Maria Elena Boschi: Il video della contestazione al Senato

Maria Elena Boschi contestata
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Maria Elena Boschi è stata contestata al Senato dall’opposizione mentre presentava le riforme costituzionali. Rispondendo all’accusa di svolta autoritaria del governo Renzi, la ministra cita Fanfani: “Le bugie in politica non servono”.

Maria Elena Boschi, ministro delle Riforme del governo Renzi, ha presentato il disegno di legge sul superamento del bicameralismo perfetto nell’aula del Senato. Durante il discorso in cui illustrava i punti principali del testo di riforma, Maria Elena Boschi è stata contestata a più riprese dai parlamentari dell’opposizione, in maniera particolare dagli esponenti del Movimento 5 Stelle. Il culmine delle proteste è arrivato quando la ministra più cliccata del web ha definito “Grosse bugie” le polemiche dei giorni scorsi sulla presunta svolta autoritaria della riforma costituzionale. La frase di Maria Elena Boschi ha fatto scattare i senatori di minoranza dai cui banchi sono partite grida e polemiche, mentre applausi e incitazioni sono arrivate dai banchi dei parlamentari della maggioranza a sostegno del governo Renzi. Dopo essere stata eletta Miss Parlamento all’inizio della legislatura, la Boschi si ritrova, per la prima volta, di fronte ad una platea non così benevola nei suoi confronti.

Orfana del premier Matteo Renzi, in viaggio istituzionale nel continente africano, Maria Elena Boschi è riuscita a fronteggiare gli attacchi dei senatori mantenendo la calma ma facendo valere le sue posizioni, anche grazie all’aiuto di diverse citazioni tra cui quella di Amintore Fanfani: “Le bugie in politica non servono" , ha detto la Boschi, "Parlare di svolta illiberale di questa riforma è una bugia.” Questo è stato il momento di massima tensione nella giornata di Palazzo Madama, nel quale è dovuto intervenire anche il presidente del Senato Pietro Grasso. Maria Elena Boschi ha poi concluso il suo intervento ribadendo ai senatori che è arrivato ”Il momento delle scelte, poiché si tratta dell’ultima chance di donare credibilità alla politica”.

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