Margaret Thatcher: Luci e ombre di una Lady di ferro

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La morte di Margaret Thatcher lascia un vuoto nella scena politica del XX secolo. Donna di carattere, tanto da essere definita di “ferro”, si porta nella tomba luci e ombre di una lunga e controversa carriera.

"Essere potenti è come essere una donna. Se hai bisogno di dimostrarlo vuol dire che non lo sei": è sufficiente questa citazione, una delle tante estratte dai suoi discorsi e dai suoi scritti, per abbozzare i primi colori del ritratto di Margaret Thatcher. Una donna dalle tinte forte, dotata di carattere deciso, con una personalità a volte al limite della presunzione tanto da essere definita di ferro. La più famosa leader donna del mondo, morta per un ictus lunedì 8 aprile, con la sua scomparsa porta la stampa internazionale a ripercorrere la sua lunga e controversa carriera. Una carriera politica costellata di successi e cominciata nel 1979 quando lady Thatcher, filo-monetarista e conservatrice, venne eletta alla testa di un partito europeo (i Tories) e divenne la prima (e per ora, ultima) donna a diventare primo ministro della Gran Bretagna. Figlia di un droghiere di Grantham (Lincolnshire, Inghilterra centrale), la Thatcher, ambiziosa fin da piccola ("Non sono stata fortunata. Me lo meritavo", dichiarò alla ricezione di un premio scolastico all'età di nove anni) raggiunse in pochi anni la più alta carica dello stato, nonostante partisse da un'umile condizione e, soprattutto, fosse una donna: a quei tempi il massimo ostacolo per diventare politica.,

Margaret Thatcher: Luci e ombre di una Lady di ferro

Una volta diventata primo ministro, non perse tempo e incanalò tutti i suoi sforzi per restituire al Regno Unito un ruolo prestigioso nel panorama delle potenze mondiali. Innanzitutto, intervenne in campo economico: la Lady di ferro si battè per far uscire la nazione dal declino ormai decennale causato dalla crisi. Propose però, per raggiungere tale scopo, misure estremamente dure, come l'incremento del tasso d'interesse per ridurre l'inflazione e il criticatissimo aumento dell'IVA, che colpirono l'industria manifatturiera e fecero raddoppiare la disoccupazione. La fermezza della Thatcher durante questo suo primo mandato rimase per molto tempo nei brutti ricordi del popolo inglese. Il suo lungo decennio da primo ministro fu poi costellato da episodi controversi che Margaret Thatcher affrontò sempre direttamente, talvolta preferendo lo scontro alla diplomazia. A partire dal turbolento rapporto con il sindacato dei minatori di Arthur Scargill (1984-1985) che mise in atto azioni di picchettagio dopo che il primo ministro rese lo sciopero illegale. Per proseguire poi con le dichiarazioni sui diritti gay e sulla pena di morte: la Lady di ferro votò infatti per il mantenimento della pena di morte durante le votazioni che l'avrebbero abolita.

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Inoltre, anche in campo internazionale la leader conservatrice non abbassò mai il suo celebre pugno di ferro e si occupò personalmente nei rapporti con gli altri Stati, soprattutto nella risoluzione di controversie territoriali: nel 1982 la giunta militare dell'Argentina rivendicò le Isole Falkland che appartenevano al Regno Unito e la Thatcher vi inviò una task force navale per riprendersi le isole. La leader britannica portò a termine lo scontro con successo e questo fu uno dei fattori che riconfermarono la sua vittoria alle elezioni del 1983. In questa occasione, a chi la accusò di aver preferito la violenza alla diplomazia, rispose: "Chi si trova in guerra, non si può far distrarre da complicazioni diplomatiche, deve superarle con ferrea volontà". Si diffuse così un'ondata di patriottismo nel Regno Unito. Un' atmosfera ottimista che fu però spenta dalle critiche internazionali che colpirono la Thatcher per la sua controversa amicizia con Pinochet, di cui la leader britannica apprezzava l'anticomunismo e il liberismo. La Lady di ferro si oppose infatti ai tentativi di mettere Pinochet sotto processo per i crimini compiuti nel Cile dell'epoca della dittatura militare.

Margaret Thatcher: Luci e ombre di una Lady di ferro - photo
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Nel 1989, quando introdusse la cosiddetta poll tax, considerata la sua più infelice riforma fiscale, la popolarità della Thatcher però iniziò a declinare. Questa misura molto impopolare provocò uno sciopero a cui parteciparono più di 18 milioni di persone ma la Lady di ferro non cambiò idea e proseguiì dritta per la sua strada, come aveva semrpre fatto. Il suo carattere di pietra cominciò così ad infastidire i membri del suo stesso partito, un po' stanchi della sua incrollabile intransigenza. Inoltre, in questo terzo mandato, accentuò la sua ostilità nei confronti dell'Europa e si oppose fermamente al progetto di creare l'Unione europea. Questo provocò un'ulteriore spaccatura all'interno del partito e, in breve tempo, gli altri leader conservatori la misero da parte, preferendogli nel 1990 l' avversario Michael Heseltine. Così, dopo una vita dedicata alla politica, al Regno Unito, alla lotta per vincere, nel bene e nel male, i pregiudizi contro chi non credeva in lei perchè donna, Margaret Thatcher se ne andò dal numero 10 di Downing Street con le lacrime agli occhi. La donna di ferro, che non aveva mai indietreggiato di un millimetro di fronte alle polemiche, alle battagile politiche, alle controversie internazionali, alla satira più violenta, lasciò la casa che per 11 anni e mezzo l'aveva ospitata. Lo fece salendo in macchina sotto i riflettori, chiudendo non solo una porta ma anche un'epoca.

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Margaret Thatcher: Luci e ombre di una Lady di ferro
Crediti: Margaret Thatcher