Management del Dolore Post-Operatorio per L’indiece di melty: “I Love You” non è un album per vecchi

Management del Dolore Post-Operatorio
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Abbiamo intervistato il Management del Dolore Post-Operatorio in occasione del nuovo “I Love You”. Siete avvisati: non è un album per vecchi, ma il disco più bello e meno maturo del gruppo, per chi non ha mai smesso di avere 16 anni.

“I Love You” – il nuovo album pubblicato dal Management del Dolore Post-Operatorio per La Tempesta Dischi – è probabilmente il migliore dei tre lavori pubblicati dalla band di Lanciano. Si sbaglia di grosso, però, chi crede che si tratti del disco più maturo. “Per il nuovo album mi sono dedicato a un lavoro di scrittura “all’incontrario”: ho tolto la poesia e la maturità dalle canzoni, ho fatto uscire la parte più libera e cazzona, anche se si poteva correre il rischio di dire qualcosa di scomodo o sbagliato”. Abbiamo intervistato Luca Romagnoli, cantante del gruppo, per scoprire cosa si nasconde dietro uno dei lavori più interessanti di questa prima parte dell’anno. Un album sincero, diretto, estremamente giovane e provocatorio, in perfetto stile Ma.De.Do.Po., ma più denso rispetto ai dischi precedenti. “I Love You” è uno spaccato di quell’amore così diverso da ciò che ci viene propinato ogni giorno dalle fiction televisive, dalla malinconica ballata di ‘Se ti sfigurassero con l’acido’ alla narcisistica storia de ‘Il mio giovane e libero amore’. “I moralisti si tappino le orecchie, non si scandalizzino le signorine per bene”: L’indiece di melty presenta…il Management del Dolore Post-Operatorio!

Management del Dolore Post-Operatorio: "I Love You"
Management del Dolore Post-Operatorio: "I Love You"

L’indiece di melty: Cosa significano la cover del disco e il titolo “I Love You”? Rimandano al concetto della cura. In copertina c’è un dottore che cura un animale estinto: quell’animale è il dinosauro che vive in ognuno di noi, è il vero uomo che ciascuno porta sepolto dentro di sé. In generale con quest’album siamo tornati 16enni: è un disco per chi crede ancora in qualcosa, per gente giovane dentro. Con “I Love You” abbiamo voluto rappresentare diverse forme di amore, ben differenti da quelle che vengono propinate dalla stupida fiction televisiva di turno.

“Dio” e “la morte” mi sembrano altri due temi chiave dell’album. Che pensi al riguardo? Diciamo che i temi principali alla base del nuovo disco sono la libertà e la ribellione contro tutte le cose che ci vengono imposte. In questo senso intenderei Dio come “l’educazione cattolica” e la morte come “qualcosa che viene imposto dalla natura”. L’idea è di voler lottare contro tutto ciò che non ci va bene, persino contro una cosa mentalmente imposta come la morte (che in ogni caso a livello filosofico si può superare). La paura della morte leva tanta libertà e tanta gente approfitta di questo timore. John Lennon diceva “Dio è un concetto con il quale misuriamo il nostro dolore”.

Cos’è cambiato rispetto al primo album, “Auff! ”? Principalmente l’approccio ai testi. Per il nuovo album mi sono dedicato a un lavoro di scrittura “all’incontrario”: ho tolto la poesia e la maturità dalle canzoni, ho fatto uscire la parte più libera e cazzona, anche se si poteva correre il rischio di dire qualcosa di scomodo o sbagliato. Il mio libro preferito è sempre stato “Il piccolo principe” e io più cresco, più divento piccolo e stupido. Spesso le persone ragionano in un modo orribile nei confronti della carriera di un gruppo o di un artista. I fan vorrebbero un’evoluzione, sanno già la strada giusta che dovrebbe prendere un gruppo: bisogna diventare più poetici, più complessi. Noi i nostri fan non li vogliamo abituare, quindi lavoriamo all’incontrario. Tutto quello che ti ho appena detto è il succo dell’ultimo brano di “I Love You”: ‘Lasciateci divertire’.

Uno dei brani più interessanti di “I Love You” è ‘Scimmie’. Com’è nato? È stato ispirato dalla filosofia Raeliana. I raeliani ritengono che siamo stati creati da una razza aliena super sviluppata: qualcuno dice che quelle raeliane sono follie e che i loro adepti sono folli. Per me è folle chi segue sempre una stessa linea di pensiero e per quanto mi riguarda sono sempre stato curioso come un bambino e cerco di provare interesse per tutto. Il brano è poi dedicato al Prof. Di Bene, di Lanciano: lui parla dell’Homo Tecnologicus, prossima evoluzione del Sapiens Sapiens. Racconta “il sogno divertente di chi non vuole più essere il discendente diretto delle scimmie ed ha voglia di entrare finalmente nell’era moderna. Un inno alla tecnologia, alla scienza e alla cultura, contro le superstizioni, l’odio e il dolore”. Con l’uomo tecnologico, che non muore più, finalmente saremo tutti uguali.

Management del Dolore Post-Operatorio: 'Scimmie'
Management del Dolore Post-Operatorio: 'Scimmie'

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C’è un brano di “I Love You” chiamato ‘Il primo maggio’. Voi l’anno scorso siete stati al Concertone di Roma, quest’anno a quello di Taranto. Che ci raccontate al riguardo? C’è palco e palco: il Primo Maggio di Roma, si sa, è finanziato dall’Eni e da grandissime banche. È poi appoggiato da sindacati che quasi mai hanno aiutato i lavoratori. Poi naturalmente i big che prendono parte al Concertone vengono pagati. A Taranto, invece, c’è un’atmosfera genuina: si parla di tematiche reali, i presenti hanno ascoltato discussioni e parlato di battaglie politiche. La gente la battaglia la sente davvero solo quando sul palco si dice il vero. Ah, una cosa importantissima: a Taranto gli artisti naturalmente vanno gratis. Ci siamo trovati benissimo quest’anno lì a Taranto: c’era un atmosfera sensazionale e speriamo di tornarci anche il prossimo anno.

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Crediti: web , YouTube