di spaccature. Nel centrodestra, dopo il sostegno alla proposta da parte di Sandro Bondi, dell'ex ministro Mara Carfagna e "il sì di Berlusconi" (secondo Galan), arriva la frenata di Daniela Santanché: "Sono favorevole ai diritti dei singoli, ma non di coppia" ha dichiarato la "pasionaria" a "Un Giorno da Pecora", aggiungendosi alle già preventivate defezioni di Maurizio Gasparri, Carlo Giovanardi e Eugenia Roccella, protagonisti nei giorni scorsi di un sit-in all'Ambasciata di Francia contro l'approvazione del "Mariage pour Tous". Nel Partito Democratico, la "fronda" dei cattolici è pronta alle barricate: "Sono contrario a qualunque equiparazione e ai matrimoni gay" ha esclamato Giuseppe Fioroni, che di fatto aderisce al "niet" di Rosy Bindi dei mesi scorsi. Lo stesso Galan, intanto, ammonisce: "Posso capire che le gerarchie ecclesiastiche non siano contente, ma ricordo che i politici hanno un altro compito e francamente non capisco perché gli amici cattolici vogliano negare una libertà ad altri" dichiara l'attuale Presidente della Commissione Cultura a Palazzo Madama.

Con ogni probabilità, il Disegno di Legge a firma Galan sarà presentato alle Camere questa settimana. L'accelerazione è avvenuta a seguito della pubblicazione della lettera di Tancredi, il ragazzo omosessuale protagonista di un accorato appello sulle pagine di "Repubblica": "Io sono gay, ho 17 anni e questa lettera è la mia ultima alternativa al suicidio in un mondo che non mi accetta sebbene io sia nato così. Il vero coraggio non è suicidarsi alla soglia degli ottanta anni" scrive Tancredi, riferendosi al suicidio dello scrittore ultraconservatore Dominique Venner a Notre-Dame, "ma sopravvivere all'adolescenza con un peso del genere, con la consapevolezza di non aver fatto nulla di sbagliato se non seguire i propri sentimenti". Poi la denuncia: "Un Paese che si dice civile non può abbandonare dei pezzi di sé. Non può permettersi di vivere senza una legge contro l'omofobia" esclama Tancredi, "un male che spinge molti ragazzi a togliersi la vita per ritrovare quella libertà che hanno perduto nel momento in cui hanno respirato per la prima volta" continua il giovane, sollecitando un intervento legislativo. La testimonianza epistolare è stata immediatamente accolta dal Presidente della Camera Laura Boldrini, "madrina" della Giornata mondiale contro l'Omofobia. Tocca proprio alle Istituzioni evitare che il grido di dolore di Tancredi (così come di tanti altri) finisca nel buio del dimenticatoio parlamentare.

Crediti: Youtube, tempi.it, zimbio.com, Archivio web, Giornalettismo, ilsecoloXIX