Lo Chiamavano Jeeg Robot: Gabriele Mainetti tra  Go Nagai e il sequel con l'apertura a Luca Marinelli

L'intervista a Gabriele Mainetti sul red carpet dei Nastri D'Argento
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Gabriele Mainetti ai Nastri D’Argento ci ha raccontato in esclusiva dell’incontro con Go Nagai, del sequel de “Lo Chiamavano Jeeg Robot” e del ritorno di Luca Marinelli!

(a cura di Thomas Cardinali) - Il fenomeno “Lo Chiamavano Jeeg Robot” ha conquistato l’Italia attraverso il fenomeno del passaparola ricevendo ben 7 David di Donatello (leggi l'editoriale) e ora le candidature ai Nastri D’Argento (leggi l'intervista a Marco D'Amore e Claudio Cupellini) del sindacato giornalisti cinematografici italiani con il regista Gabriele Mainetti, anche produttore del film, definito da molti come l’uomo dell’anno: “Magari lo fossi. I Nastri sono un’altra cosa rispetto all’Accademia, lì ci sono colleghi e collaboratori e qui i giornalisti. È sempre bello, è un film a cui vogliono bene tutti. Forse abbiamo fatto bene perché spesso capita di convincere il pubblico e i colleghi e non i giornalisti, qui ce l’abbiamo fatta”. Il regista Gabriele Mainetti ci ha voluto raccontare l’emozione di essere stato ospite del Festival di Tokyo in Giappone dinanzi al maestro Go Nagai, il creatore del fumetto Jeeg Robot che ha ispirato il film: “Io a Tokyo ero sul palco con un moderatore che mi faceva le solite domande e io rispondevo in modo succinto perché non vedevo l’ora di sapere se Go Nagai aveva amato il film. Lui è stato il primo ad alzare la mano e mi ha chiesto ‘quando lo fai il sequel? questo film è troppo bello’. Lì mi sono rilassato e alla fine l’ho ringraziato e mi ha invitato a cena. Siamo andati io, lui, Claudio Santamaria e la moglie e ci siamo ubriacati”.

Gabriele Mainetti ci ha anche parlato del sequel, richiesto come già detto proprio dal maestro Go Nagai, spiegando come ci siano delle novità: “Ci stiamo pensando al sequel. Anzi, ci siamo seduti abbiamo ragionato ed è importante che si faccia un film all’altezza del primo che fare un qualcosa di paraculo. Abbiamo una grande responsabilità e ci spinge a fare tanto”. Alla domanda se avesse rimpianto la morte con decapitazione dello Zingaro di Luca Marinelli (vedi l'intervista dopo i David Di Donatello) che ne esclude il ritorno in un sequel il regista lancia una suggestione che scalderà il cuore di tutti i fan:“Perché non potrebbe tornare? Sai è un film di fantascienza, quindi… Non lo so se ci sarà Luca, al momento non c’è ma in tanti mi dicono di riportare in vita Marinelli quindi vedremo”. È proprio il caso di dire che in quel caso non sarebbe "un'emozione da poco".

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Crediti: Nausica Frau, Thomas Cardinali