Leonardo DiCaprio: Due giorni con “Revenant” a Roma, il diario con foto e video

Leonardo DiCaprio al photocall
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Leonardo DiCaprio è stato nella Capitale per poco più di 24 ore, ma gli sono bastate per lasciare un segno indelebile: il diario di due giorni con il “Revenant -Redivivo”.

(A cura di Thomas Cardinali) - È difficile trovare un fandom in grado di amare a dismisura un attore. È più semplice trovare una saga in cui un attore si identifica, vedi gli attori de “Il Signore degli Anelli”, “Star Wars” o più recentemente i tanti omaggi al compianto Alan Rickman per l’interpretazione di Severus Piton in “Harry Potter” quasi tralasciando il resto di una grandissima carriera. Per questo è stata sorprendente l’ondata di folla mossa a Roma da Leonardo DiCaprio. L’emozione di poter essere intorno al red carpet della Casa del Cinema e dire “io c’ero”. Noi c’eravamo, sul red carpet dalle 3 del pomeriggio, e possiamo dire che la passione era così forte quasi da poterla respirare. Un'attesa quasi snervante (vedi le foto dei fan), con un ticchettio di lancette che sembrava separarci dal lancio dello shuttle nello spazio. Alle 18:30 però c’era la proiezione stampa, quindi via di corsa al Barberini dopo un rapido saluto ai fan. Il grande cinema non è quello degli attori, ma l’emozione della sala (anche se diciamo la verità, Leo lo avremmo visto la mattina dopo in ben altri contesti e la curiosità per il film era troppa). Sin dalle primissime immagini, con un piano sequenza da urlo, è chiaro che Alejandro Gonzalez Iñárritu abbia regalato un capolavoro. Un film destinato ad entrare nella storia per come è stato girato, le tecniche utilizzate e soprattutto le emozioni trasmesse soltanto con il corpo e gli occhi da quello straordinario attore per il quale migliaia di persone hanno atteso 10 ore per 10’’. Un giorno, forse, potremmo dire “siamo i primi in Italia ad aver visto “Revenant - Redivivo”, il film che ha consegnato nella storia un dio della recitazione” (anche se la scaramanzia non è mai troppa).

Finita la proiezione alle 9 però ci siamo subito concentrati nuovamente su ciò che stava succedendo alla Casa del Cinema e abbiamo effettuato un rapido scambio di telefonate con le amiche rimaste sul red carpet: “Leo è passato”?, ed una risposta negativa ha scatenato una corsa alla Forrest Gump. L’attore ha bissato così il ritardo del 2006 di un’ora quando venne in periferia a Tor Bella Monaca, ma quella era un’altra storia. Via Veneto in salita sembrava una montagna, ma l’autobus è stato un valido alleato. Per pochissimi minuti non vediamo Leonardo (guarda le foto) e la delusione è stata forte, ma la security ci avverte: “Saluta tutti e se ne va a cena”. Un comportamento da vero divo dunque, ma il sorriso e il saluto prima di salire sul suo NCC sono stati gli unici segni di serenità in due giorni. Non sapevamo dove sarebbe andato a cena, con le scommesse che tendevano verso “L’Antica Pesa”, ma alla fine la professionalità ha ripreso il sopravvento sullo spirito da irriducibile fan boy. Tutti a casa per scrivere la recensione e preparare le domande: la mattina dopo quegli occhi azzurri ci avrebbero guardato, almeno quella era la speranza, in conferenza stampa.

Sveglia presto e litri di caffè dopo 3 ore di sonno. La prima sorpresa è stata scoprire che il ristorante scelto dal divo hollywoodiano era “Dal Toscano”, sovvertendo dunque i nostri pronostici. La frenesia di poter incontrare finalmente da vicino uno dei motivi che ti spinge ad amare questo lavoro era forte e c'era la voglia di portare avanti le lancette per magia. L’Hotel St. Regis, uno dei più belli della Capitale e con una hall che ricorda il salone del Titanic (o forse è solo una suggestione per gli amanti di Leonardo), è stata la location scelta per l’attività stampa. All’arrivo c'è stato subito un primo controllo con una lista dopo la quale ci è stato consegnato un pass. Tutto è stato fatto con grande formalità dando un’aria di una missione alla 007 invece di un evento lavorativo. Il photocall in giardino è sembrato come un raggio di sole data la quasi inafferrabilità dei personaggi. Mancava sempre meno e Leonardo DiCaprio e Alejandro Gonzalez Iñárritu sarebbero stati pronti a rispondere alle nostre domande. La Sala è la Principe è più piccola delle altre e sembrava dare una sensazione famigliare all’incontro. Leonardo DiCaprio è entrato per primo seguito dal regista tra gli applausi della stampa italiana accolto con un: “Siamo orgogliosi di avere qui uno degli attori migliori del mondo”. Ti viene in mente dinanzi a questo attestato quello che fece all'attore un’altra icona della storia del cinema: “Leonardo ha dentro di sé il fuoco sacro della recitazione”. Lo disse una persona come Meryl Streep, che di statuette all’Oscar se ne intende. Il magnetismo dei suoi occhi azzurri ha fatto provare una sensazione così simile a quella dello sguardo della Gioconda. Leonardo non ci ha mai guardato fisso, ma sembra come che i suoi occhi calamitano la tua attenzione facendoti credere che ciò stava effettivamente accadendo. L’incontro stampa (leggi qui il resoconto) è durato 30’ e ci è stato proibito di scattare foto o di alzarci per provare ad ottenere un autografo ricordo (magari su “The Aviator”, che è ad oggi il suo maggior “Oscar morale”). Leo se ne è andato e sembrava finita, ma ecco tornare lo spirito del fan boy.

L’attesa nella hall dell’albergo, mentre si preparava il report dell’incontro, è diventata quasi snervante: Leonardo e Iñárritu stavano rilasciando interviste private alle tv. Ogni volta che un collega entrava all’interno sembra quasi di barrare una casella del countdown. Sono circa le 16:30 quando tutto sembrava davvero finito e circa 15’ dopo un uomo esce dalla sala: è Alejandro Gonzalez Iñárritu, che è gentilissimo e si è fermato per due battute con noi. Il suo autografo su "Birdman" sarà uno dei ricordi più belli da conservare soprattutto per il modo in cui è arrivato, in un contesto riservato e non da scalmanato come sarebbe invece stato sicuramente qualche anno fa. Leo purtroppo sembrava quasi diventato “l’uomo invisibile” e pareva si stesse divertendo in una sorta di “Prova a prendermi”. Di fronte all’albergo a morire di freddo con una speranza vana c'erano circa 50 fan, alle quali va tutta la solidarietà. Iniziava a spargersi la voce che Leonardo avesse deciso di uscire dal retro direttamente in macchina, non si sa se per volontà sua o della security. Il regista Iñárritu nel frattempo a via del corso regalava selfie e autografi ai fan, prima di puntare per le 18 verso “L’Antica Pesa”, dove DiCaprio lo avrebbe raggiunto per una cena privata prima di lasciare l'Italia. La soddisfazione di averci visto giusto sui gusti culinari di Leo resta. Gli irriducibili lo hanno seguito anche all’aeroporto di Ciampino, dove ha optato di imbarcarsi con un cappuccio in testa nel tentativo di non farsi riconoscere. Un uomo quasi di ghiaccio come i suoi occhi, ma in grado di scaldare la passione dei fan come nessun altro. Alla prossima Leo e buona fortuna per il 28 febbraio, intanto goditi Parigi. Au Revoir.

Crediti: Gianluigi Barbieri, Ambra Azzoli, melty.it, Thomas Cardinali, Emanuele Zambon, web