Casaleggio: Intervista a Nuzzi, "Rivolte dopo shock economico"

Gianroberto Casaleggio
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Gianroberto Casaleggio a tutto campo intervistato da Gianluigi Nuzzi. Il guru dei 5 Stelle preconizza un futuro nefasto per l’Italia: si verificheranno disordini sociali senza risposte economiche. Guarda il video dell'intervista.

Il guru torna a parlare. Gianroberto Casaleggio, a margine della rassegna letteraria “Ponza d’Autore”, è stato intervistato dal giornalista di “Libero” e celebre autore di “Vaticano S.p.a” Gianluigi Nuzzi. Il Casaleggio-pensiero spazia tra democrazia digitale e scenari futuri dell’Italia (politica e non). Per il vate telematico del Movimento 5 Stelle l’avvenire prossimo del nostro paese non è dei migliori: “Tra qualche mese ci sarà un pesante shock economico, che ridefinirà il concetto di democrazia rappresentativa”, ha vaticinato l’imprenditore del marketing digitale (da poco “scaricato” dalla casa editrice “Chiarelettere”), che ha aggiunto: “Ci sarà uno spostamento da problemi a carattere politico a problemi sociali: disordini, rivolte (…) Non una guerra civile, ma qualcosa di difficilmente controllabile dalle forze politiche”, ammonisce il sodale di Beppe Grillo.

Casaleggio, nel corso dell’intervista, tocca anche il tema delle (chimeriche) riforme istituzionali e dell’agognata legge elettorale: “Serve una rivisitazione complessiva della Costituzione, in favore di una maggiore democrazia diretta. Alcuni esempi: referendum propositivo senza quorum (la Carta prevede attualmente solo l’istituto del referendum abrogativo, n.d.r), elezione diretta dei candidati su base circoscrizionale e introduzione del vincolo di mandato, per evitare che un eletto tradisca gli impegni con i suoi elettori”. Una mini-rivoluzione, per una nazione che ha veleggiato per decenni nelle acque torbide della partitocrazia, degenerazione della democrazia parlamentare: “I partiti sono costruzioni, dunque come sono stati creati vanno cambiati, sostituiti. Il partito è l’espressione di una delega: voti il partito e lui pensa per te”, sentenzia. Dopo il vertice con il Presidente Giorgio Napolitano e l’incontro (mancato) con gli imprenditori del Nord, Casaleggio ripropone dunque una veste “anti-sistema” e dichiara: “In caso di accordo di governo con il Partito Democratico, lascio il Movimento”. La possibile intesa tra Democratici e Pentastellati, "assaporata" dopo l'imbarazzo Pd per il caso Alfano-Shalabayeva e l'ipotesi di rimpasto avanzata dal segretario Guglielmo Epifani, sembra così spegnersi sul nascere.

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