Marco Mengoni: Io ti aspetto, platino dopo l'accusa di plagio

Io ti aspetto, disco di platino di per Marco Mengoni
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In attesa di scoprire il nuovo album, Marco Mengoni mette a segno l’ennesimo successo con il disco di platino ottenuto da “Io ti aspetto”, brano recentemente accusato di plagio.

Prosegue l’estate al lavoro per Marco Mengoni, in studio di registrazione per il nuovo album, seconda parte di Parole in Circolo: come vi abbiamo svelato sulle pagine di melty, il quarto lavoro in studio del cantante di Ronciglione potrebbe essere pubblicato entro la fine del 2015, in particolare nel mese di dicembre. Nell’attesa, Marco Mengoni ha messo a segno l’ennesimo successo con il disco di platino ottenuto da “Io ti aspetto”, terzo singolo estratto dall’album dei record “Parole in Circolo”: il brano ha superato le 50000 copie vendute e si aggiunge ai quattro dischi di platino di “Guerriero” e al disco di platino di “Esseri Umani”. Marco Mengoni ha festeggiato con l’Esercito di fan il successo con un post sul profilo ufficiale Facebook: "Che gli occhi si abituano a tutto e i piedi si alzano in volo…”: in attesa del 2DUE/DI2DUE IO TI ASPETTO è disco di PLATINO!”. Nei giorni scorsi “Io ti aspetto” è però stato accusato di plagio, di cosa si tratta?

A lanciare la notizia è Dagospia che riporta una somiglianza tra “Io ti aspetto” di Marco Mengoni e il brano dell’autore francese Matt Polora “J’attendais”, inserito nella colonna sonora del musical “Robin Des Bois”. L’accusa è stata confutata dagli stessi autori di “Io ti aspetto” Dario Faini e Ermal Meta che hanno infatti dichiarato a Rockol di non conoscere il brano francese né il suo autore e soprattutto hanno fatto notare come i brani siano diversi, sia per quanto riguarda le melodie sia per gli arrangiamenti: "Le due canzoni non c'entrano nulla l'una con l'altra. 'J'attendais' è uno standard armonico, la nostra no. A parte il titolo, che è evidentemente una coincidenza, melodia, scansione ritmica, sonorità e struttura sono completamente diverse”. A conti fatti, sembra dunque che non ci sia traccia del presunto plagio/somiglianza riportata da Dagospia. Voi cosa ne pensate?

Crediti: YouTube, Pacific Press, Getty Images