LeBron James: 31 punti, ma Cleveland perde sulla sirena

Kyrie Irving contro gli Utah Jazz
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Un buzzer-beater di Gordon Hayward condanna i Cavaliers di LeBron James alla terza sconfitta su quattro partite. LeBron ne mette 31, Kyrie Irving 34, ma la squadra va a tratti. Guarda il video highlights.

Se in Europa era conosciuto per ottenere il massimo da squadre non sempre costruite per vincere, nella NBA, finora, sta facendo il contrario: stiamo parlando di David Blatt, coach dei Cleveland Cavaliers, incappati a Salt Lake City nella loro terza sconfitta su quattro uscite stagionali. Di certo non è facile trovare le giuste alchimie di squadra quando, al tuo primo anno da coach NBA, ti ritrovi a dover inserire LeBron James (abbiamo già parlato delle difficoltà di LeBron) e Kevin Love in una squadra che aveva già in Kyrie Irving il suo leader riconosciuto, ma coach Blatt per ora non sembra essere riuscito a far capire ai propri uomini cosa vuole da loro. Ne è un esempio la sconfitta (102-100) contro i Jazz, maturata solo sulla sirena con il buzzer-beater di un ispiratissimo Gordan Hayward (notevoli alcune giocate offensive e difensive anche contro LeBron) ma condotta per circa 40 minuti dai padroni di casa, senza che i Cavs riuscissero a imporre il proprio gioco.

LeBron James: 31 punti, ma Cleveland perde sulla sirena

Emblematici gli assist totali dei Cavaliers, appena 6, un record negativo per la franchigia che racconta di quanto ci sia ancora da lavorare sul gioco di squadra e sulla trasformazione di Irving in un playmaker con meno responsabilità realizzative e più di facilitazione e supporto a “The King” e al resto dei compagni. Alla fine LeBron e Irving, rispettivamente con 31 e 34 punti, riescono a rimettere in piedi la partita, mettere il naso avanti e arrivare alle ultime battute in parità, ma Hayward, forse guidato dagli Dei del basket, li castiga sul gong, quasi a confermare che quest'anno, ai Cavs, nessuno regalerà niente. “Non è colpa di di LeBron, è colpa nostra”, ha affermato coach Blatt riferendosi alla squadra, o forse ancor più precisamente allo staff tecnico, dimostrando comunque di voler proteggere i propri giocatori in questo inizio difficile dando loro tempo e modo di trovare il giusto affiatamento. Atteggiamento che ha assunto lo stesso James nei confronti del più giovane Irving: “Una volta che avremo assimilato i nostri giochi d'attacco, imparato quello che ci piace e quello che ci riesce di possesso in possesso, Kyrie sarà protagonista”. Ora alle parole devono seguire i fatti.

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Crediti: nba, getty