Alessandro Degli Angioli (M+A) tra Glastonbury e il Guardian, l'intervista per L'indiece di melty

M+A - L'intervista per l'indiece di melty
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La nuova intervista de L’indiece di melty è ad Alessandro Degli Angioli degli M+A, duo elettro-pop con un nutrito seguito in Inghilterra. Tra Glastonbury, il singolo ‘Do The Shout’ e il nuovo Ep, il ritratto della band amata dal Guardian.

L’intervista ad Alessandro Degli Angioli degli M+A (Michele Ducci e Alessandro Degli Angioli) nasce in seguito alla pubblicazione di ‘Do The Shout’, primo estratto del prossimo lavoro discografico del duo elettro-pop di Forlì: l’Ep 4-tracce “Anyway Milkyway”. L’ultimo singolo – che puoi ascoltare nella playlist di melty di febbraio – è una dance festosa che strizza l’occhio al miglior pop internazionale: la risposta italiana di qualità al sound di Caribou. Un gruppo, gli M+A, sinonimo di orgoglio per il nostro Paese: hanno suonato quest’estate al Glastonbury Festival 2014 dopo aver vinto il contest connesso al Festival, sono stati selezionati dal prestigioso giornale britannico Guardian per la rubrica “artisti del giorno” e continuano a ricevere un buon riscontro di pubblico e critica tanto in Italia quanto all’estero. Di seguito l’intervista ad Alessandro per L’indiece di melty.

Quando nasce il progetto degli M+A? Circa 5-6 anni fa. Io e Michele suonavamo in un’altra band, poi decidemmo di portare avanti un progetto comune. Al tempo eravamo concentrati più sull’indie elettronico e mandammo il primo materiale registrato con il nome ‘M+A’ a diverse etichette estere: la Monotreme Records rispose al nostro appello così decidemmo di pubblicare con loro il nostro debut-album. Siamo legati all’estero in questo senso, in Italia invece è Foolica che segue l’aspetto manageriale del gruppo e la Sugar quello editoriale. Il prossimo Ep, comunque, uscirà autoprodotto: ci sono delle etichette che si sono fatte vive nell’ultimo autunno e volevamo essere più liberi nel caso si faccia avanti qualche nome grosso.

Veniamo a “Anyway Milkyway” e al singolo ‘Do The Shout’. C'è molto Caribou in questo pezzo… Sicuramente c’è anche un’influenza di Caribou nel nostro ultimo singolo, anche se è un artista che ascoltavamo molto un paio d’anni fa. Per quanto riguarda “Anyway Milkyway” sarà un Ep composto da 4 brani: lo vediamo un po’ come un disco di transizione tra l’ultimo lavoro degli M+A e i cambiamenti che ci saranno con il prossimo album. Sarà una piccola “raccolta” delle influenze e delle esperienze vissute durante l’ultimo anno; un trampolino di lancio per il nostro prossimo disco per cui siamo già a lavoro. La scelta di ‘Do The Shout’ come primo singolo estratto è stata soprattutto dettata dal fattore tecnico-logistico: era l’unico pezzo con il master già pronto, essendo il primo arrangiamento che avevamo sistemato.

Domanda "obbligata": cosa ha rappresentato per gli M+A il Glastonubury Festival 2014? Il Festival di per sé non ha cambiato il nostro approccio musicale, ma ci ha aperto diverse porte sia per quanto riguarda i concerti che per il punto di vista promozionale. Ci ha dato una grande possibilità di metterci alla prova, questo è certo: Il Glastonbury ci ha dimostrato le cose che funzionavano nel gruppo e quello che erano ancora da migliorare.

Suonate da tempo sia in Italia che all’estero: come risponde il pubblico ai vostri concerti? Sicuramente la nostra fan-base più nutrita è in Inghilterra, ma siamo continuamente sia all’estero che in Italia. Una differenza però c’è: in linea di massima il pubblico estero è più “istruito”, nel senso che è più preparato alla situazione del live. In Italia non è sempre così, a volte non si capisce cosa si ha davanti. Ti spiego: siamo abituati ai nostri set come un tutt’uno di musica e divertimento: magari in Italia rispetto all’Inghilterra conoscono meglio le nostre canzoni, ma si lasciano andare meno durante i concerti, vivono di meno l’aspetto della performance dal vivo. Probabilmente nel nostro Paese è mancata culturalmente questa specifica fetta di pubblico, abituata ad un certo tipo di pop più “complicato”. Non è facile costruire in Italia un pubblico con questo tipo di musica.

Crediti: Youtube, web