La più bella del mondo: I video di Benigni tra Costituzione, lavoro e... Berlusconi

Roberto Benigni
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Ogni volta che torna in tv, Roberto Benigni buca lo schermo. ‘La più bella del mondo’, programma in prima serata di Rai Uno dedicato alla Costituzione, ha conquistato 12,6 milioni di telespettatori. Guarda i video su melty.it.

Roberto Benigni si conferma l’unica persona in grado di federare tutti gli italiani. Più del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, sicuramente più del premier Mario Monti. Il suo segreto è dedicarsi alle figure e agli episodi che hanno plasmato l'identità italiana. Da Dante agli eroi del Risorgimento, passando per la vituperata Costituzione della Repubblica, che è in realtà il fantastico frutto dell’incontro di diverse correnti politiche all’indomani della Seconda Guerra Mondiale. Ieri Benigni ha letto la Costituzione come faceva con la Divina Commedia in giro per l’Italia e ne ha fatto una parafrasi comprensibile per tutti, persino per i bambini. Splendida la parte sull’Articolo 4, dedicato al lavoro. Secondo l’artista fiorentino “amare il proprio lavoro è la vera e concreta forma di felicità sulla Terra”. Qualunque legge che vada contro il lavoro è “un sacrilegio”, perché “con la disoccupazione le persone non sono più se stesse, stanno male e fanno stare male gli altri”. Messaggio recepito?

L’altro video che melty.it non avrebbe potuto negare ai propri lettori, è quello in cui Benigni parla del ritorno di Silvio Berlusconi, che domenica ha ufficializzato il suo fidanzamento con Francesca Pascale. Siamo rimasti delusi, il monologo non è ricco di battute esilaranti. Probabilmente Benigni è rimasto spiazzato dal sesto ritorno in politica dell’ex premier e prova più pena che voglia di ridere. Così si limita a definire la nuova discesa in campo “un film horror”, e “una notizia più brutta dell’imminente fine del mondo”. Benigni ha ricordato il teatrino sulle primarie del PdL, con cui Silvio avrebbe costretto il segretario Alfano al ricovero in una clinica psichiatrica. Peccato, lo show sulla Costituzione poteva risparmiarsi di tornare su quella che – si spera – è soltanto una patologia da cui l’Italia è già guarita.