M5S: Bartolomeo Pepe dopo Enza Blundo, l’ignoranza galoppa

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“Chissenefrega dov’è il Senato, lo troviamo su Google! ”, ha detto ieri il neo senatore del M5S Bartolomeo Pepe ai microfoni de ‘La Zanzara’. Il 26 febbraio la collega Enza Blundo dimostrava di non conoscere il numero dei Parlamentari.

Beppe Grillo usa la rete, la rete si ribella a Grillo. La petizione su change.org (“Grillo dacci la fiducia”) lanciata da Viola Tesi, poi scomunicata dal Movimento, non è nulla rispetto alla serie di interviste che i neo eletti del movimento stanno rilasciando a radio e televisioni e che rimbalzano immediatamente sul web. Errori, gaffe, ammissioni di ignoranza: siamo sicuri che al popolo italiano basti la voglia di rimboccarsi le maniche per darsi un governo? Il motivo per cui Grillo ha sempre parlato da solo e senza controparte, e le ragioni per cui Casaleggio imponga ai neo-parlamentari una comunicazione che passi quasi esclusivamente dai vari canali YouTube, sono ormai flagranti. Ieri il giornalista e attivista Bartolomeo Pepe, che si è distinto in diverse battaglie ecologiche del napoletano, ha ammesso candidamente di non sapere cos’è Palazzo Madama e quindi neppure dove si trova il Senato. “Lo trovo su Google”, ha scherzato ai microfoni de ‘La Zanzara’ su Radio24. “Prenderò un taxi e ci andrò”, ha aggiunto, tradendo persino il suo spirito ecologista.

M5S: Bartolomeo Pepe dopo Enza Blundo, l’ignoranza galoppa - photo
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I maligni Giuseppe Cruciani e David Parenzo, che conducono il programma radiofonico, lo hanno incalzato sulla procedura di elezione del Presidente della Repubblica. “Ma che domanda è, io ho leggermente da fare”, ha ripetuto il neo senatore, sostituendo poi l’avverbio “leggermente” col simpatico “un attimino da fare”. E ha concluso “Non mi va di esssere preso per i fondelli”. Malignità dei giornalisti a parte, è palese come i grillini vadano in tilt quando si confrontano con delle domande, proprio perché, nascondendosi nelle trame della rete e disponendo soltanto di canali di comunicazione unilaterale, non hanno avuto il tempo di sperimentare in passato il rapporto con la stampa. La povera Enza Blundo, eletta per il Senato in Abruzzo, tremava ai microfoni di ‘Un giorno da pecora’, su Rai 2, il 26 febbraio. In quell’occasione non soltanto si è detta “a favore del registro delle unioni civili”, dimenticandosi forse che ci vuole una legge per istituirle, ma è caduta sul numero dei parlamentari. Parlando del taglio agli scranni delle due camere, le è stato chiesto: ‘Ma quanti senatori basterebbero? ’ “Trecento”, ha risposto. ‘E quanti deputati? ’ “Cinque o seicento”. Lo status quo, insomma...

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