Lo Stato Sociale al Festival Maggio: “Abbiamo una fotta tremenda!”

"L'Italia Peggiore" è l'ultimo singolo de "Lo Stato Sociale"
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L'anteprima mondiale del nuovo album de Lo Stato Sociale sarà a Parigi domenica 18 maggio, in occasione del Festival Maggio. “Abbiamo una fotta tremenda, siamo una pentola che trabocca e vogliamo buttare giù il coperchio”. Parola di Bebo.

Glossario per i non bolognesi: la “fotta” è la rabbia, è l'energia, la voglia di fare, che agita i cinque ragazzi de Lo Stato Sociale in vista del nuovo tour. “Due anni e mezzo suonando le stesse canzoni, non ne potevamo più. Noi che odiamo fare le prove, ci stiamo divertendo da matti”. A parlare dalla sala prove è Alberto Guidetti, alias Bebo, che del gruppo è come il papà saggio: “E sono davvero fiero, perché siamo riusciti a coccolare le nostre idee con gli arrangiamenti giusti”. Vi aspettate l'elettronica orecchiabile di “Turisti della democrazia”? Vi sbagliate di grosso. Il nuovo album “L'Italia peggiore” (in uscita il 2 giugno) abbandona il pop e si dirige verso un indie-rock più scarno, si arricchisce di un paio di pezzi reggae e della collaborazione di Er Piotta in “Questo è un grande paese”. C'è più rabbia, meno ironia, “è una roba che ti arriva in faccia” - chiosa Bebo. “Turisti della democrazia” vi ha fatto ballare al primo colpo? Questo disco dovrete ascoltarlo più volte per amarlo, e vi piacerà anche di più. Perché è vario, ha un suono più maturo e soprattutto perché, se siete incazzati, vi sfogherete ancora meglio

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Lo Stato Sociale al Festival Maggio: “Abbiamo una fotta tremenda!”

Bebo, “L'Italia Peggiore” vi ha cambiato. Abbiamo ascoltato il disco ma causa embargo non possiamo raccontarlo. Perché sarà diverso? In questo disco cambia tutto, e ti assicuro che il cambiamento è stato molto naturale. Neanche facendo pop elettronico avevamo un modello di riferimento, non siamo capaci di seguire un unico percorso, abbiamo bisogno di variare. L'elettronica ora è meno presente ma spinta al massimo in pezzi come “Il Sulografo”, c'è Checco che canta un pezzo reggae, il suono va più in una direzione indie-rock. Abbiamo comprato gli strumenti giusti, che prima non potevamo permetterci. Io ho una drum machine analogica, Checco ed Enrico (sintetizzatore e voce, ndr) sono passati anche loro all'analogico con tastiere MS20. Finalmente abbiamo potuto coccolare le nostre idee musicali.

Questo è un grande paese

E i testi? Eravate ironici e sarcastici, ora siete proprio incazzati. E come si fa a non essere incazzati in un momento del genere? Abbiamo scritto “Turisti della democrazia” quando avevamo 25-26 anni, ora siamo tutti sulla trentina. Ci sono storie diverse ma posso rassicurare tutti: c'è anche la stessa voglia di divertire. Le canzoni sono da ballare e da urlare, solo che stavolta i testi arrivano più dritti in faccia. C'è rabbia politica, ma anche rabbia personale e sentimentale, perché, come diceva Lou Reed, la musica parla di poche cose: amore, droga e morte. E' un disco velocissimo, non ho mai usato usato DPM così alti. Questa volta son petardi, magari un'altra volta saranno lentoni d'amore.

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Noi che andremo al Festival Maggio di Parigi avremo un bel privilegio: il disco lo ascolteremo dal vivo in anteprima. Anche questa ce la devi spiegare. La vera data zero del nostro tour sarà Genova (il 24/5 al Teatro dell'Archivolto, ndr), per tutta una serie di ragioni: Genova per noi trentenni rappresenta la fine del Movimento nel 2001, e allo stesso tempo la nascita di una sinistra più sfaccettata e cinica. Lì ci sarà un allestimento più curato, festeggeremo l'inizio del tour italiano. Parigi con il Festival Maggio e Berlino (martedì 20 maggio) saranno le prove generali: in Italia è sempre difficile suonare brani che il pubblico non conosce, all'estero si può fare. Come sarà il live? E' un disco molto arrangiato, quindi dovremo svuotarlo con arrangiamenti più adatti al concerto dal vivo. Er Piotta? Lo sostituiremo a modo nostro, con una bella sorpresa. Abbiamo una fotta tremenda, ci sentiamo come una pentola che bolle e trabocca, abbiamo una gran voglia di dare un calcio al coperchio.

Lo Stato Sociale al Festival Maggio: “Abbiamo una fotta tremenda!” - photo
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Nicola Accardo

Crediti: Lo Stato Sociale, Archivi web, facebook