Leonardo Di Caprio: The Wolf of Wall Street in prima tv su Sky Cinema 1 HD

Il colore dei soldi
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“The Wolf of Wall Street” andrà in onda in prima tv assoluta stasera, lunedì 9 febbraio, alle ore 21.10 su Sky Cinema 1 HD. L’occasione giusta per perdersi nella Sodoma e Gomorra firmata Martin Scorsese in cui svetta Leonardo Di Caprio.

(di Emanuele Zambon). “C’era una casetta piccola così… con tante finestrelle colorate”. No, Jordan Belfort non possiede una casetta bensì la riproduzione in scala della Reggia di Caserta: riuscirebbe a venderla o affittarla anche il più scarso degli agenti immobiliari. Almeno una quindicina di stanze fra salotti, bagni e camere da letto, piscina quasi olimpionica, Ferrari Testarossa bianco (rigorosamente alla “Miami Vice”) e, megalomania delle megalomanie, un elicottero. Capirete già da questi pochi indizi che il materiale scotta. Nel caso non foste ancora pienamente convinti sappiate che l’entrata in scena di Di Caprio avviene a bordo del bolide del Cavallino, intento a farsi praticare una fellatio dalla biondissima e patinata moglie Margot Robbie (tutto sulla vita sentimentale dell'attrice). Persino James Bond, che ne ha viste di cose che gli umani non possono tanto immaginare, ordinerebbe non uno ma almeno tre vodka Martini agitati e non mescolati. L’incipit di cui parlo è facilmente attribuibile: si tratta di “The Wolf of Wall Street”, festival degli eccessi firmato da Martin Scorsese (vedi il trailer di "The Audition") che annovera nel cast il “lupo” Leonardo Di Caprio, la sorpresa Jonah Hill, il fascinoso Jean Dujardin e la sexy Margot Robbie, novella Harley Quinn in “Suicide Squad”.

Dimenticate gli eccessi dei film di Scorsese. Tutto quello che immaginate possa accadere in tre ore di film (a dir la verità un po’ troppe) sarà dieci volte peggio: chili di cocaina tanta da sembrare di stare sul Monte Bianco, alcool, prostitute, gente strafatta, eccessi, tradimenti, sesso, pornografia, lusso sfrenato. Il tutto, come un mantra della perdizione, ritorna a più riprese nel film. Scorsese ripercorre tematiche care alla propria filmografia (punti di contatto con “Quei Bravi Ragazzi”) toccando vette omeriche: l’ascesa e la caduta (neanche tanto rovinosa) dell’antieroe, che qui ha la faccia da lupo, o da squalo della finanza, di Di Caprio/Belfort che, in preda ad un’avidità (quella stessa avidità che il mentore degli yuppies anni 80 Gordon Gekko aveva battezzato come “giusta”), mette in piedi una società di broker che imporrà la legge del più furbo a Wall Street. Date un telefono a Belfort e lui vi solleverà il mondo, scoprendo sotto di esso un fiume di denaro. Pazienza se questa montagna di dollari, che farebbe concorrenza al deposito di Zio Paperone, i ragazzi della “Stratton Oakmont” la fanno a discapito di gente ingenua e di investitori fiduciosi nell’altrui brokeraggio.

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BALLA COL LUPO. Nasce una delle farse più incredibili di fine anni '80. Un circo fatto di feste, eccessi, scommesse, sesso nei bagni dell’ufficio, pillole di quaalude ingoiate come fossero Tic Tac. E poi sempre di più: lancio di nani, scimmie da passeggio, Rolex che volano ed esibizionismo arrogante di abiti firmati da 2000 dollari. Scordatevi gli anni '80 patinati e con le spalline: sembra più il Circo Orfei della droga e del sesso, lo zio a stelle e strisce del Bunga Bunga. Come direbbe Leonardo Di Caprio (l'attore ha detto no al biopic su Steve Jobs) guardando dritto nella macchina da presa (un sistema questo che rese famoso Oliver Hardy nelle comiche insieme a Stan Laurel): “Tutto questo era legale? Assolutamente no! ”. Legale no, vero si. Vita, successo e carcere di Jordan Belfort, ex dentista che oggi tiene corsi motivazionali sul successo, ha scritto due libri e ha scontato solo 22 mesi per una frode da oltre 100 milioni di dollari (una somma considerevole oggi, figuriamoci 25 anni fa). Uno scandalo di cui tutti sapevano e che “Forbes” addirittura esaltò, spedendo Belfort nell’Olimpo di Wall Street di fianco al Michael Douglas di Oliver Stone. Presagio o ispirazione (a seconda dei punti di vista) per i futuri scandali finanziari Lehman Brothers e Bernie Madoff.

Leonardo Di Caprio: The Wolf of Wall Street in prima tv su Sky Cinema 1 HD

”The Wolf of Wall Street” è un film drammatico mascherato con trombette, tamburi e fischietti, una pubblicità regresso sull’Aids (che si affacciava tristemente proprio in quegli anni), immorale e classista. Magistralmente diretto, incorpora diversi generi cinematografici, lasciando una libertà creativa agli attori che ripagano il regista con una recitazione aulica e dirompente: strepitoso nel cameo Matthew McConaughey, ispiratore del protagonista, che improvvisa un duetto con Di Caprio da rivedere almeno due/tre volte nella vita. Jonah Hill è a dir poco eccezionale nella parte del tossico incosciente. Di Margot Robbie vorremmo tanto esaltare la bravura ma….capirete, non è così facile (si fatica a ricordarla vestita). Come direbbe il patron di Aiazzone: vedere per credere.

Dulcis in fundo ecco Leonardo Di Caprio: il problema con lui è trovare vocaboli poco inflazionati. Che dire di un reduce da parti strepitose in “Django Unchained” e “Inception”? Uno pensava di aver visto tutto il suo potenziale recitativo di elevata caratura. Niente da fare: monologa più lui che l’intera storia di Hollywood in oltre 100 film, scherza con la telecamera in maniera dannatamente disinvolta e possiede una padronanza a livello di improvvisazione, linguaggio del corpo e simbiosi col personaggio che tutta l’Actor’s Studio dovrebbe dedicargli una standing ovation. Se non altro per la sequenza irresistibile assieme a Jonah Hill in cui sono impasticcati a livelli da overdose. E mentre l’ex biondino di “Titanic” si dimena come un tarantolato in quella selva da Sodoma e Gomorra, mettendo a rischio la propria pressione arteriosa, ecco che Scorsese chiude con una sequenza di dramma familiare che pietrifica il pubblico e cancella in un attimo la farsa messa appunto fino a quel punto. Come un ritornare alla realtà dopo un hangover finito male. A quel punto ci si alza dalla poltrona e, o si è delusi da tanta immoralità fine a se stessa, oppure si applaude.

Crediti: Youtube, Leone Film Group, web , Archivio web