Le Iene: Ebola, video intervista al medico italiano in quarantena

Il virus Ebola è stato trattato anche da "Le Iene"
Ecrit par

Nella puntata del 29 ottobre gli inviati de Le Iene sono andati a trovare Paolo, un medico che si trova rinchiuso in casa in una situazione di quarantena dopo essere stato nel centro dell'epidemica di ebola. Guarda il video del servizio.

Si chiama Paolo ed è un medico italiano che da giorni si trova in una situazione parecchio complicata. Nella puntata del 29 ottobre de "Le Iene", gli inviati della trasmissione di Italia Uno sono andati a trovare il primo medico italiano a trovarsi in una situazione di quarantena preventiva per il rischio di contagio del virus ebola. L'uomo si trovata in Sierra Leone, in missione per curare i malati nel bel mezzo dell'epidemia. Al ritorno in Italia è stato prelevato dalle autorità sanitarie e chiuso dentro un appartamento dal quale non dovrà uscire sino alla cessazione dell'allarme. In quella casa ha tutto quello che gli serve per fare una vita apparentemente normale: cibo, scorte dalla famiglia, film, libri, musica. Non può però intrattenere nessun tipo di contatto con le persone, non può vedere la sua famiglia, non può nemmeno uscire di casa. Una prigionia solo apparentemente confortevole. Le Iene hanno così deciso di intervistare l'uomo, per avere qualche notizia in più sulla sua situazione e su un virus che sta allarmando il mondo intero e creando una psicosi convulsa anche nel nostro Paese. Basti pensare agli insulti ricevuti dallo stesso Paolo e dall'ostetrica che era con lui, Chiara, costretta a chiudere il suo profilo Facebook per le continua vessazioni di persone tanto allarmate quanto stupide. Non è per nulla una vita facile quella di Paolo, che controlla la sua temperatura corporea ogni giorno e aspetta con ansia il momento in cui potrà finalmente uscire di nuovo, fare una passeggiata all'aria aperta e vedere i suoi cari.

L'uomo ha spiegato in che modo si contrae la malattia, quali siano i rischia per le persone e per il nostro Paese. Innanzitutto, come già vi avevamo anticipato, la malattia si contrae solo stando a stretto contatto con una persona infetta e tutti i suoi liquidi corporei, chi non è sintomatico e non ha febbre può portare avanti una vita normale con il virus capace di stare in incubazione dai 2 ai 21 giorni. I sintomi sono sostanzialmente gli stessi di un'influenza: stanchezza, dolori muscolari, perdita d'appetito, diarrea, vomito, febbre. Secondo Paolo sono proprio i media ad essere responsabili di questa fobia inutile. In Italia, infatti, il rischio di contagio è davvero bassissimo grazie ai nostri sistemi di controllo molto attivi. Per ora si è trattato dell'ennesimo business delle case farmaceutiche, pronte a produrre vaccini per un virus che non ha grandi possibilità di diffondersi nel mondo e che potrebbe fare la stessa fine nel bluff dell'influenza aviaria. In Africa si muore di tantissime altre malattie, e ben diversa sarebbe stata la situazione se il tutto fosse successo in Occidente: “Siamo bianchi ricchi – ha detto Paolo - Di malaria muoiono milioni di persone all'anno, ma nessuno ne parla fin quando la cosa succede in Africa, basta che non arrivi qua. In proporzione, per ogni morto di ebola ci sono 100 morti per diarrea, 120 per malaria, 150 o 160 per infezione correlare all'hiv”.

Le Iene: Ebola, video intervista al medico italiano in quarantena

Secondo Paolo, in ogni caso, l'Occidente non sta affrontando il virus con la massima cura e bisognerà stare più attenti a non far diffondere l'epidemia nei Paesi limitrofi per poi scatenare il panico anche nel resto del mondo. La cosa più incredibile è la passione che il medico sembra mettere nel suo lavoro, quel sentimento inconcepibile per i più che spingerà l'uomo a tornare in Africa una volta terminato il suo periodo di isolamento. Non è una questione di soldi, con stipendi molto più bassi rispetto a quelli in Italia, è la voglia di far si che la salute sia un diritto per tutti e non una prerogativa che sta sotto a semplici ragioni economiche e di status sociale. In Africa Paolo ha tutti gli strumenti per prendersi cura delle persone e dare loro una mano. La morte è una fattore fonamentale in certe realtà e il medico ha parlato del suo rapporto difficile con questo fattore ineluttabile della nostra vita, ma anche della grandiosità di curare le persone in un luogo così lontano da casa. Bellissima la chiusura del servizio de Le Iene sull'ebola dopo quello di Nadia Toffa: “Hai un rapporto umano con persone di cui non parli la lingua, non capisci la cultura. Possiedono una semplicità disarmante, di sono grati in maniera incredibile, hanno una semplicità che in Occidente si sta ormai perdendo”.

Le Iene: Ebola, video intervista al medico italiano in quarantena
Crediti: bbc, Archivio web, Mediaset