Le Iene: Pelazza e le torture dei soldati italiani a Nassirya

Pelazza de "Le Iene"
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Luigi Pelazza è tornato a raccontare le torture dei militari italiani durante la missione di pace a Nassirya. Nella puntata de “Le Iene” del 9 aprile sono state raccolte nuove testimonianze. Guarda il video su melty.it.

Prigionieri chiusi dentro una tenda, bendati, immobilizzati e legati. É quanto sarebbe successo a Nassirya, nella missione di pace italiana in Iraq. La scorsa settimana Luigi Pelazza aveva portato ai microfoni la testimonianza di Leonardo Bitti, un ex soldato che aveva descritto le botte e le umiliazioni inflitte durante gli interrogatori e i prigionieri. Dopo le tante polemiche che si erano scatenate nella puntata de Le Iene del 9 aprile Pelazza ha raccolto la testimonianza di un soldato che non ha voluto rivelare il suo nome e che ha mostrato alla trasmissione un piccolo video in cui si vedono le condizioni in cui venivano tenuti i prigionieri e le umiliazioni a loro inflitte. A colpire più di tutto è però la leggerezza e il senso di divertimento con il quale l'uomo racconto le terribili nefandezze secondo lui compiute nella base italiana in Iraq.

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Le Iene: Pelazza e le torture dei soldati italiani a Nassirya

L'uomo era uno stretto collaboratore del comandante di tutta la missione italiana nella città irachena e per questo è riuscito a vedere e documentare moltissimi avvenimenti. Ha innanzitutto confermato la presenza della cosiddetta “White House”, il luogo dove i prigionieri venivano interrogati e torturati. Dopo la cattura questi venivano buttati in stanze senza luce, cibo o acqua per poi essere gradualmente portati in numerose stanze in cui, se non parlavano, venivano massacrati di botte. Agghiacciante quando l'uomo ha descritto la presenza di un suo collega specializzato in torture tramite elettrodi, una tecnica già in uso nella missione di pace italiana in Somalia, testimonianza ulteriore di un comportamento non certo nuovo per alcuni contingenti italiani all'estero. Insomma, una storia ben diversa da quella di Pablo Trincia e della mamma coraggio di Cagliari.

Le Iene: Pelazza e le torture dei soldati italiani a Nassirya

Il soldato si occupava di crittografare e le conversazioni che arrivavano tra il comandante e tutta una folta schiera di uomini politici e diplomatici. Molto articolata la teoria in cui spiega l'attentato alla base di Nassirya del 12 novembre 2003. L'uomo ha spiegato come in un messaggio dell'8 novembre, poi diramato il 10, tutto il contingente fosse stato avvertito del rischio attentato. Il fatto secondo lui più strano è come l'attentato sia arrivato solo quando gran parte delle personalità di spicco o dei grandi capi dei Carabinieri e del Sismi fossero già andati via dalla base. “Il messaggio che hanno voluto mandare – ha detto – era ai politici italiani, perché erano stati stanziati degli appalti per aziende italiane per fare dei lavori in Iraq che poi non si sono mai fatti”. Per lui i soldi alle ditte sono arrivati, ma i lavori alla fine non sono mai partiti. I capi di quelle aziende erano tutte persone di spicco e politici ancora oggi in Parlamento.

>>> Guarda il servizio di Luigi Pelazza e le torture a Nassirya sul sito de Le Iene

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Crediti: Luigi Pelazza, Archvio web, Le Iene Facebook, Terre des Hommes Italia, Le Iene