Macchinizzare l'uomo: Lady Gaga pirandelliana

Copertina dell'ultimo album intitolato Joanne
Ecrit par

Lady Gaga è malata di fibromialgia: date europee annullate. Questo evento può essere inteso come l’apice di un suo percorso di umanizzazione? Nel romanzo di Pirandello “I racconti di Serafino Gubbio operatore” avviene un processo inverso, in cui il protagonista si macchinizza sempre di più.

RIO DE JANERO – Durante il Rock in Rio tra i vari artisti non era presente Lady Gaga per inaugurare il festival musicale nella città carioca. Il 15 settembre è stata solo la prima data in cui la star era assente a causa dei problemi di salute che ha poi annunciato pubblicamente. La cantante americana soffre di fibromialgia, malattia che provoca dolore e rigidità muscolare. Per tale ragione non solo Lady Gaga non si è presentata al festival brasiliano, ma ha anche annullato le date europee del suo Joanne World Tour.

Ritroviamo una Lady Gaga radicalmente diversa da colei che indossava nel 2010 il tanto contestato meat dress, in occasione degli MTV Video Music Awards.

La donna che si manifesta al mondo nel 2017 è umana. Traspare un po’ meno Lady Gaga, a favore di Stefani Joanne Angelina Germanotta.

Ciò che spiazza è il fatto che una star di fama mondiale, in un secondo, divenga un essere umano.

Non è certamente il solo caso quello della cantautrice americana, ma è un esempio emblematico per analizzare la nostra visione delle star.

La sua malattia è un pretesto per capire come la persona famosa è vista dai fan: spesso essi non si rendono conto di come l’entourage di luci, fama e paillettes che le accompagna offuschi le persone umane nascoste dietro allo star system.

Il rischio è quello di vedere Lady Gaga (esempio tra altri personaggi famosi) come parte di una macchina da spettacolo che disumanizza e ingloba l’umanità di coloro che si esibiscono su un palco. Per tale ragione, quando avviene qualcosa che li riporta al livello degli altri esseri umani, è come se la loro vita che appare attraverso le telecamere venga scalfita da episodi prettamente umani: malattia, morte, sofferenza. Colui che sta male è visto, agli occhi degli altri, in una dimensione più umana, poiché tutti gli uomini la provano.

meat dress lady gaga
Il meat dress indossato dalla cantante

Stefani Germanotta, unita al mondo dello spettacolo e messa su un palco, diviene Lady Gaga;

allo stesso modo Serafino Gubbio, unito alla sua cinepresa, “smette di essere umano e diviene una mano”.

Nel romanzo di Pirandello, il cineoperatore si racconta così: “Che volete farci? Io sono qua. Servo la mia macchinetta, in quanto la giro perché possa mangiare. Ma l’anima, a me, non mi serve. Mi serve la mano; cioè serve alla macchina.”

Serafino lavora tutti i giorni con la sua presa, egli è al servizio di essa e piano piano il suo essere a contatto tutti i giorni con lei, lo rende assente dalla realtà.

“Quaderni di Serafino Gubbio operatore” è un esempio di critica pirandelliana che vuole condannare le macchine come strumenti alienanti per l’uomo e per la società. Serafino smette di essere umano: egli non è nient’altro che una mano che gira la cinepresa. Dunque l’unione dell’operatore con la macchina che riprende gli spettacoli crea qualcosa di nuovo: una “antropomacchina” al servizio della riuscita del film.

Il processo di disumanizzazione raggiunge il suo punto culminante alla fine dello scritto pirandelliano. Serafino, dalla sua telecamera, riprende meccanicamente con la cinepresa una scena di terribile violenza: l’attore Aldo Nuti uccide la fascinosa attrice Nestoroff. Aldo avrebbe dovuto uccidere una tigre (presente in scena), la quale invece aggredisce l’attore.

L’operatore, che sta filmando la scena, diviene muto per lo shock e rinuncia ad ogni forma di sentimento e di comunicazione. Non riesce più ad avere un riscontro con ciò che gli sta intorno perché è oramai agglomerato e annichilito dalla tecnologia.

Ecco cosa afferma: “Voglio seguitare così – solo muto e impassibile – a fare l’operatore”.

luigi-pirandello.jpg
L'autore Luigi Pirandello

Come dunque Serafino utilizza solo una parte di sé (cioè la mano) per tutto il tempo, Stefani Germanotta, soprattutto all’inizio della sua carriera, ha utilizzato solo una parte di sé: quella parte forte e carismatica chiamata Lady Gaga.

Rispetto a dieci anni fa, notiamo una progressiva umanizzazione, un processo contrario alla formazione della “antropomacchina” di cui si parla precedentemente a proposito del personaggio pirandelliano.

L’ultimo album della cantante già dalla copertina è molto meno “spettacolare”: sono utilizzati toni tenui (rosa il cappello e azzurro lo sfondo) e nessuna stravaganza in stile meat dress.

Chissà che ciò non sia stato un preludio per annunciare che il Joanne World Tour avrebbe preso tinte deboli, a causa della insolita debolezza mostrata dalla cantante.

Giorgia Ciriello

Crediti: melty.fr